Al San Carlo di Napoli, Ermione tra amore potere e follia

Lo spettacolo sarà diretto da Jacopo Spirei, uno dei registi italiani tra i più talentuosi e innovativi
di Redazione Ecampania.it - 05 Novembre 2019

Sarà Jacopo Spirei, uno dei registi italiani tra i più talentuosi e innovativi della scena internazionale, a firmare la regia di Ermione, la nuova produzione del Teatro di San Carlo di Napoli, in scena dal 7 al 10 novembre 2019.

L'opera, scritta da Gioachino Rossini proprio per il "Massimo Napoletano", sarà rappresentata in occasione dei duecento anni dalla prima assoluta.

Non solo: Ermione torna in scena al Teatro di San Carlo dopo ben 31 anni di assenza e l’ultima volta – era il maggio del 1988 – ad interpretare il ruolo della protagonista c’era Moserrat Caballè

Sul podio, Alessandro De Marchi, raffinato interprete rossiniano, dirigerà Orchestra e Coro, quest’ultimo preparato da Gea Garatti Ansini.

“Ermione – afferma Spirei – è un’opera di scelte: amore, dovere, potere e follia. A che cosa si è disposti a rinunciare pur di ottenere quello che si vuole? Si può sacrificare il bene di una nazione per un interesse privato? E per amore? In quest'opera tutti sacrificano tutto e sono disposti a pagare un prezzo altissimo per le proprie scelte. In questa azione tragica, lavoro particolarissimo e sperimentale di Rossini – continua il regista - si cercano nuove vie per interpretare le debolezze dell'uomo mettendo al centro non un protagonista positivo ma un perdente, uno sconfitto, una tragedia del desiderio che diviene anche tragedia borghese. Pertanto abbiamo deciso di indagare sulle pulsioni che spingono l'essere umano alle scelte più estreme: in un contesto di potere falsamente democratico, un popolo vincente e vincitore vede il proprio leader sedotto dal popolo sconfitto, e lo scontro che ne scaturisce porta al tracollo non solo i protagonisti ma anche un'intera società”.

Le scene sono di Nikolaus Webern, i costumi di Giusi Giustino, le luci di Giuseppe Di Iorio.

Titolo fra i più attesi della Stagione 2018/2019, Ermione vanta un cast di assoluto prestigio: il ruolo della protagonista è affidato, infatti, ad Angela Meade, soprano statunitense che ha recentemente riscosso enormi consensi al Rossini Opera Festival di Pesaro.

Con lei, nel ruolo del titolo anche Arianna Vendittelli (nella recita del 10 novembre). Andromaca avrà la voce di Teresa Iervolino, John Irvin interpreterà Pirro, Antonino Siragusa sarà Oreste, Filippo Adami e Julian Henao vestiranno i panni di Pilade, Guido Loconsolo / Ugo Guagliardo quelli di Fenicio. E ancora, Gaia Petrone sarà Cleone, Chiara Tirotta Cefisa e Cristiano Olivieri Attalo.

Il Teatro di San Carlo partecipa alle Celebrazioni – a due cento anni dalla sua composizione – de L’Infinito di Giacomo Leopardi il cui manoscritto è custodito nella Biblioteca Nazionale di Napoli.

La messa in scena di Ermione, che vide la luce nello stesso anno di composizione de L’Infinito, ovvero il 1819, mette in luce particolari coincidenze tra il poeta di Recanati e il musicista pesarese.

Giacomo Leopardi scriveva da Roma al fratello Carlo, il 5 febbraio 1823, di aver assistito al Teatro Argentina alla Donna del lago e di essere stato affascinato dalla musica rossiniana: «eseguita da voci sorprendenti, è cosa stupenda, e potrei piangere ancor io, se il dono delle lagrime non mi fosse stato sospeso, giacché m’avvedo pure di non averlo perduto affatto».

Penultima delle nove opere serie scritte da Rossini per Napoli, la Donna del lago è la terza delle quattro nate nel 1819 che segue l’Ermione composta sempre per il San Carlo e il ‘centone’ organizzato per Venezia, Eduardo e Cristina. In realtà, dopo Ermione Rossini non avrebbe dovuto scrivere per Barbaja fino alla quaresima dell’anno successivo, ma il forfait di Gaspare Spontini, scritturato al San Carlo e richiesto imperiosamente nello stesso tempo a Berlino da Federico Guglielmo III di Prussia, obbligò l’impresario a ricorrere nuovamente al Pesarese per colmare il vuoto nel cartellone.

Sempre nell’ambito delle Celebrazioni dedicate a Leopardi, nel Foyer del Teatro di San Carlo si potrà vedere l’opera di Eugenio Giliberti realizzata a “sei mani” con i giovani musicisti Michelangelo Pepe e Stefano Silvestri dal titolo Teorica delle arti, lettere ecc. da “Voi siete qui / vico Pero / Giacomo Leopardi / progetto di artista abitante”.

napoli Data/e: da 07 Novembre 2019 a 10 Novembre 2019 Telefono: 0817972301, 0817972306