La luce dei falò illumina la Campania

Tutti gli appuntamenti in #terradamare che celebrano la ricorrrenza di Sant'Antonio Abate
di Marina Indulgenza - 10 Gennaio 2020

Dopo l’Epifania che “tutte le feste porta via”, entriamo nel vivo di una delle tradizioni più antiche e radicate nella storia della Campania: i falò di Sant’Antonio Abate, il santo originario dell’Egitto – che la Chiesa celebra il 17 gennaio –  invocato a protezione degli animali e, più in generale, della popolazione contadina.

La leggenda più accreditata sull’origine dei falò in onore di Sant’Antonio Abate ci narra di quando il santo abbia affrontato e sconfitto il diavolo nel deserto (o, addirittura, tra le fiamme dell’inferno).

Da allora, nel corso dei secoli, brillano i “fucaroni” nelle corti delle storiche masserie, ma anche nelle strade, negli slarghi dei quartieri, dove si gira di falò in falò e dove chiunque ha il “diritto” di unirsi a quello degli altri. Ovviamente, in tale atmosfera goliardica parola la d'ordine è cucinare cibi alla griglia e godere di un buon bicchiere di vino (continua a leggere...).

Nel periodo dedicato a Sant’Antonio Abate, quindi, ogni angolo della Campania s’infiamma, nel vero senso del parola: dall’Alta Irpina fino alle coste, in tanti borghi, paesi e città è tempo di accendere lampe, carcare o fucaroni, seguendo la tradizione medievale del fuoco purificatore di anime, coscienze e corpi, che brucerà i malumori dell’anno appena passato e avviverà la fiamma dell’anno venturo. Cerimonie, queste, non solo campane ma che, anzi, uniscono tutta l’Europa da tempi antichissimi (continua a leggere…).

(articolo in continuo aggiornamento)

AVELLINO E PROVINCIA

Il nostro “viaggio tra i fuochi” parte dal borgo di Nusco, dove la peste, che scoppiò nel 1656 in tutto il Mezzogiorno, fece ben 1200 vittime. In quell'occasione l’accensione dei falò servì, prima di tutto, a debellare l’epidemia ed evitare il propagarsi dell’infezione ma anche a chiedere, in extremis, l’aiuto sacro di Sant’Antonio Abate. Nel corso dell'evento, in programma da venerdì 17 a domenica 19 gennaio, le strade di uno dei borghi più belli dell’Irpinia e d'Italia saranno animate da stand enogastronomici, aree spettacolo, musica e divertimento, mentre, in vari punti del paese, saranno accesi dei ceppi per riscaldare l’atmosfera gelida del periodo.

Rimaniamo in provincia di Avellino dove a Quindici, borgo situato nel Vallo di Lauro, venerdì 17 gennaio si rinnova la tradizione si rinnova la tradizione de ‘a Focara. In Piazza San Sebastiano verrà allestito un vero e proprio manufatto in vimini, con canne di bambù e fascine, una sorta di riproduzione in miniatura della chiesetta di Sant’Antonio, che sarà data alle fiamme dopo la tradizionale benedizione degli animali.

A Castelvetere sul Calore, appuntamento il 17 e 18 gennaio intorno al Falò di Sant'Antuono che, di fatto, apre la cinquantesima edizione del Carnevale, una tradizione che risale al 1683 e che trova espressione nelle rivalità "artigianali" dei due agglomerati del Castello e della Pianura che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, presero il nome di Piazza e via Roma.

Anche la cittadina irpina di Solofra celebra Sant’Antonio Abate con "A' carcar e Sant'Antuono", un appuntamento che si rinnova, anno dopo anno, in località Balsami.

CASERTA E PROVINCIA

L’itinerario del fuoco in questa provincia parte da Macerata Campana, il "Paese della Pastellessa", che si appresta a celebrare Sant’Antonio Abate, dal 10 al 17 gennaio, con un mix di tradizioni popolari e religiose, animate dal suono dei bottari.

A Portico di Caserta, la festa di Sant’Antonio Abate si svolge dal 24 al 26 gennaio e si fonda sulla sincronia di diversi aspetti: religioso, tradizionale e socio-culturale. I festeggiamenti iniziano nei giorni antecedenti alla festività e sono caratterizzati dalla sfilata delle “Battuglie di Pastellessa”, ovvero dei “Carri di Sant’Antuono”. La festa è accompagnata da altre attività: vendita all’asta dei prodotti raccolti durante la processione del Santo oppure offerti dai fedeli, degustazioni di pastellessa, giochi tradizionali e fuochi pirotecnici.

Celebrazioni in programma venerdì 17 gennaio anche a Casaluce con l'accensione di un falò e la benedizione degli animali; a Trentola Ducenta con il tradizionale appuntamento de "'O Cippo e Sant'Antuon" e a Castel Morrone con "Sant Antuono 2020".

A Pastorano, invece, da venerdì 17 a domenica 19 gennaio in Piazza dei Caduti si terrà il "Falò di Sant'Antuono".

NAPOLI E PROVINCIA

Non potevamo non partire dalla cittadina di Sant’Antonio Abate che, come da tradizione consolidata, celebra il suo patrono con la 24° Fiera di Sant'Antonio Abate e la 41° Sagra della Porchetta, l’evento più atteso dell’anno, tra spettacoli, arte, enogastronomia e folklore.

Sesta edizione a San Vitaliano per “O’ Fucarone ‘e Sant’Antuono”, in programma venerdì 17 gennaio in Piazza Leonardo da Vinci. La manifestazione, come da antica memoria e tradizione, avrà inizio con la Benedizione degli Animali, di tutte le specie e di tutte le razze.

A Cicciano, appuntamento sabato 18 gennaio con l’evento “Nella notte dei falò”, nel corso del quale si terrà anche una tammurriata con tanti importanti artisti, come Marcello Colasurdo, Peppino di Febbraio, Gerardo Amarante, Pino Iove e Isidoro Caso.

Tra le manifestazioni cerimoniali di cui si compone la festa in onore del Santo a Somma Vesuviana, la più significativa è quella dell'accensione dei “fucarazzi di Sant'Antuono”, in programma giovedì 17. Alcuni giorni prima della ricorrenza, in diverse località della cittadina, inizia la raccolta della legna che, successivamente, si accumula in grandi covoni. Uno di questi viene preparato davanti al sagrato della Chiesa della Collegiata, mentre gli altri sono allestiti un po' dovunque, nell'attesa di essere accesi al calare delle prime ombre della sera. Un altro importante rito è la benedizione del pane che avviene nella Chiesa della Collegiata, al cui interno è custodita la statua del santo.

SALERNO E PROVINCIA

Partiamo proprio dal capoluogo campano dove, venerdì 17 gennaio, a partire dalle ore 20.00, al Porticciolo di Pastena si terrà La Vampa di Sant'Antuono, un evento che celebra la tradizione riunendo in una sola anima il quartiere, le battaglie sociali, l'amore per la propria terra, la musica, la condivisione, il senso di comunità.

A Campagna, la cittadina celebre per la famosa “chiena” che si svolge a ferragosto, dove venerdì 17 gennaio, nella piazza principale saranno accesi i "fucanoli" che illumineranno la Notte del Santo, che sarà animata da canti, balli e degustazioni di prodotti tipici. 

Sempre il 17 gennaio, Altavilla Silentina festeggia la quarta edizione di Hocus Focus - "U fuoc r' S.Antuon", un incontro tra la tradizione e l'innovazione, tra ciò che è stato tramandato e l'eredità di un evento folkloristico che dura nei secoli; mentre a Mercato San Severino, nella splendida cornice del Palazzo Vanvitelliano e del Castello dei San Severino , si rinnova, da più di vent’anni, l’appuntamento con il Falò di Sant' Antuono.

avellino, benevento, caserta, napoli, salerno Data/e: 17 Gennaio 2020