Napoli Teatro Festival 2019: il programma della sezione Danza

Dodici appuntamenti lungo i due mesi di programmazione
di Redazione Ecampania.it - 14 Marzo 2019

Per la Sezione Danza dell'edizione 2019 del Napoli Teatro Festival, dalla scena contemporanea britannica, presenta Andante di Igor Urzelai e Moreno SolinasSlap and Tickle di Liz Aggiss e M/Y della coreografa scozzese Julie Cunningham. Dalla Cina, il giovane artista Tao Ye porta al NTFI le due coreografie Variazioni 6 e 9, quest’ultima è il compimento del suo percorso di ricerca sul movimento. La coreografa brasiliana Alice Rippol porta in scena Cria (Razza), ispirato al Passinho, uno stile di danza urbana di Rio de Janeiro. La performance esplora la sfera della sensualità attraverso l’intreccio del funk con la danza contemporanea.

Dopo il successo al Festival 2018, torna a Napoli Ali Charour con il nuovo lavoro Night (Layl), una performance che indaga la trasformazione che ha subìto il concetto di amore nel mondo islamico, nel passaggio dall’età preislamica di Jahiliyyah alla società contemporanea. Sarà nuovamente al Festival, anche Un Poyo Rojo dei coreografi Luciano Rosso e Nicolás Poggi, spettacolo esplosivo che unisce brillantemente teatro, danza, acrobatica, sport e che ha registrato il tutto esaurito sia in Argentina che in Europa, così come a Napoli nel corso dell’edizione 2018 del festival. Ancora attraverso il linguaggio artistico della danza, si darà voce al dramma siriano in Et si demain del coreografo e ballerino Nidal Abdo dell’Atelier des artistes en exil. Dalla Francia, arriva lo spettacolo Hadra di Alexandre Roccoli, che fa dialogare la danza contemporanea, l’hip hop, la musica house, con forme e rituali tradizionali e ancestrali. Cristiana Morganti, storica interprete del Tanztheater di Wuppertal, presenta Moving with Pina, un lavoro in cui propone un viaggio nell’universo di Pina Bausch.

Infine, con Leonardo festa del Paradiso, per la regia di Emiliano Pellisari, con la direzione musicale di Walter Testolin e la coreografia di Mariana Porceddu, prodotto dalla Fondazione Pietà dei Turchini, sarà celebrato il genio di Leonardo Da Vinci, nel 500mo anniversario della sua morte. Mentre lo spettacolo Tiresias… del greco Michalis Theophanous è un progetto allegorico che indaga la figura marginale del mitologico indovino cieco, un lavoro che si muove sul confine tra danza e performing art.

Ecco il programma dettagliato:

8 giugno
Napoli
madre – museo d’arte contemporanea donnaregina
MOVING WITH PINA
Una conferenza danzata sulla poetica, la tecnica, la creatività di Pina Bausch
di e con Cristiana Morganti
produzione Il Funaro – Pistoia
con l’accordo e il sostegno della Pina Bausch Foundation/Wuppertal
Com’è costruito un assolo? Qual è la relazione dell’emozione con il movimento? Quand’è che il gesto diventa danza? Qual è la relazione tra il danzatore e la scenografia? E soprattutto, come si crea il misterioso e magico legame tra l’artista e il pubblico? Nella conferenza danzata Moving with Pina, Cristiana Morganti, storica interprete del Tanztheater di Wuppertal, propone un viaggio nell’universo di Pina Bausch, visto dalla prospettiva del danzatore. Eseguendo dal vivo alcuni estratti del repertorio del Tanztheater, Cristiana Morganti racconta il suo percorso artistico e umano con la grande coreografa tedesca e ci fa scoprire quanta dedizione, fantasia e cura del dettaglio sono racchiusi nel linguaggio di movimento creato dalla Bausch. Dal 1993 al 2014 Cristiana Morganti è stata danzatrice solista del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, con il quale continua tutt’ora a collaborare come artista invitata. Ha partecipato a numerose creazioni e ha danzato in tutti gli spettacoli del repertorio, partecipando anche al film di Pedro Almodovar Parla con lei (2001) e al film di Wim Wenders Pina (2011). Conferenza Danzata Moving with Pina, nata nel 2010, è stata presentata con grande successo in numerosi teatri italiani e recentemente anche in Germania, Cile (festival Santiago a Mil) e Spagna.

11 giugno
Variazione 6 & 9
Prima nazionale
6
coreografia Tao Ye
musica Xiao He
disegno luci Ellen Ruge
tecnico luci Ma Yue
costumi Tao Ye, Li Min
training Duan Ni
danzatori TBC
commissionato da NorrlandsOperan con il supporto di Umea2014, Swedish Arts Council, Swedish Arts Grants Committee Region Vasterbotten, e China Literature and Art Foundation
Il giovane coreografo cinese Tao Ye porta al NTFI due coreografie, ultime tappe di un percorso di ricerca sul movimento.
6 rappresenta il ritorno alla forza primitiva che spinge gli esseri umani a muoversi. Il movimento del corpo dei ballerini acquisisce un significato olistico, mentre questi trasudano energia e forza dalla spina dorsale fino ai muscoli più minuti. I loro corpi androgeni in tensione si muovono simultaneamente nella luce fioca del chiaroscuro, creando un disegno di linee rette e diagonali in una dimensione spersonalizzata, quasi militaristica: l’elasticità e la leggerezza assumono aspetti marziali. I danzatori eseguono una litania di contrazioni della colonna vertebrale, alternate a movimenti bruschi del capo. La ripetizione è la pietra angolare del lavoro di Tao. È il modo per catturare il movimento stesso, e farlo durare più a lungo: renderlo eterno. In questo processo, i movimenti ordinari del corpo sono riproposti nella loro essenzialità.

9
coreografia di Tao Ye 
musica di Xiao He
disegno luci di Tao Ye e Ma Yue   
costumi Tao Ye, Duan Ni
danzatori TBC
co-prodotto e co-commissionato da Asia TOPA and Arts Centre Melbourne (Australia), Sadler's Wells London (UK), Théâtre de la Ville – Paris / La Villette-Paris (France), Shanghai International Dance Center Theater (China) e National Taichung Theater (Taiwan)
9 è un’esplosione del lessico coreografico esplorato da Tao Ye, ed è concepito come il compimento dei precedenti spettacoli della serie numerica: il finale o il nuovo punto di partenza dell’impulso creativo che ha dato ispirazione all’intero lavoro. 9 si allontana dalla dottrina monistica, dal dualismo e dai molteplici spazi di espressione, per chiedere al pubblico di costruire in maniera individuale un rapporto con la coreografia grazie ai movimenti ben identificabili dei nove danzatori in scena. «Le mie ultime opere 2, Weight x 3, 4, 5, 6, 7 e 8, hanno stabilito un ordine rigoroso e progressivo sia in termini concettuali, che rispetto al tipo di movimento al centro della coreografia – scrive Tao Ye –. Questa nuova opera, 9, cercherà di riunire, o forse addirittura scavalcare questo ordine progressivo. Pertanto cercherà l’origine attraverso il caos. È per questo che è ancora difficile dire se si tratta di un disordine nascosto sotto una forma schematica apparente, o se 9 ricostruirà un substrato interconnesso nascosto dietro una superficie caotica».

14 giugno
Teatro Politeama
NIGHT (Layl)
coreografia e regia Ali Chahrour
danzatori Ali Chahrour, Hala Omran, Aya Metwalli, Simona Abdallah, Sharif Sehnaoui
disegno luci Guillaume Tesson
suono Khyam Allami or Mathilde Daucy
produzione Zoukak Cultural Association
prima nazionale
Dopo aver partecipato al Festival 2018 con May he rise and smell the fragrance, Ali Charour torna a Napoli con un nuovo lavoro.
Night è uno spettacolo di danza che affronta l’amore in tutte le possibili sfaccettature; dalla poesia all’estetica, dalla violenza alla durezza. La performance esplora in particolare la trasformazione che il concetto di amore nel mondo islamico ha subìto nel passaggio dall’età preislamica di Jahiliyyah alla società contemporanea.
Il lavoro si concentra su storie che hanno trasgredito i confini di religione, razza e genere, e cerca di mettere in discussione le idee di passione e intimità del sentimento nel contesto di crescente odio delle società moderne. Night (Layl) è il primo spettacolo di una nuova trilogia firmata da Ali Chahrour, che segue l’ultima composta da Fatima, Leila's Death e May He Rise. Protagoniste storie, leggende e poesie liriche (ghazal) che racchiudono tra le loro pieghe complessità politiche, religiose e sociali. Night le ripropone attraverso il movimento e la danza. Fonte di ispirazione della coreografia è "Masare 'Al Ishshaq" (Deaths of Lovers, pubblicato per la prima volta nel 1907 AD / 1325 AH), un libro nel quale lo scrittore Abi Mohamed Jaafar Ben Ahmad Bin Hussein Al-Seraj Al-Qaree (noto come Al-Seraj Al-Qaree) ha raccolto tutte le storie di amanti consumati dalla passione e morti per amore.

17 giugno
Teatro Nuovo Napoli
ET SI DEMAIN
coreografia Nidal Abdo
creazione Collectif Nafass
con Nidal Abdo, Samer Al Kurdi, Alaaeddin Baker, Maher Abdul Moaty
musica Osloob e Trio Joubran
luci Jimmy Boury
costumi Samer Al Kurdi
produzione Atelier des artistes en exil
prima nazionale
La guerra lascia un segno indelebile nei paesi che attraversa. La sua presenza sconvolge le prospettive di vita, il senso di identità, il sentimento di appartenenza.  Perché io, perché noi, perché l’Uomo?
Queste sono le domande che hanno spinto la compagnia Nafass a creare Et si demain, uno spettacolo di danza contemporanea che indaga ricordi, privazioni, dolori, emozioni raccontati attraverso il linguaggio del corpo – che diventa linguaggio dell’anima – grazie ai quattro danzatori siro-palestinesi.
«Sono sempre anche senza essere presente – scrive il coreografo Nidal Abdo –. “Là” per me è la Siria, il paese nel quale sono cresciuto, il paese che mi ha dato una cultura, delle aspirazioni, dei gusti musicali, dei compagni di vita. Un paese straziato da sei anni che, come la maggior parte di noi, è ormai alla deriva. Ho cercato di imparare a dimenticare concentrandomi unicamente sul presente. Quando ho parlato della mia intenzione di scrivere Et si demain mi ha sorpreso scoprire che altre persone erano pronte a parteciparvi. Più che una nuova creazione, questo lavoro sarà una catarsi; la nostra maniera di esprimere ciò che ci fa soffrire, ciò di cui non vogliamo parlare perché troppo intimo, troppo sensibile o semplicemente perché non ci sono le parole per farlo».
“Nafass” in arabo significa “respirazione profonda”. Fondata nel maggio 2018, la compagnia unisce soprattutto amici che condividono due linguaggi: l’arabo e la danza. Artisti dai percorsi e dalle tendenze diversi ma accomunati dall’aver vissuto tutti l’esilio e la perdita. Insieme desiderano portare alla luce e comprendere la complessità del dramma siriano.

20 e 21 giugno
Teatro Nuovo Napoli
CRIA
coreografia Alice Ripoll
danzatori Tiobil Dançarino Brabo, Kinho JP, VN Dançarino Brabo, Nyandra Fernandes, May Eassy, Romulo Galvão, Sanderson Rei da Quebradeira, Thamires Candida, GB Dançarino Brabo, Ronald Sheik
assistente coreografa e tecnico del suono Alan Ferreira
manager Rafael Fernandes
luci Andréa Capella
costumi Raquel Theo
direzione musicale Funk DJ Pop Andrade
scenografie Caick Carvalho
video e foto Renato Mangolin
realizzato con il sostegno Centro Coreográfico da Cidade do Rio de Janeiro, Casa do Jongo, Rafael Machado Fisioterapia
prima nazionale
Ispirato al Passinho, uno stile di danza urbana di Rio de Janeiro, la performance esplora la sfera della sensualità attraverso l’intreccio del funk con la danza contemporanea. Il lavoro indaga il concetto di creazione, i suoi modi e le sue possibilità: creare uno spettacolo, creare una nuova tecnica, creare una nuova vita. La danza neonata qui trasforma la violenza dell’attuale contesto brasiliano in potere creativo.
Alice Ripoll è nata a Rio de Janeiro. Intraprende gli studi per diventare una psicanalista, ma all'età di 21 anni – incuriosita dalla ricerca sul movimento – cambia strada per dedicarsi alla danza. Si diploma quindi Angel Vianna's school, un centro molto importante per la riabilitazione motoria, dove inizia a lavorare come coreografa. Attualmente il suo lavoro abbraccia diversi stili di danza contemporanea e urbana brasiliana, attraverso una ricerca che tenta di mutare in movimento le esperienze e i ricordi dei ballerini. Dirige due gruppi: REC e SOFT.

25 giugno
Teatro Nuovo Napoli
ANDANTE
regia Igor Urzelai e Moreno Solinas
ideazione e realizzazione Giorgia Nardin, Eleanor Sikorski, Moreno Solinas e Igor Urzelai
collaborazione artistica Simon Ellis (skellis.net)
disegno luci Seth Rook Williams
suono Alberto Ruiz Soler (bertruiz.net)
scenografia e costumi KASPERSOPHIE (kaspersophie.com)
profumo Alessandro Gaultieri
training vocale Melanie Pappenheim (melaniepappenheim.com)
manager di produzione Hannah Blamire
produttore di compagnia Sarah Maguire
coproduzione Igor and Moreno, The Place e TIR Danza
prima nazionale
La filosofa e mistica francese Simone Weil scrisse che “l’attenzione è la forma più rara e più pura della generosità”. Andante è un invito a mettere in pausa, a connettersi con i propri sensi, ad essere in una stanza insieme ad altre persone e non dover necessariamente parlare o perfino vedere. Il lavoro è concepito come una generosa e paziente passeggiata all’interno di una nuvola formata di tempo e attenzione. La parola Andante, che prende origine dalla parola italiana “andare”, si riferisce a un tipo di movimento musicale moderatamente lento o distinto.  Lo spettacolo di danza è accompagnato da una serie di workshops e dibattiti. Sul palco quattro danzatori, musica dal vivo, e una grande quantità di fumo, così come di profumo. Il pubblico parteciperà a un viaggio durante il quale la nebbia metterà a fuoco ciò che normalmente non può essere visto.
Igor Urzelai e Moreno Solinas si incontrano per la prima volta nel 2006; in seguito si ritrovano a studiare assieme alla London Contemporary Dance School (The Place), dove iniziano a collaborare. Il loro sodalizio artistico inizia nel 2007, dapprima co-fondando BLOOM! Dance Collective e successivamente creando la loro compagnia Igor and Moreno nel 2012.
I lavori di Igor and Moreno indagano la natura umana, le persone e tutte quelle componenti che rendono l’uomo un animale speciale. Gli elementi della loro ricerca sono il corpo in movimento e l’immediatezza dell’azione come veicolo di significati, idee e desideri. L’intento che Igor and Moreno si prefiggono è rivendicare il ruolo del Teatro come spazio di aggregazione e condivisione tramite le proprietà catartiche dello spettacolo dal vivo. Attraverso i loro lavori hanno sempre cercato di creare una cornice attraverso cui condividere la loro personale visione, senza tuttavia imporre una singola lettura dell’opera ma tracciando, piuttosto, uno spazio dedito alla riflessione dello spettatore.

26 giugno
Teatro Trianon-Viviani
UN POYO ROJO
coreografia Luciano Rosso, Nicolás Poggi
regia e disegno luci Hermes Gaido
produzione Un Poyo Rojo/T4
Uno spettacolo esplosivo che unisce brillantemente teatro, danza, acrobatica, sport e che ha registrato il tutto esaurito sia in Argentina che in Europa, così come a Napoli lo scorso anno. Un’opera che, a partire dal linguaggio del corpo, esplora il mondo contemporaneo, confrontandosi con il movimento e le sue interpretazioni. Un Poyo rojo è una provocazione, un invito a ridere di noi stessi esplorando tutto il ventaglio delle possibilità fisiche e spirituali dell’essere umano. Nello spogliatoio di una palestra, due uomini si scrutano, si squadrano, si provocano, si affrontano tentando di sedursi in una stupefacente danza acrobatica. Fusione di generi e di discipline, questo duello contemporaneo di grande precisione oscilla tra la danza e l’atletica passando per le arti marziali, l’acrobatica, la clownerie. Gli argentini Alfonso Barón e Luciano Rosso possiedono una straordinaria maestria corporea unita a un grande senso del ritmo e a una folgorante capacità di improvvisare reagendo alle sempre diverse reazioni del pubblico.

28 e 29 giugno
Sala Assoli
SLAP AND TICKLE
ideazione e interpretazione Liz Aggiss
prima nazionale
Anticonformista, anarchico, indomito e senza paura: Slap e Tickle è una oscura e irriverente testimonianza fisica sui costumi e tabù sessuali. Liz Aggiss si colloca al centro della scena in un tour politicamente scorretto nel quale si passano in rassegna contraddizioni e interpretazioni riguardo donne, ragazze, madri, puttane e anziane. Decifrando mitologie, banalità, ritornelli e vecchie storie di mogli, Aggiss crea un “minestrone femminista” intriso di umorismo e fatto di movimento espressionista, music hall, cambi d’abito, giocoleria e recitazione. Lo spettacolo sfida le convenzioni attraverso pratiche di danza femminista. Slap and Tickle ha vinto il Total Theatre Award Edinburgh Festival nel 2017.
Liz Aggiss, coreografa, performer e artista inglese, negli ultimi 40 anni ha dato un’impronta inconfondibile alla danza contemporanea, rompendo ogni barriera tra arte elitaria e cultura popolare. Vincitrice del Bonnie Bird Choreography Award 1994, è – tra le altre cose – Professore Emerito in Visual Performance alla University of Brighton.

1 luglio
T
eatro Mercadante
LEONARDO
Festa del paradiso
regia Emiliano Pelissari
direzione musicale Walter Testolin
coreografia Mariana Porceddu
costumi Giusi Giustino
organizzazione e coordinamento artistico Francesca Liguoro e Adelaide Mascola
debutto nazionale
Nel 500mo anniversario della morte, Emiliano Pellisari, Walter Testolin e Mariafederica Castaldo – Fondazione Pietà dei Turchini – celebrano l’arte e il genio di Leonardo Da Vinci.
Leonardo propone al pubblico un’esperienza percettiva del meraviglioso mondo del rinascimento italiano. Lo spettacolo è un’avventura di danza e teatro (gli spettatori del NTFI ricorderanno l’incredibile Aria dello scorso anno), durante la quale sei danzatori acrobati fluttuano nell’aria in una continua ricerca di equilibrio e perfezione. I corpi mutano forma in un mondo onirico senza gravità e danno vita ad una serie di tableaux vivant in cui allegorie platoniche sono rappresentate come in un dipinto leonardesco. Il lavoro «mette in scena la straordinaria relazione tra gli aspetti immanenti e trascendenti dell’umano, come la magnifica e perfetta concretezza di un corpo forte e tangibile – si legge nelle note di regia – e la leggera e astratta grazia dell’immaginazione».

1 luglio
Sala Assoli
TIRESIAS …
Regia, coreografia, costumi e scenografia Michalis Theophanous
Musiche originali Dickie Landry & Giwrgos Poulios
Aiuto coreografo Georgia Tegou
Performer Michalis Theophanous
Editing sonoro Stephanos Droussiotis
Scenografie e costumi in collaborazione con  Mayou Trikerioti
Disegno luci in collaborazione con Toon & Adrienne Ming
Fotografo Nikolas Louka
Editing Video Max Dinnar
prima nazionale
Tiresias… è un progetto allegorico basato sul personaggio mitologico dell’indovino cieco: è concepito come uno spettacolo che si muove sul confine tra danza e performing art. Questo assolo vuole esplorare la complessa natura del personaggio di Tiresia, che è paradossalmente catalizzatore per lo sviluppo drammaturgico nella mitologia greca, pur restando allo stesso tempo sempre ai margini. Un’istantanea che focalizza l’immagine sulla vita del personaggio in una stanza privata, e su come sarebbe la quotidianità di questo eroe non celebrato fuori dalla scena. Immagini e simbolismo che si riferiscono a tutte le informazioni che già conosciamo dell’eroe, ma anche a tutte le ipotetiche azioni e possibilità che potrebbero accadere in questa stanza, come se lo spettatore lo osservasse da uno spioncino. Questa doppia vita offre uno sguardo sulla sua cecità, sessualità, e sdoppiamento di personalità; ma anche su come la sua saggezza avrà la meglio sulla solitudine. Un’immagine che non racconta una verità, ma che potrebbe darci una traccia per capirne la storia.

2 e 3 luglio
Donnaregina Vecchia
HADRA
ideazione e coreografia Alexandre Roccoli
in collaborazione con Youness e Yassine Aboulakoul
composizione sonora Benoist Bouvot
luci Séverine Rième
coproduzione Ballet du nord, Roubaix - Espace des Arts, Scène nationale de Chalon-sur-Saône - manège, scène nationale, Reims - La Briqueterie, CDCN du Val-de-Marne - le Musée national de l’histoire de l’immigration, Palais de la Porte Dorée, Les Subsistances, Lyon
La compagnia A Short Term Effect è sostenuta da DRAC Auvergne-Rhône-Alpes, la Région Auvergne-Rhône-Alpes, la Ville de Lyon et l’Institut Français
prima nazionale
Con Hadra, il coreografo francese figlio di minatori di origine italiana Alexandre Roccoli si apre a un nuovo ciclo di creazione. Inizialmente ideato per il danzatore marocchino Yassine Aboulakoul (poi raggiunto dal fratello Youness), il lavoro si concentra sulla potenza del desiderio di danzare.
Per Hadra, solo creato nel 2017 al Musée de l’Histoire de l’Immigration, Alexandre Roccoli prende ispirazione dalle danze di possessione diffuse sia nel Marocco delle confraternite gnawa ma anche in certe culture contemporanee urbane, dall’hip hop alla musica house.
Utilizzando la ripetizione dei movimenti e dei suoni, Alexandre Roccoli produce un’estetica circolare, ipnotica e magnetica in cui il corpo è colto dalle vertigini della danza. Oscillando tra stati di grazia e stati di choc, l’energia dei giovani danzatori marocchini Yassine e Youness Aboulakoul trasmettono un folle desiderio di danzare.
Il percorso artistico di Alexandre Roccoli fa dialogare la danza contemporanea con forme e rituali tradizionali, ancestrali. Queste interazioni tra passato e presente trovano un corrispettivo anche nell’incontro esplosivo che propone tra musica elettronica e fenomeni di trance più arcaici.
La ricerca di un linguaggio pluridisciplinare è ciò che muove la compagnia A Short Term Effect (ASTE). I progetti avviati da Alexandre Roccoli in Francia, negli Stati Uniti (New York) o in Europa (Bruxelles, Berlino), realizzati individualmente o in gruppo, propongono differenti forme artistiche, dalla coreografia alle arti plastiche, alla musica.
Dalla realizzazione di A short term effect (2006), Alexandre Roccoli pone il tema della memoria e delle sue alterazioni al centro della propria ricerca, interrogandosi sui processi di finzione che operano nel lavoro di ricostruzione mentale.

3 luglio
Napoli
Teatro Trianon-Viviani
M/Y
coreografia di Julie Cunningham
danzatrici Hannah Burfield, Julie Cunningham, Eleanor Perry, Steph McMann, Sara Ruddock, Seira Winning
disegno luci Tom Visser
composizione e suono Nell Catchpole
scenografia e costumi Alexa Pollman
drammaturgia Joyce Henderson
commissionato da Sadler’s Wells and premiato al Sadler’s Wells London
prima nazionale
M/Y esprime l’interesse dell’artista scozzese Julie Cunningham per le teorie di genere attraverso l’uso di movimenti precisi, che catturano l’attenzione e esplorano un approccio nuovo alla coreografia.
Il lavoro, pensato per sei danzatrici, indaga l’identità del corpo e del suo stato emozionale, ricercando una correlazione tra il movimento e alcuni testi che traggono ispirazione dalla cultura popolare e dalla letteratura. Julie Cunningham sta sviluppando un nuovo linguaggio di movimento che apre la sua tecnica all’improvvisazione e a nuove forme d’arte, come il teatro e la poesia. Lo spettacolo si propone di dare voce creativa al dialogo con la comunità LGBTQ+. M/Y fa infatti parte di un più ampio lavoro sul corpo lesbico: evoca la fisicità femminile per attirare uno sguardo femminile. Ispirata da The Lesbian Body, un racconto di Monique Wittig, scrittrice femminista francese, Cunningham immagina un mondo di regole fluide, dove i confini dei corpi si dissolvono e le identità non sono predefinite, nel tentativo di creare un nuovo linguaggio che possa funzionare al di fuori delle strutture dominanti del potere patriarcale, riflettendo al contempo sul significato del tempo.

avellino, benevento, caserta, napoli, salerno Data/e: da 08 Giugno 2019 a 03 Luglio 2019