Napoli. A Castel dell’Ovo la mostra Traveling Canvas

Dal 26 aprile al 12 maggio 2019, la prima tappa di un percorso espositivo che farà il giro del mondo
di Redazione Ecampania.it - 23 Aprile 2019
Napoli. A Castel dell’Ovo la mostra Traveling Canvas

Sarà visitabile dal 26 aprile al 12 maggio 2019, nell’iconica cornice di Castel dell’Ovo a Napoli, la prima tappa di “Traveling Canvas”, un percorso espositivo - promossa da ART1307 in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli con la curatela di Cynthia Penna e Jill Moniz - di cinque uomini e cinque donne per dieci tele che hanno viaggiato in lungo e largo raggiungendo tre continenti, passando di mano in mano.

Una staffetta artistica non solo di grande valore scientifico, in quanto gli artisti coinvolti sono tutti nomi di spicco nel mondo dell’arte contemporanea internazionale, ma soprattutto di grande valore simbolico, in una società che crea muri culturali e alza barriere fisiche.

La bellezza non può più attendere. L’umanità non può più attendere. The Traveling Canvas intende inviare un chiaro messaggio politico che è quello dell’integrazione nel rispetto delle diversità – spiega la curatrice Cynthia Penna – In un mondo solo apparentemente e solo commercialmente globalizzato, la struttura delle società si sta pian piano disgregando a causa di individualismi e separatismi di ogni sorta: religiosi, razziali e politici. In questo scenario l’arte è l’elemento disturbante di un andamento di deriva verso i separatismi e le intolleranze che stanno caratterizzando le società contemporanee”.

Il progetto ha messo in relazione fra loro dieci artisti - Marie Fatou Kiné AW, Yuki Kamide, Claudia Meyer, Ana Rodriguez, Carla Viparelli, Dawit Abebe, Dino Izzo, Yasunari Nakagomi, Miguel Osuna, Duane Paul - che non si sono mai conosciuti e non hanno mai lavorato insieme, appartenenti a culture e credo religiosi di continenti diversi.

Ciascun artista ha lavorato nella solitudine del proprio studio, nella propria città e nella propria nazione, ma su una tela dove “altri” artisti hanno lavorato o dovranno, in seguito, lavorare.

Tutti hanno dovuto prefigurarsi il futuro intervento di un altro artista sulla medesima tela e, semmai, sul proprio tratto pittorico, sul proprio gesto, sul proprio segno, il che può essere destabilizzante e richiede grande apertura mentale ma anche molto rispetto per gli altri.

Il progetto è stato senz’altro una sfida, un rischio, una sperimentazione inedita di dove e fino a che punto spingersi o spingere il proprio ego a fare i conti con l’esistenza di altro da sé.  

Se l’arte apre le menti, invitando al nuovo, al rivoluzionario, questo è il momento per presentarla al mondo come “LA” soluzione, non in termini specificamente artistici o estetici, ma in termini di struttura del procedimento logico/psicologico/sociale.

In esposizione, accanto alle dieci opere esito del lavoro congiunto dei dieci artisti, sarà mostrato il percorso effettuato attraverso una documentazione fotografica e narrativa sotto forma di “diario di viaggio”.

Alla mostra napoletana seguiranno le esposizioni di Los Angeles (CAL STATE University), Den Haag (ISS), Dakar (Ifan Museum); mentre altri accordi si stanno prendendo con istituti di cultura e musei in altri Paesi nel mondo.

napoli Data/e: da 26 Aprile 2019 a 12 Maggio 2019 La pagina Facebook della mostra