Quel Caravaggio “rubato” a Napoli

Dal Quirinale la richiesta per “Le sette opere di Misericordia”
di Marco De Rosa - 12 Febbraio 2016
Quel Caravaggio “rubato” a Napoli

Il Quirinale chiede in prestito “Le opere di Misericordia”, il famosissimo dipinto di Michelangelo Merisi da Caravaggio, conservato attualmente nel Pio Monte della Misericordia di Napoli da oltre 500 anni.

La richiesta giunge direttamente dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per una mostra che si terrà prossimamente nella Capitale. Richiesta che, però, non è stata accolta di buon grado dai maggiori storici dell’arte italiani, sostenendo con forza l’impossibilità di spostamento della preziosa opera d’arte.

Seppellire i morti, visitare i carcerati, dar da mangiare agli affamati, vestire gli ignudi, curare gli infermi, dar da bere agli assetati, ospitare i pellegrini: l'opera ha una composizione serrata, che concentra in una visione d'insieme diversi personaggi, ma può essere confusa con una semplice scena di genere, tant'è vero che sembra ambientata in un tipico vicolo popolare di Napoli.

Già nel corso dell’estate del 2014 ci fu una mobilitazione generale affinché il Caravaggio non si spostasse verso la Fiera internazionale di Milano, l’Expo 2015; proteste che però furono inutili per la lastra del Tuffatore del V secolo a.C., opera simbolo di Paestum, tant’è vero che la stessa appare nel nuovo logo del Parco Archeologico cilentano, presentato, ironia della sorte, proprio a Milano, in occasione della Bit, la Borsa Internazionale del Turismo. Quest’opera venne usata, con un buon successo di pubblico, come “attrazione” per la mostra “Mito e Natura: dalla Grecia a Pompei” e presto, ovvero il 24 febbraio, verrà ospitata dal Museo Archeologico di Napoli. 

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