Napoli Teatro Festival 2019: il programma dei Progetti Speciali

Si rinnova l'appuntamento con Pompeii Theatrum Mundi negli scavi archeologici
di Redazione Ecampania.it - 14 Marzo 2019
Napoli Teatro Festival 2019: il programma dei Progetti Speciali

L’edizione 2019 del Napoli Teatro Festival Italia accoglie nella sezione Progetti speciali, nell’ambito della sua vasta programmazione, il progetto Pompeii Theatrum Mundi, organizzato dal Teatro Stabile di Napoli/Teatro Nazionale, diretto da Luca De Fusco, che dal 20 giugno al 13 luglio sarà ospitato nella scenografia naturale del Teatro Grande di Pompei; Pompeii Theatrum Mundi è realizzato in coproduzione tra Fondazione Campania dei Festival e Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale.

Il programma prevede quattro prime nazionali, Edipo a Colono, nella riscrittura di Ruggero Cappuccio dell’opera di Sofocle, per la regia di Rimas TuminasIl Paradiso perduto, una creazione della Vertigo Dance Company, realizzato in coproduzione anche con la Fondazione Matera Basilicata 2019; Satyricon, diretto da Andrea De Rosa, realizzato in coproduzione anche con il Teatro di Roma - Teatro Nazionale, e La tempesta con la regia di Luca De Fusco, che prevede la coproduzione anche con il Teatro Nazionale di Genova.

Tra i PROGETTI SPECIALI, l’originale proposta della Compagnia Nest, A Teduccio on the roadun viaggio dal centro alla periferia; Il Tempo orizzontale della Bellini Teatro FactoryVita morte e oracolila casa viaggiante dell’Associazione di promozione sociale Bus TheaterCentro storico, raccolto di periferia, Festa dei teatri per la socialità di Marco Dell’AcquaCirco scio’ scio’ “femmenielli, tombola e tammorre”, spettacolo serale libero di piazza di Luigi Pernice Di CristoEssere dylan dog, primo spettacolo teatrale, immersivo ed esperienziale, sul personaggio creato da Tiziano Sclavi, a cura di Comicon; e ancora, Foodistribution | Amnistia, a cura di Davide Scognamiglio e Daniele CiprìLa rivoluzione dei libri di Alessandra Crocco e Alessandro MieleSala d’attesa - The waiting room di Ettore De Lorenzo; la Compagnia Carabosse realizza Par les Temps qui courent…, uno spettacolo di circo, giocoleria, clownerie che trasformerà il giardino della Reggia di Carditello in un paesaggio da fiaba; Via Santa Maria della Speranza, l’arsenale delle apparizioni/il teatrino dei fantocci di Maria Angela Robustelli, lavoro avviato durante “Quartieri di Vita 2017” e rivolto a giovani africani richiedenti asilo politico nel nostro Paese e a giovani dei Quartieri Spagnoli; Sirene, Signore e Signorine, storie note e meno note della città di Napoli, progetto speciale de La scena delle donne – percorsi teatrali con le donne a Forcella a cura Marina RippaTerra di Pako Ioffredo, che racconta la riscoperta dell’identità perduta di uno dei territori più belli dei Campi Flegrei, Pozzuoli, riscattando la storia e la lingua dei nostri antenati; Underrground – Roberta nel metrò, la nuova produzione di Cuocolo/Bosetti, spettacolo per trenta spettatori in viaggio, ambientato nello spazio reale della metropolitana cittadina. Attenzione anche alla Grecia con Antologia del Teatro Greco Contemporaneo, un progetto di ETP Books, inserito nel programma culturale istituzionale Italia-Grecia, che presenta la raccolta di otto testi scritti da altrettanti autori, riconosciuti come rappresentativi della produzione teatrale greca contemporanea. Infine torna Il Mercato dell'Arte e della Civiltà, a cura di Davide Sacco, una “maratona dell’arte” che mette a confronto artisti, operatori del settore dello spettacolo dal vivo e spettatori per dibattere sull'attuale situazione del teatro internazionale.

Ecco il programma dettagliato:

8 giugno
Salerno
Palazzo Fruscione 
CENTRO STORICO, RACCOLTO DI PERIFERIA
Festa dei teatri per la socialità
ideazione scenica e regia Marco Dell’Acqua
musiche Pietro de Lisi e Alex Carpentieri
assistente alla regia Adriano Ruggiero e Giovanni Ferraro
costumi Marinella Carfora
drammaturgia, scenografia e disegno luci Teatri di Popolo
con Teresa Pepe, Ciro Mollo, Annamaria Avagliano, Antonio Baldi, Antonietta Cavaliere, Enzo Peluso, Salvatore Criscuolo, Mario Rotolo, Paolo Esposito, Giacomo D'Agostino
In uno dei tanti isolati di periferia dove un certo tipo di solidarietà si oppone alle tante difficoltà della vita quotidiana, Mimì, detto “il Leone”, cittadino, memoria storica, esempio di instancabile generosità per gli abitanti del quartiere, viene arrestato.
L’inatteso episodio determinerà spaesamento prima e sconvolgimento poi nei già fragili equilibri della comunità. La detenzione prolungata in carcere di Mimì produrrà la disarticolazione di quelle complicità che avevano caratterizzato la vita dei protagonisti. Le forze di sicurezza, impegnate nella complessa gestione di un ordine pubblico ormai evidentemente destabilizzato, sono in affanno: quel pezzo di città è fuori controllo. La polizia si vede così costretta a fare uso di uno strumento che non appartiene alle sue ordinarie pratiche, un dispositivo che nessuna legge contempla e che neanche la tecnologia può offrire: la creatività.
Il racconto vuole restituire centralità alle sofisticate abilità di ogni popolo civile e di ogni comunità solidale quando inventa soluzioni spontanee e ingegnose, spesso anche semplicemente intuitive, ma sempre determinanti per trasformare l’esistenza da “tempo della sopravvivenza” in vita sorprendente e senza tempo. In questo senso, la nuova drammaturgia della compagnia Teatri di Popolo intende raccontare quanto sia spesso la periferia a disegnare il “centro” della felicità. Chi vive nei luoghi dell’emarginazione appare oggi capace di tutelare con maggior cura il mitico “buon senso” e la saggezza millenaria della cultura popolare. Chi abita i luoghi del disagio e della povertà, dove la pretesa del superfluo lascia spazio all’autenticità del necessario e al godimento dell’essenziale, diventa così – anche per chi è apparentemente o sostanzialmente più fortunato – il riferimento per l’auspicata riconquista di valori in disuso quali la Solidarietà e la Condivisione e contribuisce alla riformulazione dell’assoluta gioia della Convivenza.

11 e 12 giugno
Napoli
Teatro Nuovo
BELLINI TEATRO FACTORY - Il Tempo orizzontale
testo Francesco Ferrara
regia Gabriele Russo
costumi Chiara Aversano
scene Lucia Imperato
luci Giuseppe Di Lorenzo
aiuto regia Salvatore Scotto D’Apollonia
con gli allievi della Bellini Teatro Factory Andrea Liotti, Arianna Sorrentino, Chiara Celotto, Claudia D'Avanzo, Eleonora Longobardi, Luigi Leone, Luigi Adimari, Manuel Severino, Maria Francesca Duilio, Michele Ferrantino, Rosita Chiodero, Salvatore Cutrì, Salvatore Nicolella, Simone Mazzella
produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini
Mirko ha 33 anni, fa tre lavori part time e ha sviluppato una dipendenza da psicofarmaci. È sposato, sua moglie lo ama da morire e ha un figlio, di quattro anni, che ha un caratteraccio. In casa sua vivono anche la sorella ninfomane che di tanto in tanto si caccia nei guai e il suo migliore amico, mollato dalla ragazza, che proprio non vuole sloggiare. Mirko pensa che la sua vita non sia un granché, ma che tutto sommato non sia neanche malaccio. Ok, forse qualcosa poteva andare meglio. I suoi genitori adottivi, ad esempio, visto che suo padre è un alcolizzato, dispotico e violento e sua madre è semplicemente depressa, da sempre. Ma ormai è andata. Del resto, Mirko ha cercato i suoi genitori biologici a lungo, ma non è riuscito a trovarli. Non ha la più pallida idea di chi possano essere. Sa solo che lo hanno abbandonato quando aveva due mesi di vita. Finché un giorno, quando ormai neanche più ci pensa, trova una lettera nella cassetta della posta. Gli comunicano che sua madre, la sua madre biologica, è morta. È invitato al funerale che si terrà il giorno dopo. C'è un nome e c'è un indirizzo.
Inizia così un racconto di vite e relazioni, tra passato e presente, un racconto comico e tragico insieme, in fondo, come tutte le storie che raccontano la famiglia, questa istituzione feroce, misteriosa e senza tempo.
Il Tempo orizzontale è un progetto della Bellini Teatro Factory pensato appositamente per il Napoli Teatro Festival Italia. Se da un lato Il Tempo Orizzontale rappresenta il titolo dello spettacolo (la lavorazione comprenderà anche una serie di interviste a persone over 85 con lo scopo di produrre un documentario da proiettare prima o dopo lo spettacolo), dall’altro rappresenta il concetto che si intende perseguire nello svolgimento del lavoro e, appunto, nell’interpretazione del tempo che viviamo. Vedremo una giovane coppia innamorarsi, sposarsi, vivere e moltiplicarsi, vedremo i loro figli e i compagni dei loro figli, e quindi li vedremo diventare nonni ed infine li vedremo morire. Ma, intanto, quanta vita avranno lasciato dietro di sé?

14 giugno
Napoli
Piazzetta Trinchese
CIRCO SCIO’ SCIO’ – “FEMMENIELLI, TOMBOLA E TAMMORRE”
Spettacolo serale libero di piazza
progetto e realizzazione artistica Luigi Pernice Di Cristo
con Marcello Colasurdo, Ciro Cascina, Gerardo Amarante, Bruno Leone, Mariano Gil Rodriguez, Luigi Patano, Vincenzo Ciccarelli, Sabatino Esposito, Mario Menna, Marcello Squillante, Gianluca Fusco, Vincenzo Racioppi, Antonio Anastasia, Bruno Belardi e Michelangelo Rusco
costumi Salvatore Salzano
produzione A.B.A S.a.s. Libreria Libertà di Torre Annunziata
Lo spettacolo Circo Scio’ Scio’ nasce dopo nove anni di ricerche, incontri e scambi di esperienze con gli artisti, gli attori e i cantanti e le loro rispettive tradizioni legate ai differenti luoghi di provenienza, come l’Agro-Nocerino e la composita provincia napoletana.
L’importanza di questo spettacolo, il cui protagonista è “Il femminiello” nel suo polimorfismo di attore-cantante-tombolaro-ballerino di tammorra e poeta, è la continuazione di un tipo di rappresentazione popolare, che ha origini pre-cristiane.
Nel corso dei secoli, attraverso i cambiamenti culturali, politici e storici, la figura ha conservato una sua genuinità, senza mai tradire l’essenza del “doppio”, ovvero non cambiando mai la sostanza del significato del termine “femminiello”, che resta legato alla terra stessa che lo ha partorito, pur subendo nel tempo diverse denominazioni.
L’Afan, durante i dieci anni dalla sua fondazione, non ha mai smesso di raccogliere testimonianze e documenti fotografici sul tema, creando un immenso archivio di fotografie, filmati, lettere, racconti e ricordi con l’obiettivo di conservare la memoria di una cultura popolare che ormai sta scomparendo. Scopo dell’associazione è, dunque, raccontare e tramandare la storia dei “femmenielli”, riportando all’attenzione collettiva antichi riti della cultura popolare quali Il funerale di Carnevale, Il matrimonio, La figliata, I pellegrinaggi alle Sette Madonne che ancora oggi vengono tramandati nell’entroterra campano.

14, 15 e 16 giugno
Napoli
Ansa Teatro di San Carlo
VITA MORTE E ORACOLI, LA CASA VIAGGIANTE
un progetto dell’Associazione di promozione sociale Bus Theater
organizzazione Roberta Ferraro
regia Ilaria Cecere
con Alessio Ferrara, Ilaria Cecere, Francesca Masucci, Yuri Parascandolo
tecnica e allestimenti Luigi Tornincasa e Eva Di Jorio
Accompagnati da una sorta di Caronte dei luna park, i 15 spettatori si ritroveranno in uno spettacolo che li trasforma in ospiti di una vecchia casa/teatro abitata da spiriti. Dalla cucina-camera mortuaria ad uno sciatto salotto, dalla stanza-armadio custode di ricordi alla stanza da letto divinatoria, in ogni stanza vive un personaggio che racconta una piccola, personale storia. Come nel libro Alice nel paese delle meraviglie, in questa casa deformata tutto è troppo piccolo e nello stesso tempo grande, poiché negli spazi angusti ogni dettaglio diventa enorme, visibile, significante. Si compie così un viaggio per pochi intimi fra le reliquie di un amore perduto, le illusioni di un prestigiatore ubriaco, letture di tarocchi che suonano per l’ospite come parole del destino e una continua beffarda ed ironica presenza della morte, che si incarna nei toni noir di tutti i personaggi, a cominciare da Mariù il più vecchio degli abitanti della casa.
Vita, morte e oracoli è un approfondimento di Bus’ Rooms, vita morte e oracoli, spettacolo originale della compagnia Bus Theater, primo lavoro di studio e ricerca sugli spazi interni del grande teatro viaggiante, sperimentato sul campo nei quasi due anni di incontri con il pubblico nelle strade e nelle piazze d’Italia. Un’iniziativa dell’Associazione di promozione sociale Bus Theater, progetto artistico-culturale itinerante e indipendente portato avanti da un gruppo eterogeneo di giovani artisti e professionisti del settore che produce e mette in scena spettacoli teatrali, di danza, nuovo circo, teatro di strada, cinematografici e musicali.

Dal 14 al 23 giugno
Napoli
Palazzo Venezia
ESSERE DYLAN DOG
primo spettacolo teatrale, immersivo ed esperienziale, sul personaggio creato da Tiziano Sclavi
progetto a cura di Comicon
in collaborazione con Sergio Bonelli Editore e Fondazione Campania dei Festival - Napoli Teatro Festival Italia
Quattro performance al giorno nel suggestivo scenario di Palazzo Venezia, edificio storico che sorge nel cuore brulicante di Napoli, per condurre lo spettatore nel mondo di uno dei più famosi personaggi della Sergio Bonelli Editore. Appassionati e curiosi che parteciperanno all’evento potranno vivere da protagonisti un’avventura del detective, immergendosi nei luoghi e in alcune ambientazioni del celebre fumetto generato dalla fantasia e dalla matita di Tiziano Sclavi.
Il concept dello spettacolo, un grande esperimento live di contaminazione tra i linguaggi, prevede una innovativa ed intensa esperienza del visitatore.
Lo spettacolo, della durata di circa un’ora, si svolgerà nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia per un periodo di dieci giorni e sarà fruibile da un numero limitato di spettatori per volta. Le performance vedranno coinvolti dodici attori che, impersonando i personaggi chiave delle storie di Dylan Dog – da Groucho a Morgana, da Bloch alla Morte, da Xabaras alla Signora Trelkovski –, accoglieranno il pubblico negli ambienti nei quali verranno ricreati alcuni dei luoghi-simbolo delle più conosciute storie “dylandoghiane”: lo Studio di Dylan Dog, l’ufficio dell’Ispettore Bloch a Scotland Yard, la casa della Signora Trelkovski, oltre ad ambienti che ricreano degli esterni (tra questi, l’immancabile cimitero). Tutte le scenografie ricostruiranno fedelmente, e con la massima attenzione per i dettagli, quanto i lettori hanno amato nelle storie dell’Indagatore dell’Incubo e i visitatori saranno indotti, grazie a un artificio drammaturgico, ad entrare con tutti e due i piedi in una storia di Dylan Dog, fino a mettersi nei panni del personaggio, impegnandosi così nella risoluzione dell’enigma che si presenterà loro. Fino, appunto, ad “Essere Dylan Dog”.

18 giugno
Napoli
Made in Cloister
ANTOLOGIA DEL TEATRO GRECO CONTEMPORANEO
un progetto di ETP Books
Relazioni introduttive del presidente del Centro Niarchos di Atene, Lidya Koniordou, dell’autrice Elena Penga, dell’autore Akis Dimou, del direttore artistico del Napoli Teatro Festival Italia Ruggero Cappuccio e di Nadia Baldi
Un’antologia composta da otto testi scritti da altrettanti autori, riconosciuti come rappresentativi della produzione teatrale greca contemporanea: Sofia Kapsourou, Elena Penga, Akis Dimou, Jannis Mavritsakis, Lena Kitsopoulou, Vassilis Katsikonouris, Nina Rapi e Andreas Staikos.
Per l’evento, inserito nel programma culturale istituzionale Italia-Grecia dal titolo “Tempo Forte”, è prevista una presentazione del volume con gli interventi dei direttori artistici e dei curatori dell’antologia, intercalati da intermezzi recitati tratti dalle opere selezionate. Nell’occasione, sarà presentato un accordo di collaborazione teatrale tra i direttori, in un gemellaggio tra Campania e Grecia. L’evento gode del patrocinio del Ministero Cultura Greca, dell’Ambasciata italiana di Atene, dell’Ambasciata greca di Roma, del Consolato greco di Napoli, della Regione Campania con il Napoli Teatro Festival Italia, della Comunità ellenica di Napoli e Campania e dell’Università degli studi di Napoli L'Orientale.

Dal 13 al 22 giugno
Napoli
Metropolitana
UNDERRGROUND
Roberta nel metrò
quindicesima parte di Interior Sites Project
di Renato Cuocolo e Roberta Bosetti
con Roberta Bosetti
regia Renato Cuocolo
produzione Teatro di Dioniso
Underrground è la nuova produzione di Cuocolo/Bosetti per il 2019/2020. Uno spettacolo per trenta spettatori in viaggio, nel corso del quale ci si sposta attraverso il sistema della metropolitana cittadina, guidati dalla voce di Roberta Bosetti usando il sistema delle radioguide.
Si parte dal foyer, per poi lasciare il teatro ed attraversare la città. Si cammina insieme e si raggiunge la metropolitana: qui, sull’ultimo vagone, incontreremo Roberta che ci accompagnerà in un viaggio sotterraneo. Un punto di vista inedito, per guardare dal basso la città che cambia.
Underrground, ambientato in uno spazio reale – il sistema metropolitano di trasporto cittadino, spazio pubblico, in cui si è al tempo stesso vicini ed isolati –, continua e sviluppa la ricerca di Interior Sites Project, un'avventura umana e teatrale che inizia a Melbourne nel giugno del 2000 e dura ancora oggi. Alla base di tutto questo c’è un’idea e soprattutto una pratica di teatro, che ha portato la Cuocolo/Bosetti a presentare il suo lavoro nei principali Festival Internazionali di 26 Paesi del mondo.
Una sorta di ecologia teatrale che si basa sull’esistente, lo ricicla e lo trasforma: parte dalla nostra vita, i luoghi che abitiamo, le case, le strade gli edifici pubblici e privati e, ora, il sistema di trasporto pubblico sotterraneo. Tutto con l’intento di far emergere da quei luoghi la memoria, il genius loci, i valori e il senso rimosso, attraverso l’incontro con lo spettatore.

19 giugno
Napoli
Made in Cloister
MERCATO DELL'ARTE E DELLA CIVILTÀ
un progetto di Tradizione Teatro
a cura di Davide Sacco
interventi di Peter Stein, David Larible, Stefano Benni, Moni Ovadia, Ignacio Garcìa, Alvaro Tato, Piotr Cholodzinski
Sarà presente una delegazione del progetto “Spettatori Erranti”
II Edizione – MANIFESTO
Il Mercato dell'Arte e della Civiltà, nella sua nuova edizione denominata “O’ Manifest”, sarà una “maratona dell’arte” che metterà a confronto artisti, operatori del settore dello spettacolo dal vivo e spettatori per dibattere sull'attuale situazione del Teatro internazionale. In una giornata ricca di interventi, reading, performance e proiezioni, sarà creato un manifesto che, in pochi punti, tenterà di raccontare quali sono i principali obiettivi della scena nei confronti di Stato, Arte e Pubblico. Il manifesto verrà divulgato attraverso diverse piattaforme nelle maggiori strutture teatrali europee.

21 e 22 giugno
San Tammaro (Caserta)
Real sito di Carditello
PAR LES TEMPS QUI COURENT
Diario di viaggio
orchestrato da Christophe Prenveille
co-direttore artistico della compagnia Carabosse
con Jex Aubrun, Jérôme Fohrer, Nadine Guinefoleau, Sylvie Monier, izOReL, Patrick Singh, Mounira Taïrou, Marcelo Valente
con le parole di Denis Péan, Bruno Gastao, Fabrice Gilbert, Sébastien Giraud Vidault, Yuka Jimenez, Mathieu Laville
assistiti da Anthony Pelletier
amministrazione Stéphanie Auger, Lise Burgermeister, Hugues Chevalier, Patricia Klein
produzione Cie Carabosse
prima nazionale
Arricchita dai numerosi viaggi intorno al mondo, la Compagnia Carabosse realizza Par les Temps qui courent…, uno spettacolo che ha l’aspetto di un diario di viaggio.  Il lavoro è frutto dell’incontro tra i diversi membri del gruppo: pittori, poeti, attori, musicisti… Si tratta quindi di un’opera viva, collettiva e plurale, frutto dei loro diversi sguardi. Uno spettacolo senza nazionalità, se non quella del viaggiatore dallo spirito aperto e disponibile, che la compagnia Carabosse offre a tutti. Circo, giocoleria, clownerie, numeri con il fuoco trasformeranno il giardino di Carditello in un paesaggio da fiaba.

21, 22 e 23 giugno
Napoli
Palazzo Fondi
SIRENE, SIGNORE E SIGNORINE
storie note e meno note della città di Napoli
un progetto speciale de La scena delle donne – percorsi teatrali con le donne a Forcella
ideazione e cura Marina Rippa per f.pl. femminile plurale
messinscena collettiva Marina Rippa, Monica Costigliola, Fiorella Orazzo
collaborazioni Annachiara Senatore, Massimo Staich
foto Mario Laporta, Sara Petrachi
con Amelia Patierno, Anna Liguori, Anna Manzo, Anna Marigliano, Anna Patierno, Antonella Esposito, Flora Faliti, Flora Quarto, Gianna Mosca, Ida Pollice, Melania Russo, Melina De Luca, Nunzia Patierno, Patrizia Iorio, Rosa Lima, Rosa Tarantino, Rosalba Fiorentino, Rossella Cascone, Susy Cerasuolo, Susy Martino, Tina Esposito
Storie e vite di donne “normali”, narrate però attraverso quelle di figure leggendarie, mitologiche o reali. Donne che, in ogni caso, hanno fatto la storia della città. Artiste, sante, regine, donne colte o del popolo, studiate e incarnate a seconda della “corrispondenza” con se stesse. Così il pubblico incontrerà Annella di Massimo, Artemisia Gentileschi, Adriana Basile, Giovanna I d’Angiò, Maria D’Avalos, Donna Regina, Donna Romita e Donna Albina, la Sirena Partenope che lascia le sorelle su altri lidi, Bernardina Pisa, Santa Patrizia, Santa Restituta, Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, Maria Lorenza Longo, le martiri del ‘99 e tante altre. Una galleria di figure femminili spesso dimenticate, non tutte napoletane di nascita, ma che di Napoli hanno fatto la loro patria di elezione.
La scena delle donne “occuperà” Palazzo Fondi per una settimana, dando vita ad una performance nella quale il pubblico potrà immaginare le donne come personaggi di passaggio in quel luogo, con la musica dal vivo che l’attraversa e ne fa un ponte spazio-temporale.
Nei giorni di spettacolo tutto il gruppo verrà coinvolto, mentre negli altri giorni ci saranno, a turno, due donne a “guardia” delle stanze che restano allestite, e che racconteranno, a chi vorrà ascoltare, il progetto che La scena delle donne porta avanti a Forcella dal 2007. «Continuiamo a credere che la bellezza sia la strada da percorrere, soprattutto nei territori dove ci si perde in un quotidiano che parla di sopravvivenza, prevaricazione, violenza e sofferenza sociale – afferma l’ideatrice Marina Rippa. Il nostro progetto resiste nonostante lo spazio da conquistare anno dopo anno, nonostante il tempo rubato ai doveri familiari e a quelli di un lavoro che c’è e non c’è, nonostante l’indifferenza generale, nonostante la vita che corre troppo in fretta».

23 e 24 giugn
Napoli
Teatro Trianon-Viviani
VIA SANTA MARIA DELLA SPERANZA
L’ARSENALE DELLE APPARIZIONI/ IL TEATRINO DEI FANTOCCI
Progetto, drammaturgia e regia Maria Angela Robustelli
Collaborazione alla drammaturgia Luca Attanasio
In collaborazione con Inclusione Alternativa e Associazione PAN – People Around Naples
con Maria Angela Robustelli, Davide Dolores, Lena Lessing, Flavia D’Aiello, Marianna Robustelli, Cisse Namory
mediazione linguistica  Mamadou Alpha Dia, acting coach Lena Lessing, luci Marco Serra, pupazzi Flavia D’Aiello, scene e costumi Maria Angela Robustelli, audio editing Flay up Scarl
Un progetto che giunge a maturazione dopo un primo studio - in scena come opera collettiva in conclusione ad un lavoro di formazione di tre mesi, in occasione del progetto Quartieri di Vita 2017, rivolto a giovani africani richiedenti asilo politico nel nostro paese ed a giovani dei Quartieri Spagnoli - e che si inserisce all’interno di una trilogia. Questo secondo movimento l’arsenale delle apparizioni/il teatrino dei fantocci nasce oggi come allora, dal tentativo di provare a dare una risposta ad una serie di domande affidate allo spettatore. Una su tutte: può la Poesia, il Teatro, trovare un reale contatto col mondo esterno e cercare di rigenerarlo?
L’intera trilogia di Via Santa Maria della Speranza - antico nome di Via Speranzella ai Quartieri Spagnoli, dove sorge il teatro in cui il progetto ha preso vita - è ancora una volta una metafora di tale processo che attraverso la rievocazione dell’ultimo dramma incompiuto di Pirandello, I giganti della Montagna, lascia che siano prima di tutto le storie di persone quasi invisibili che ci camminano accanto nella vita di tutti i giorni, che abbiamo incrociato e che ci hanno lasciato per qualche motivo, il seme che dia vita alla trasformazione, al miracolo del Teatro, attraverso il lavoro degli attori. La storia vera di Yergalum, la favola nuova di un’ Ethiopian Cinderella, personaggio emblematico protagonista di un esodo tragico, - fuggita dall’Etiopia attraverso il Sudan, il deserto del Sahara e la Libia per raggiungere l’italia, - svelerà volti, sguardi, vite narrate, raccolte con delicatezza dal giornalista e scrittore Luca Attanasio nel suo libro “Se questa è una donna”, e che nella riscrittura di Maria Angela Robustelli esplorerà una nuova possibilità di rappresentazione in un ritmo teatrale di visioni e di gioco di pupazzi/fantocci che prendono spunto e si mischiano alla loro verità ed a quella degli attori.

24, 25 e 26 giugno
Bacoli
Castello di Baia
TERRA
FASE PRIMA 2019: Un’installazione teatrale
regia Pako Ioffredo
collaborazione artistica Demi Licata, Mauro Di Rosa, Paolo Visone.
cast in via di definizione
progetto a cura di Cantiere Teatrale Flegreo – EnArt
Centro delle Arti della Scena e dell’Audiovisivo (C.A.S.A.) s.r.l.
in collaborazione con Parco Archeologico dei Campi Flegrei
Narrare per non dimenticare. Raccontare il sogno di un popolo e la sua storia. Terra vuole ritrovare l’identità perduta di uno dei territori più belli dei Campi Flegrei, Pozzuoli, riscattando la storia e la lingua dei nostri antenati.
Nel 529 a.C. gli esuli dell’isola di Samo sbarcano sulla rocca antica e fondano Dicearchia, che diventa nel 194 a.C. colonia romana con il nome di Puteoli. Per secoli, prima della nascita di Ostia, Puteoli fu il maggior porto di Roma, il Portus Julius. E di Puteoli la rocca era il cuore pulsante. Dal 400 d.C. questa acropoli inizia a “stratificarsi”: le culture si succedono, edificano i loro monumenti, le loro botteghe, le loro abitazioni e si identificano con questa rocca di una “terra” sul mare che un tempo fu cinta da mura romane. Esempio lampante è il Duomo di Pozzuoli, che qui fu edificato proprio sulle mura del tempio di Augusto. Fino agli anni ’60 il “Rione Terra” – così fu ed è chiamata l’antica rocca – era ancora il centro pulsante e popolare della città. Il passare dei secoli aveva ormai nascosto le costruzioni di epoca romana e il 2 marzo del 1970 la rocca viene evacuata a seguito di uno dei tanti, frequenti, sciami bradisismici. La popolazione verrà esiliata e per sempre in periferia. Da quel momento in poi la rocca sarà abbandonata, resa terra desolata.
Ed è, appunto, la costruzione dell’identità nell’esilio uno dei percorsi di scrittura più evidenti che il progetto delinea. La scrittura dell’allontanamento e dell’esclusione diventa scrittura della dissidenza che, pur nella distanza, conduce alla chiarificazione di un’identità politica e poetica divenuta universale. «Con Terra vogliamo destare il presente, rievocando il passato – spiega Pako Ioffredo. Il progetto verte sul recupero delle storie dei nostri antenati, uomini semplici, tesi alla sopravvivenza e immuni alla seduzione del “successo”, prerogativa della cultura dominante di oggi, che fa di tutto per gettarci nella rete dei “falliti”. L’insegnamento è che l’unico vero “successo” è raggiungere la capacità di superare le sovrastrutture delle convenzioni umane per essere veramente e solamente uomini. Il Rione Terra, antica rocca Puteolana chiusa da quasi 50 anni a seguito dello sgombero del 1970, rivive attraverso antiche storie, rianimato dal respiro rivitalizzante della nuova generazione che proverà a rendere universale ciò che di più intimo e profondo segna la vita di ogni uomo: i ricordi, gli affetti, il risveglio dei sensi, la memoria come elemento di congiunzione tra il nuovo e il vecchio. Parleremo della nostra identità, o di quello che ne resta, partendo dall’esilio come opportunità, come condizione produttiva di nuovi modelli culturali, ma soprattutto riscoprendo il nostro essere comunità. L’unica strada per farlo è confrontarci con il nostro passato».

30 giugno
Napoli
Cinema Pierrot
FOODISTRIBUTION | AMNISTIA
un progetto di manovalanza
a cura di Davide Scognamiglio e Daniele Ciprì
direzione artistica Davide Scognamiglio
collaborazione artistica Daniele Ciprì
area scientifica Rosario Sommella
regia Adriana Follieri
referente tecnico Sebastiano Cautiero
FOODISTRIBUTION | AMNISTIA è un progetto che origina dalla necessità di un nuovo sguardo, attento e delicato, su chi siamo, dove e con chi: uomo che guarda l’altro uomo, come un orizzonte, come un panorama. Una riflessione cinica e poetica sul presente, per una comunità che si restituisce a se stessa, un progetto residenziale di ricerca scientifica e artistica che mette in relazione l’analisi del processo di gentrificazione di piccole e grandi società con l’illuminotecnica e il disegno luci teatrale, ponendo al centro la riflessione sul vuoto, una riflessione condivisa con gli abitanti del Rione De Gasperi, a Napoli Est. Ma anche una ricerca sul vuoto, sia esso esistenziale, istituzionale o di semplice mancanza, in un territorio dove il “pieno” è stato per troppo tempo affidato a pratiche illegali di sussistenza.
Il progetto, che fonde teatro, disegno luci e fotografia cinematografica, parte dalla necessità di sottolineare delicatamente il cambiamento: di qui la scelta di un luogo che sta vivendo un momento di passaggio, così da poterne indagare ed evidenziare attraverso una chiave di lettura artistica i mutamenti storici, economici, politici e sociali. Il laboratorio di studio e formazione sul luogo favorisce l'incontro di giovani fotografi, disegnatori luce, videomaker, architetti e attori con grandi maestri del cinema e della fotografia, e al tempo stesso consente di intraprendere e sviluppare il lavoro di relazione e conoscenza di abitudini e dinamiche sociali, antropologiche e teatrali. Un’occasione per tradurre le competenze acquisite attraverso la formazione nella realizzazione concreta di un progetto inedito di messinscena teatrale e di illuminazione site-specific di una parte della città in relazione e in collaborazione con i suoi abitanti.

POMPEI THEATRUM MUNDI
Quest’anno la Fondazione Campania dei Festival coproduce, insieme al Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, gli spettacoli della rassegna Pompei Theatrum Mundi: Edipo a Colono con la regia di Rimas Tuminas, Il Paradiso perduto della Vertigo Dance Company, Satyricon diretto da Andrea De Rosa e La tempesta con la regia di Luca De Fusco.
27, 28 e 29 giugno
Pompei
Teatro Grande Pompei
EDIPO A COLONO
di Ruggero Cappuccio
liberamente ispirato all’opera di Sofocle
regia Rimas Tuminas
con Claudio Di Palma, Marina Sorrenti, Fulvio Cauteruccio, Giulio Cancelli, Davide Paciolla, Rossella Pugliese, Franca Abategiovanni
scene e costumi Adomas Jacovskis
musiche Faustas Latenas
assistente alla regia Gabriele Tuminaite
coproduzione Teatro Stabile Napoli - Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia
L’Edipo a Colono, tragedia scritta da Sofocle e rappresentata postuma nel 401 a.C., riprende e prosegue la vicenda raccontata dallo stesso Sofocle nell’Edipo re, la storia collettiva della famiglia di Edipo, che aveva conosciuto grandi glorie e ancor più grandi sventure. Nella riscrittura di Ruggero Cappuccio approdiamo in un luogo della memoria sospeso nel tempo, in cui i segni incancellabili della classicità si specchiano con il clima novecentesco della psicanalisi, delle guerre, delle lotte tra popoli per il raggiungimento del potere.
«L’Edipo a Colono di Sofocle – spiega l’autore – è forse il più alto paradigma del dolore. In esso risplendono le radici delle energie misteriose che il genere umano è stato chiamato a sfidare nell’arco di migliaia di anni. La trasmissione transgenerazionale del male brilla in una forma poetica in cui filosofia, ritualità e libero arbitrio si danno un appuntamento fatale.
La lingua che riaccende le luci dell’istinto e della ragione dei personaggi, è un italiano eroso al suo interno dal vitalismo ellenico della Sicilia e di Napoli. Gli endecasillabi e i settenari che compongono la partitura di questo Edipo, liberano una polifonia ancestrale di suoni tesi ad illuminare il dramma del re cieco attraverso una potenza sensuale oltre che cerebrale.
Il processo di conoscenza del sé racconta come tra sofferenza e bellezza esista una relazione strettissima e dice che l’arte non è fatta per guarire le ferite. Il percorso di purificazione di Edipo svela che la natura dei rapporti che l’uomo intrattiene con il proprio io, non sono di ieri o di oggi, ma di sempre».

11, 12 e 13 luglio
Pompei
Teatro Grande Pompei
IL PARADISO PERDUTO
una creazione Vertigo Dance Company
coproduzione Teatro Stabile Napli-Teatro Nazionale, Fondazione Matera Basilicata 2019, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia
Una delle maggiori compagnie di danza contemporanea israeliana, guidate dalla ispirata, delicata e sensuale Noa Wertheim, torna a Napoli con una creazione in prima mondiale. Noa Wertheim ha collaborato a lungo con Luca De Fusco, che la presentò più volte durante la sua direzione del Napoli Teatro Festival Italia.
In questo caso declina il suo stile semi astratto, allusivo, surreale, con il tema del Paradiso perduto in cui sarà certamente presente un riferimento al controverso rapporto dell’uomo moderno con la natura, una delle linee portanti dell’alfabeto artistico di Vertigo, la cui sede di lavoro è un kibbutz vicino a Gerusalemme, completamente autosufficiente in termini ecologici.
Ma nel tema del Paradiso perduto sarà certamente presente l’eros, altro tema ricorrente del lavoro della compagnia.

4, 5 e 6 luglio
Pompei
Teatro Grande
SATYRICON
di Francesco Piccolo, ispirato a Petronio
regia Andrea De Rosa
cast in via di definizione
disegno luci Pasquale Mari
sound designer G.U.P. Alcaro
coproduzione Teatro Stabile Napoli - Teatro Nazionale, Teatro di Roma - Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia
Nel 66 d.C. moriva Petronio Arbitro, maestro di buon gusto alla corte di Nerone, travolto dalla repressione di una congiura alla quale sembra non avesse partecipato. Tradizionalmente si attribuisce a lui il romanzo noto come Satyricon, pervenutoci in forma frammentaria e noto al grande pubblico soprattutto per la geniale (e libera) rilettura di Fellini. Un mix di sorprendenti brandelli narrativi, tra sesso, strani riti, naufragi, risse, speculazioni d'arte, truffe ben congegnate e licantropi, tra i quali spicca qualche porzione più ampia come la celeberrima, scintillante Cena di Trimalchione.
Andrea De Rosa lo trasforma in teatro affidandosi alla riscrittura di Francesco Piccolo che dichiara: «La decadenza di Roma, l’opulenza disperata, la corruzione, il mecenatismo un po’ burino. Le feste, le cene. Tutto questo è stato già raccontato da Petronio ed è però ancora tutto da raccontare. Provare a riscrivere e rendere contemporaneo il Satyricon, usando i tic linguistici della mondanità decadente di oggi, è sia elettrizzante sia in qualche modo naturale. Insomma, bisogna provarci».

20, 21 e 22 giugno
Pompei
Teatro Grande Pompei
LA TEMPESTA
traduzione Gianni Garrera
adattamento e regia Luca De Fusco
con Eros Pagni, Gaia Aprea, Alessandro Balletta, Silvia Biancalana, Paolo Cresta, Gennaro Di Biase, Alessandra Pacifico Griffini, Gianluca Musiu, Alfonso Postiglione, Carlo Sciaccaluga, Francesco Scolaro, Paolo Serra, Enzo Turrin
scene e costumi Marta Crisolini Malataesta
disegno luci Gigi Saccomandi
musiche originali Ran Bagno
coproduzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Nazionale di Genova, Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia
Luca De Fusco porta in scena a Pompei l’ultimo dramma shakespeariano, opera teatrale in cinque atti scritta tra il 1610 e il 1611, che racconta la vicenda di Prospero, il vero duca di Milano, il quale, esiliato su un’isola con sua figlia Miranda, trama per riportarla al posto che le spetta, utilizzando illusioni e manipolazioni magiche. «La tempesta – dice il regista Luca De Fusco – è un addio. L’addio di Shakespeare al teatro, l’addio ad un tipo di teatro che spezza la bacchetta magica e rinuncia alle sue magie, ormai superate dal tempo. Noi ne faremo un atto di addio al Novecento che deve subire l’arrivo del nuovo millennio. Eros Pagni sarà quindi un mago chiuso nel suo luogo di studio e riflessione che si trasfigura con giochi di allucinazioni creando un’isola che non c’è. Tutto è nella testa del mago, compresi Ariel e Calibano, che divengono in questa lettura una sorta di Jekyll e Hyde. Il resto appare all’intellettuale novecentesco come pura barbarie millennial che non comprende, che riesce ancora se non a sconfiggere almeno a contenere ma alla quale sa che dovrà alla fine arrendersi. Un ragionamento sull’oggi, sul disgusto del nostro tempo che sempre più si diffonde in molti di noi e che credo renderà facile e struggente l’identificazione degli spettatori con Prospero».

 

LA RIVOLUZIONE DEI LIBRI
I lettori di oggi come veri e propri rivoluzionari, pronti a conquistare nuovi sostenitori, in una società nella quale la lettura è ridotta a pratica sempre più elitaria e marginale. Sulla scia dei lettori esuli di Fahrenheit 451, che imparavano a memoria i libri perché non andassero perduti, o delle cinquine rivoluzionarie dei Demoni di Dostoevskij, l’idea è quella di affidare agli adolescenti napoletani il compito di “rieducare gli adulti”, formando gruppi segreti intergenerazionali che si riuniscono nelle case per leggere ad alta voce.  La missione finale è scegliere frammenti letterari da regalare alla città. Questi frammenti saranno poi trasformati in clip audio da attori e scrittori e associati a codici “Qr” che verranno disseminati in città per essere fruibili da tutti tramite smartphone.
A conclusione della Rivoluzione dei libri, Progetto Demoni proporrà tre spettacoli ispirati alla letteratura, caratterizzati da modalità non convenzionali di fruizione e ambientati in luoghi non teatrali. I lettori ribelli si sveleranno alla città nel corso di un incontro pubblico con l’antropologo Piergiorgio Giacché, il ricercatore sociale Stefano Laffi, lo scrittore e giornalista Graziano Graziani e altri ospiti in via di definizione.

5, 6 e 7 luglio
Napoli
Palazzo de’ Liguoro di Presicce
DEMONI FRAMMENTI
ideazione Alessandra Crocco e Alessandro Miele
organizzazione Progetto Demoni
grafica Marco Smacchia
cura del suono Stefano De Ponti
grazie a Paola de’ Liguoro di Presicce, Tribunali 138, Associazione Nòos
per il sistema QR code si ringrazia Studio Antani
Demoni - Frammenti è una serie di brevi performance per uno o pochi spettatori ambientate in luoghi non teatrali. Dense, irriducibili, dirette, intime, portano lo spettatore al cuore di un avvenimento. In pochi minuti si dissolvono le linee di confine per permettere allo spettatore di vivere, in un presente sospeso, un incontro capace di lasciare il segno.

6 e 7 luglio
Napoli
San Giovanni a Teduccio – Percorso in auto
A TEDUCCIO ON THE ROAD
un progetto della Compagnia Nest
con il gruppo #GiovaniO’Nest
coordinamento artistico Francesco Di Leva e Adriano Pantaleo
adattamento drammaturgico Giuseppe Miale Di Mauro
laboratorio di preparazione a cura di Giuseppe Gaudino
una produzione Nest Napoli est Teatro
in collaborazione con Fondazione Famiglia di Maria
Un viaggio dal centro alla periferia per portare la bellezza del teatro nel cuore di Napoli Est. Per l’edizione 2019 del Napoli Teatro Festival Italia la Compagnia Nest, insieme con il gruppo #GiovaniO’Nest, propone al pubblico un vero e proprio viaggio. Gli spettatori saranno accompagnati in automobile fino a San Giovanni a Teduccio, in un tragitto che ripercorrerà le più famose scene del cinema on the road.
​Una volta arrivate a destinazione, le auto posteggeranno su una spiaggia del quartiere ripulita e ripristinata per l’occasione: una sorta di drive-in urbano dove il pubblico assisterà alla proiezione delle scene originali dei film cult recitati in macchina durante il cammino. Il progetto sarà realizzato con il gruppo #GiovaniO’Nest anima portante del progetto Anfiteatri urbani, diretti dalla Compagnia Nest.

9 - 10 luglio dalle 18 alle 23
Napoli
Tribunali 138
COME VA A PEZZI IL TEMPO
di e con Alessandra Crocco e Alessandro Miele
produzione Progetto Demoni, Capotrave / Kilowatt Festival, Infinito srl
in collaborazione con Tribunali 138 e Associazione Nòos
durata: 40 minuti
Spettacolo per 6 spettatori alla volta. Prenotazione obbligatoria.
Lo spettatore entra in una casa che da poco è disabitata. Ogni cosa è ancora al suo posto e il tempo sembra essersi fermato. Il silenzio amplifica il distacco tra i il visitatore e un luogo ancora muto. Ma quella casa è stata vissuta ed è carica di segni che a poco a poco iniziano a parlare. Dal silenzio riaffiorano ricordi, momenti differenti, legati eppure distanti. Le porte, le stanze, gli oggetti, gli odori evocano le persone che hanno abitato quel luogo, le chiamano a ripetere scene già vissute.
Lo spettatore viene condotto dentro la storia, attraversando le stanze e nello stesso tempo le vite di chi le ha abitate, testimone discreto dell'eco di un passato che risuona ancora una volta.

12 luglio
Napoli
Palazzo Venezia
A’ MBASCIATA
incontro del pubblico “La rivoluzione dei libri” con i lettori ribelli Piergiorgio Giacché (antropologo), Stefano Laffi (ricercatore sociale), Graziano Graziani (scrittore e giornalista) e altri ospiti in via di definizione
a seguire
LULTIMO VALZER DI ZELDA 
produzione Progetto Demoni
di e con Alessandra Crocco e Alessandro Miele
tecnico Angelo Piccinni
Francis Scott Fitzgerald, l’autore de Il grande Gatsby, e sua moglie Zelda Sayre incarnavano l’entusiasmo di una generazione di giovani che aveva voglia di godere a pieno del benessere generato dal boom economico. Ma con il crollo di Wall Street, nel 1929, e l’avvento della crisi economica, le loro vite, insieme a quelle di un’intera nazione, cominciarono a creparsi.
Attraverso lettere e stralci di racconti e romanzi, Progetto Demoni ricostruisce la storia dei coniugi Fitzgerald alla ricerca di un cortocircuito tra la “lost generation” degli anni ‘20 e la generazione dei trentenni di oggi.

TEATRO RAGAZZI
Dal 2,3, 4, e 5 luglio
Napoli
Teatro Nuovo e Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale
PUGLIA SHOWCASE KIDS 2019
la vetrina di teatro e danza pugliese per i ragazzi
Puglia Showcase è il format della Vetrina di teatro e danza pugliese. Nasce con l’obiettivo di promuovere scambi artistici nel settore teatrale tra le produzioni regionali e quelle nazionali ed internazionali. L’edizione 2019 sarà una sezione speciale del Napoli Teatro Festival Italia con spettacoli e momenti di approfondimenti nella versione KIDS, rivolta alla migliore produzione per ragazzi. Si terrà dal 2 al 5 luglio nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale e al Teatro Nuovo: quattro giornate, fino a dodici spettacoli di teatro e danza contemporanea per ragazzi in un focus interamente dedicato alla Puglia con uno sguardo al panorama nazionale e internazionale, incontri B2B tra operatori e produzioni e momenti di studio tematici.
PSC19 è un progetto della Regione Puglia, ideato e realizzato dal Teatro Pubblico Pugliese, finanziato nell’ambito delle FSC 2014-2020 “Interventi per la tutela e valorizzazione dei beni culturali e per la promozione del patrimonio immateriale”, Progetto “Valorizzazione della cultura e della creatività territoriale”.
Nel Giardino Romantico di Palazzo Reale, all’interno del Dopofestival, ogni sera a intrattenere ospiti e pubblico ci sarà il Puglia Village: aperitivi con il meglio dell’enogastronomia di Puglia (vini, birre artigianali, street food) insieme ai concerti di musicisti pugliesi, realizzato con il sostegno dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia.
Le compagnie e gli spettacoli saranno individuati a seguito di procedura di evidenza pubblica, scelti da una commissione di esperti costituita da un rappresentante del Napoli Teatro Festival Italia, un esperto di Teatro Ragazzi e un rappresentante dell’ARTI (Associazione Reti Teatrali Italiane).
Lo Showcase sarà rivolto, oltre che al pubblico del Festival, agli operatori nazionali e internazionali. Saranno invitati referenti del Ministero dei Beni ed Attività Culturali, i Teatri Nazionali e i Teatri di Rilevante Interesse Culturale, i Circuiti Regionali ARTI e i direttori dei festival più importanti d’Italia. Con lo Showcase sarà possibile, così, far vedere e valutare gli spettacoli a un parterre di professionals variegato e composito, che potrà scegliere di “portar a casa” i pugliesi nei diversi contesti di provenienza.
Oltre agli spettacoli dal vivo, Puglia Showcase 2019 ospiterà giornate di studio sulla produzione italiana e multidisciplinare, sulla distribuzione, sull’economia della cultura e sull’audience development, valorizzando le collaborazioni del TPP con MIBAC e gli altri circuiti regionali, con critici, testate nazionali e magazine, reti di promozione del pubblico.
Dal 2012, nelle precedenti edizioni in Puglia e a Roma, PSC ha accolto un centinaio di produzioni pugliesi e operatori da tutto il mondo (Taiwan, Hong Kong, Macao, Brasile, Stati Uniti, Australia, Cina, Spagna, Francia, Bruxelles, etc.), avvalendosi della collaborazione di Enti e soggetti di rilevanza internazionale, come ad esempio Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, ANCT – Associazione Nazionale dei Critici di Teatro.
Ecco i numeri dell’ultima edizione PSC 2018 a Roma: 2000 spettatori nei Teatri Palladium e Villa Torlonia, 50 operatori da tutto il mondo, 1200 gli utenti che hanno assaggiato i sapori del Puglia Village. Tutti i dettagli su www.pugliashowcase.it e a questo link Youtube  un racconto video di tutta la vetrina https://youtu.be/68j_NdLIFvg

9, 10, 12 e 13 luglio
Napoli
Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale
SALA D’ATTESA - THE WAITING ROOM
regia Ettore De Lorenzo
scritto da Ettore De Lorenzo e Flavio Baldes
con Ettore De Lorenzo, Flavio Baldes, Andrea Baldes, Ugo Gangheri, Massimo D’Avanzo, Giosi Cincotti, Machi di Pace
e con ospiti nazionali e internazionali
installazioni di scena a cura degli studenti dell'Accademia di Belle Arti con il coordinamento del prof. Rino Squillante
direttore di produzione Francesca Ravel
Una sala d’attesa in quattro contesti diversi. Dunque, quattro sale d’attesa. In ognuna di esse, da un intreccio di voci, si espande e prende forma una trama diversa. Anche con l’aiuto della musica, delle parole, delle immagini. Ma, soprattutto, attraverso lo scambio con il pubblico, che da spettatore diventa parte imprescindibile e imprevedibile della trama stessa. E con un cast che si arricchirà di volta in volta con nomi noti dello spettacolo.
Dentro ogni sala, evocati, spiegati, cantati e raccontati attraverso parole, musica e immagini, con la struttura di un talk show, si celebra la bellezza della complessità, in uno spettacolo interattivo sui grandi temi che coinvolgono l’umanità e il nostro vivere quotidiano. Ogni serata un tema, ogni tema sviluppa una trama, costruita con l’aiuto degli spettatori, in una dialettica che farà di ogni serata una scoperta, una sorpresa.
Insomma, una prova di filosofia contemporanea collettiva, di ragionamento sull’uomo e sul suo destino, fuori dalla faciloneria populistica, dalla rabbia e dalle urla che coprono altre urla. Sala d’attesa è il luogo dove tornare a discutere insieme guardandosi negli occhi e non attraverso uno smartphone, e nasce con l’ambizione di creare piccoli ambienti/momenti dove sia possibile coltivare una nuova idea di relazione basata sulla conoscenza e sul rispetto. I temi affrontati nelle sale d’attesa sono la società dell’informazione, il rapporto con la morte, l’uomo migrante e il futuro. Sul palcoscenico ci sono sei personaggi: un giornalista (attore e musicista), un attore (fisico e musicista), due musicisti (filosofi e scrittori), una cantante (fotografa), un poeta (viaggiatore), in rappresentanza di diverse generazioni. L’obiettivo è la ricostruzione dell’Agorà, intesa come luogo di dialogo e di scambio, di confronto tra umani sulla loro natura e i loro destini.

avellino, benevento, caserta, napoli, salerno Data/e: da 08 Giugno 2019 a 14 Luglio 2019