Le caldaie a pellet e i vantaggi di questo combustibile

Quali sono le sue caratteristiche tipiche, da dove è derivato, come viene realizzato
di Redazione Ecampania.it - 10 Gennaio 2020

Da qualche anno a questa parte le caldaie a pellet hanno conquistato una fetta sempre più ampia di mercato, e questo proprio grazie al combustibile usato: il pellet appunto. Rispetto alla legna e al gasolio, infatti, il pellet ha una resa termica maggiore, produce una quantità di fumi e di ceneri drasticamente ridotta, che si traduce in un minor impatto ambientale e una manutenzione della caldaia minore e semplificata, e per concludere offre anche una maggiore convenienza in termini di prezzo, contribuendo a ridurre i consumi e le spese di gestione dell'impianto stesso.

È proprio per queste ragioni che le caldaie a pellet diventano sempre più richieste, specialmente dai proprietari di immobili di piccole e medie dimensioni situati in zone a bassa e media densità abitativa. Se siete interessati in maniera specifica ad approfondire il discorso sulle caldaie a pellet, quindi, vi rimandiamo a unasensazioneperfetta.it, dove troverete maggiori informazioni e l'analisi dei modelli attualmente più richiesti sul mercato.

 

Il pellet: che cos’è? 

In questo articolo, invece, cercheremo di capire meglio quali sono le caratteristiche tipiche di questo combustibile, da dove è derivato, come viene realizzato e come fare a scegliere la varietà giusta che possa garantire la resa maggiore sotto tutti gli aspetti.

Il pellet ha l'aspetto di piccoli cilindretti dalle estremità interrotte, la cui lunghezza può variare dai 5 ai 30 millimetri e il diametro dai 5 agli 8 millimetri circa. Questi cilindretti sono ottenuti per estrusione, sottoponendo a pressatura gli scarti di lavorazione del legno, ragion per cui hanno il pregio di costare molto meno rispetto ai combustibili fossili come gasolio e metano, oppure alla legna da ardere.

I legni di qualità migliore, cioè quelli il cui pellet non lascia residui troppo resinosi che potrebbero incrostare facilmente la camera di fuoco e la canna fumaria, sono il faggio e l'abete, ma vengono impiegati anche il pino e altre varietà di legna. Queste ultime hanno un contenuto resinoso maggiore, ma offrono il vantaggio di essere più economici rispetto ai legni più pregiati. Per approfondire la conoscenza sul tipo di scarti e sul procedimento specifico a cui vengono sottoposti per ottenere il pellet, potete consultare la pagina specifica di wikipedia relativa a questo combustibile.

 

L’importanza della corretta pulizia

La cosa più importante da conoscere, invece, è che gli scarti del legno devono essere puliti e non devono essere stati previamente trattati con sostanze chimiche come impregnanti, mordenti, oli o vernici. Nemmeno i collanti sono ammessi, in quanto gli scarti sottoposti a elevata pressione rilasciano una sostanza naturale chiamata lignina, che ha proprietà leganti e da sola basta a mantenere unita la biomassa compressa senza che si renda necessario l'uso di colle sintetiche.

Gli scarti di lavorazione dei mobilifici e di altre industrie di trasformazione, quindi, non sono assolutamente idonei per la produzione di pellet, soltanto gli scarti di lavorazione originari del legno, e cioè i trucioli e la segatura prodotti dalla lavorazione diretta dei tronchi sono ammessi, in quanto “puliti” e privi di sostanze chimiche di qualsiasi tipo.

 

Una fonte di risparmio

È molto importante sottolineare questo aspetto visto che un articolo apparso tempo fa su Repubblica Economia & Finanza online spiega, con dovizia di particolari, i vantaggi economici e per l'ambiente offerti dal pellet, ma mette anche in guardia sui rischi connessi all'uso dei pellet di bassa qualità, di provenienza non certificata e spesso ottenuti secondo metodi illegali da scarti non idonei, misti a sostanze chimiche di ogni genere e quindi altamente inquinanti e molto pericolosi, sia per l'ambiente sia per la salute degli esseri umani e degli animali.

Il pellet è già di per sé un combustibile relativamente economico, quindi è bene acquistare sempre la tipologia più adatta alle proprie esigenze specifiche e al tipo di caldaia. Per farlo è importante controllare che ogni singolo sacco di pellet acquistato riporti ben stampate, e in maniera chiaramente leggibile, le indicazioni riguardanti la varietà di legno da cui è derivato, se faggio, abete, pino o altro, la sua provenienza e le sigle delle certificazioni attestanti che il prodotto è realizzato con scarti di lavorazione originari, quindi come tale privo di vernici e altre sostanze chimiche nocive, e in conformità alle normative vigenti in Europa.

Scegliere del pellet pulito inoltre, è importante anche per preservare la caldaia e ridurre al minimo indispensabile gli interventi di manutenzione e pulizia dell'impianto, inclusa la canna fumaria. La produzione di cenere del pellet, infatti, è minima rispetto alla legna, lo stesso vale per la fuliggine e i fumi incrostanti, prodotti per lo più dal contenuto resinoso della legna e dall'umidità residua.

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