“La Pizza è il Pomodoro" tutti a cena da Pizza Verace

Il pregiato ortaggio, protagonista di una serata di degustazioni a Portici
di Maddalena Marano - 12 Maggio 2017
 “La Pizza è il Pomodoro" a cena da Pizza Verace di Paola Cappuccio

Nel 1839 Ippolito Cavalcanti, duca di Buonvicino, nella "Cucina teorico pratica", fornisce la ricetta per una salsa fatta con pomodori bolliti, passati al setaccio, fatti restringere con sugna olio, sale e pepe, da utilizzare come condimento per il pesce, la carne, i polli e le uova, da lì a poco, nella stessa epoca nasce il connubio, tra i più rilevanti, pasta e pomodoro ma soprattutto pizza e pomodoro, diventato nell’immaginario collettivo sinonimo di italianità, sapori mediterranei e di pizze che raccontano Napoli.

Ed è a questo connubio così inscindibile che è stata dedicata la serata dello scorso 9 maggio dal titolo “La Pizza è il Pomodoro” a cena da Pizza Verace di Paola Cappuccio a Portici, in provincia di Napoli. Una serata in cui protagonista assoluto è stato lui, il pomodoro, nelle varianti San Marzano, Piennolo Dop e Corbarino, rispettivamente dell'azienda "L'Orto di Lucullo" e "I Sapori di Corbara".

Questo pregiato ortaggio ha magnificamente accompagnato le ricette di Paola che, attraverso la sua arte di "pizzaiola", ha saputo trasmettere a tutti noi, con passione e dedizione, il profondo impegno che quotidianamente mette nel creare questo magico disco di pasta.

La degustazione ha avuto inizio con un impasto di farina integra Petra 9, prodotta dal chicco di grano macinato a pietra integralmente, con un'idratazione all'85% ed una lievimaturazione di 96 ore a temperatura controllata, condito con il Corbarino, dolcissimo nella sua fattispecie.

In seconda battuta, è stata servita una pizza con farina tipo 1, Petra 3, idratazione al 67% e lievimaturazione di 48 ore, condita con le "pacchetelle" gialle e rosse.

Infine, come ultimo step, quello che Paola ha ironicamente definito una pizza "normale", a lievimaturazione di 24 ore condita con San Marzano dop.

Gran finale di Anna Chiavazzo de “Il Giardino di Ginevra”, con un dessert pensato appositamente per la serata, il cui filo conduttore è stato ovviamente il pomodoro: due scrigni fatti con ricotta di bufala e cioccolato proveniente dal Madagascar al 75%. Al centro dei due scrigni sono stati inseriti rispettivamente un pomodorino giallo candito e un pomodorino rosso candito, il tutto arricchito con del limone, sale, basilico, pinoli ed olio extravergine in un equilibrio di gusto e piacere disarmanti.

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