Casamarciano dove il torrone è questione di famiglia

Miele e tante nocciole per un dolce che si produce solo per celebrare San Clemente
di Gennaro Carotenuto - 10 Novembre 2014

Albumi d’uovo, miele e tante tante nocciole sono gli ingredienti del torrone di Casamarciano. Una ricetta sconosciuta ai più, gelosamente custodita dalle famiglie che popolano questo paese del nolano in provincia di Napoli.

Una tradizione secolare che si tramanda di generazione in generazione e che prevede la sua preparazione e degustazione in occasione dei festeggiamenti per il Santo Patrono, San Clemente, che si celebrano il 23 novembre.

Un dolce che conclude il pranzo della festa e che si tiene, come dicevamo, il 23 novembre al termine di una intensa mattinata caratterizzata dalla processione della statua di San Clemente. Il santo patrono viene portato a spalla in una vorticosa ed emozionante “catena umana” dall'attuale e più recente parrocchia nel centro, ai ruderi dell'antica chiesa sulle prime pendici della collina che sovrasta il paese. La particolarità di tale processione è data dal fatto che il percorso è in forte salita e ciò rende tutto più difficoltoso e spettacolare.

“La particolarità di questo torrone è che viene prodotto solo nel periodo a cavallo della festa di San Clemente – ci spiega Nicola Restaino, marketing manager di Sentieri e Sapori, associazione che si propone di valorizzare i territori dell’area nolana. La produzione locale di nocciole da sempre ha caratterizzato la nostra economia, con la presenza di una fabbrica produttrice di nocciole tostate e pasta di nocciola, ma anche la nostra cucina: il torrone di San Clemente è la dimostrazione. Si tratta di una produzione essenzialmente locale ed anzi non si trova in commercio, può essere degustato solo durante la festa”. Insomma un motivo in più per visitare Casamarciano.