Vasci, Portuni e Pertose per scoprire Ostigliano

Dal 10 al 15 agosto 2019, nei vicoli del borgo cilentano tra cultura, artigianato e gastronomia
di Redazione Ecampania.it - 23 Luglio 2019

Dal 10 al 15 agosto 2019, nel borgo cilentano di Ostigliano, frazione del Comune di Perito, in provincia di Salerno, ritorna l’appuntamento con “Vasci, Portuni e Pertose”, la manifestazione, organizzata dall’omonima associazione, il cui obiettivo è quello di valorizzare il territorio, proponendo specialità locali cilentane e, allo stesso tempo, far conoscere alcuni edifici del centro storico del paese.

La sagra, giunta alla sua 28esima edizione, è ambientata nel centro storico del paese: nei "portoni", cortili ed androni di antiche abitazioni signorili; e nei "vasci", piccoli locali al piano terra, nei quali si possono degustare i piatti della tradizionale cucina cilentana, come i "vicciddi" (frittelle alle erbe aromatiche), i panzerotti al pomodoro fresco di giornata e al sugo di castrato, castrato al sugo, salsiccia alla brace,
peperoni e melenzane arrostite alla brace, pane cotto nei forni a legna. Tutto accompagnato da vino. 

"Vasci, Portuni e Pertose" nasce dallo spirito goliardico di un gruppo di giovani del paese, con lo scopo di vivacizzare il centro storico e valorizzare Ostigliano, frazione del Comune di Perito, nel Cilento Antico.

Oltre a degustare gli squisiti piatti recuperati e valorizzati dell'antica tradizione locale, preparati ed egregiamente presentati agli ospiti. Giungendo ad Ostigliano si potranno visitare le antiche chiese e cappelle del paese, godendo, al contempo, della salubrità dell'aria. Al centro del borgo vi è una piccola piazza da cui si dipanano strette viuzze sulle quali sbucano caratteristici vicoli ad arco. Su queste - antiche volte - sono state costruite le abitazioni, come il Palazzo Marchesale che si affaccia sulla piccola piazza e sui portoni in pietra che caratterizzano tutto il paese.

Le pietanze che allietano i palati dei partecipanti, vengono servite, dai giovani del luogo, in una location dal fascino storico d’altri tempi: nell’ampio portone di ingresso al Palazzo della Marchesa, che dall’alto
della sua maestosità storica, si affaccia sulla piccola Piazza “Santa Sofia”; a lu trappìto, già frantoio funzionante fino agli anni ’90, che tiene compagnia agli ospiti con l’austèra presenza di Sua Maestà la pressa e  Regina la macena che sembrano, in quelle sere, voler raccontare la loro storia alla folla errante.

Questi luoghi, dove il tempo scorre lento e il silenzio regna sovrano per la maggior parte dell’anno, dal 10 al 15 agosto, ormai da 28 anni, si trasformano in laboratorio di gusto, storia e cultura a cielo aperto.