Casale Vascello, l’architettura e la cromaticità di Procida

Ai piedi di Terra Murata, il primo nucleo abitativi creatosi dopo le incursioni saracene
di Clelia Esposito - 13 Agosto 2019

L’isola di Procida è da scoprire e da percorrere a piedi. Non soltanto per la sua piccolezza, ma per concedersi l’opportunità di stupirsi ad ogni angolo e in ogni piccola salita o discesa che sia. E allora prendetevi del tempo per poterla assaporare, passeggiando a piedi. Senza fretta, perché a Procida la fretta non esiste.

Dal principale porto dell’isola, salendo verso Via Vittorio Emanuele e svoltando a sinistra in Via Principe Umberto, si giunge dopo una breve salita, a Piazza dei Martiri, una delle piazze principali dell’isola. Qui val la pena rallentare, sedersi un attimo e godersi il panorama, perché essa è situata proprio ai piedi di Terra Murata ed affaccia sul Porto di Corricella.

A pochi passi dalla piazza, spostandoci sul lato sinistro, si incontra Via Principe Margherita: i più curiosi che sceglieranno di percorre questa strada non resteranno delusi. Questa vicoletto, molto stretto, porta al Casale Vascello, una tipica abitazione procidana del 600, ben tenuta e ben conservata.

Si tratta di un antico borgo fortificato, il primo nucleo abitato creatosi in seguito alle invasioni saracene. La sua struttura architettonica particolare, tante case colorate ed affiancate l’una all’altra, impediva l’attacco ed il passaggio dei nemici. Queste abitazioni, sono contraddistinte dal Vefio, un piccolo balcone ricoperto da una volta ad arco, che ricorda un po’ il mondo arabo. I colori delle abitazioni sono vivaci e forti, spiccano l'azzurro, il pesca ed il giallo. Il complesso, è tutto concentrato in un grande cortile centrale, piccolino e grazioso, spesso utilizzato d’estate come teatro all’aperto per spettacolo culturali, come la rassegna della “Graziella”.

Ma il colpo d’occhio che si ha quando lo si incontra è davvero spettacolare, un impatto cromatico fortissimo. Uno scenario incantato, dove il tempo sembra essersi fermato. Spunta di tanto in tanto un bambino in bici ed il rumore di quel motorino che passa raramente, pare essere finto.  

Il nome originario era Vascello sfondato, probabilmente per il doppio ingresso. Al casale infatti, si può entrare anche da Via Salita Castello. Ma è anche vero che il nome ricorda molto l’espressione dialettale “vascieddo”, che significa basso, di giù. Quest’altra ipotesi sottolinea il decentramento delle abitazioni, tutte rivolte verso il basso. 

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