La Processione dei Battenti nel borgo antico di San Lorenzo Maggiore

Rituale del Venerdì Santo unisce l’intera comunità e rappresenta il culmine del cammino penitenziale
di Redazione Ecampania.it - 11 Aprile 2019

Il borgo antico di San Lorenzo Maggiore, in provincia di Benevento, si prepara a vivere uno dei più suggestivi tra gli eventi religiosi della Campania: la Passione del Signore che culminerà nel giorno del Venerdì Santo, 19 aprile 2019, con la Processione dei Battenti, il rito penitenziale che unisce l’intera comunità e trasmette ai pellegrini e agli spettatori silenzio e profondo rispetto.

Il primo appuntamento è alle ore 17.30 con l'Azione Liturgica e l'Adorazione della Croce in parrocchia. Alle ore 19.00, dalla chiesa del SS. Nome di Dio, partirà la processione penitenziale con i Battenti, Gesù Morto e l’Addolorata.

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Il rituale del Venerdì Santo rappresenta il culmine del cammino penitenziale che, per il cristiano, inizia il Mercoledì delle Ceneri e continua per tutta la Quaresima.

L’origine della penitenza è sicuramente medievale e si lega al culto di Gesù Morto e della Madonna Addolorata che, fino agli anni ‘60, era collocata nella Chiesa di San Rocco nel centro storico, sede dell’antica Congregazione del Carmine avente il compito di predicare e istruire i fedeli alla penitenza.

Sebbene il protocollo oggi sia cambiato, è rimasta immutata la vocazione alla penitenza non solo di colui che partecipa alla passione di Cristo, flagellando il proprio corpo, ma anche in ogni Laurentino che, cantando e pregando, accompagna la Vergine Addolorata all’incontro col figlio morto.

I flagellanti, uomini e donne Laurentini e provenienti anche da paesi vicini, indossano un camice bianco che richiama la purificazione. Il  volto è coperto da un cappuccio forato agli occhi che li rende irriconoscibili e la testa è circondata da una corona di lunghe spine che richiama quella di Cristo. Ai fianchi portano un lungo cordone intrecciato che ricorda le funi con cui Cristo fu legato e flagellato. Si percuotono con la disciplina, oggetto penitenziale dotato di piastrelle taglienti di ferro. Scalzi e con lento incedere percorrono le strade del paese che echeggia di canti e tintinnii di discipline.

La flagellazione è sentita come un gesto libero che il penitente sente di fare nel proprio intimo per unirsi e sentirsi più vicino a Cristo partecipando alle sue sofferenze.

 

*La foto di copertina è di Claudio Cesarano

benevento Data/e: 19 Aprile 2019