Caravaggio a Napoli tra tormento e misericordia

Successo per "Merisi - Le verità dal buio" dell'Associazione NarteA
di Gennaro Carotenuto - 16 Giugno 2015

L’azzardo non era da poco: rappresentare Michelangelo Merisi da Caravaggio, uomo e artista, in uno dei luoghi che hanno caratterizzato la sua presenza a Napoli, ovvero il Pio Monte della Misericordia, all’ombra di uno dei suo capolavori “Le Sette Opere di Misericordia”. Ma dire che la scommessa non è stata vinta dall’Associazione Culturale NarteA sarebbe una colossale bugia

E’ da applausi a scena aperta l’indovinato spettacolo itinerante “Merisi – Le verità dal buio” rappresentato lo scorso sabato 13 e domenica 14 giugno all’interno degli spazi della centralissima Via dei Tribunali a Napoli e che nel 600 fecero da sfondo al soggiorno partenopeo di Caravaggio. La Congregazione del Pio Monte comprendeva tra i suoi aderenti anche Luigi Carafa-Colonna, appartenente alla famiglia che protesse la fuga di Caravaggio da Roma e che commissionò il celebre quadro “Le sette opere della Misericordia”, esposto nella chiesa a pianta ottagonale che fa parte dello stesso complesso. E in questo palazzo è custodito anche il contratto originale che Caravaggio stipulò con l'istituto, con la firma dell'artista e la specifica del compenso per l’opera eseguita, 470 ducati.

La rievocazione storica, ideata nel format del circle time, con testi di Febo Quercia che ne ha curato la regia insieme ad Antimo Casertano, è capace di catapultare il pubblico, che si aggira negli spazi dell’antichissima istituzione benefica partenopea, nei momenti salienti del periodo napoletano di Caravaggio, condividendone a pieno i suoi tormenti, che da sempre erano la sua più grande fonte di ispirazione. Il lavoro teatrale sviscera non solo l’ingegnosità del pittore rivoluzionario, ma indaga la natura psicologica dell'uomo scomparso a Porto Ercole il 18 luglio del 1610.  

I dialoghi pregni di metafore e sinestesie offrono lo spunto per profonde riflessioni sulla Napoli del ‘600 e su quella società nella quale il genio di Caravaggio visse ed operò. Merisi é sapientemente interpretato da Andrea Fiorillo, mentre il ruolo di Battistello è stato affidato ad Antonio Perna. Annarita Ferraro, invece, impersona Annuccia Bianchini, una delle donne del Caravaggio, mentre Raffaele Ausiello è il Governatore che “impressiona” il Caravaggio con i suoi discorsi. Unica licenza storica è affidata ad Antimo Casertano che interpreta con la “giusta antipatia” l'antagonista di sempre, Giovanni Baglione. I costumi sono stati curati da Antonietta Rendina, mentre a Matteo Borriello é stato affidato il compito di dare il via e di concludere la rappresentazione ai piedi del capolavoro che domina l’altare maggiore della chiesa.   

La bellezza della location fa il resto, permettendo al visitatore-spettatore di rivivere le atmosfere seicentesche: in particolare le sale della Quadreria e la Chiesa barocca progettata dal regio architetto Francesco Antonio Picchiatti, dove è possibile ammirare il capolavoro “Le Sette Opere di Misericordia” del Caravaggio ed altre opere di pittura e scultura tra le più alte testimonianze del naturalismo napoletano. 

Uno spettacolo assolutamente da non perdere, che sarà replicato a cadenza mensile da ottobre a dicembre 2015.