Alla scoperta di dieci castelli irpini

In viaggio tra i manieri della provincia di Avellino, posti a difesa del territorio

In Irpinia, terra di confine ed attraversata da importanti vie di comunicazione, durante il medioevo si sentì la necessità di costruire una fitta rete di castelli posti in luoghi dominanti. Così vennero costruiti castelli, torri, fortilizi sulle principali alture, molto spesso circondati da centri abitati.

Oggi ne risultano presenti sul territorio circa ottanta, molti dei quali completamente ricostruiti e fruibili, altri in stato di rudere ed altri fruibili solo in parte.

Al dominio longobardo risalgono Sant’Angelo, Torella e Guardia, definiti “dei Lombardi”, Solofra e Atripalda. Con i Normanni i castelli già esistenti vennero rafforzati ed altri se ne aggiunsero. Fu questo il periodo in cui Nusco, Bagnoli e Cassano ottennero il momento di maggiore sviluppo ed i centri storici attuali conservano ancora le stradine tortuose e le fitte scale medievali.

1. Iniziamo il nostro viaggio virtuale dal Castello Lancellotti di Lauro, piccolo paese della bassa Irpinia a confine con il nolano. Il Castello affonda le sue origini nel X secolo ma eredita le forme eclettiche attuali nel restauro di fine ‘800, necessario dopo un incendio che distrusse mobili, suppellettili e tappezzeria nel 1799. I Lancellotti acquistarono nel 1632 il castello e il feudo di Lauro da Camillo II Pignatelli legando definitivamente al Castello il nome della propria casata.
Fu grazie ad uno di loro, Filippo Massimo Lancellotti che nel 1870 iniziò la ricostruzione del castello, che aveva subito un incendio per opera dell’esercito francese durante una spedizione punitiva: il castello era stato sede di una rivolta di Sanfedisti, che auspicavano il ritorno dei Borbone. Una prima parte del lavoro di ricostruzione terminò nel 1872 e agli inizi del ‘900 il Castello venne definitivamente terminato nelle forme che tuttora si possono ammirare.
Il maniero è ben tenuto, gli arredi, il verde che impreziosisce il secondo cortile, l’illuminazione contribuiscono a lasciare nel visitatore l’immagine di un castello incantato.

2. A Gesualdo fu costruito in epoca longobarda una delle più importanti fortezze irpine. Nell’XI secolo ne era signore Guglielmo di Gesualdo, poi passò al Principe di Venosa Carlo Gesualdo ricordato per essere il mandante dell’omicidio di sua moglie Maria d’Avalos e l’amante Fabrizio Carafa. È a lui che si lega la trasformazione del maniero in residenza gentilizia. Attualmente il castello presenta alcune forme acquisite durante restauri ottocenteschi.

3. Nella frazione di San Barbato nel comune di Manocalzati si conserva un maestoso castello di epoca longobarda. La struttura posta a 450 metri di altitudine sovrasta dall’alto la valle del fiume Sabato, si presenta oggi con fattezze aragonesi quattrocentesche. È costituita da un basso edificio quadrangolare, con torri angolari che nel lato meridionale sono di forma circolare e scarpata, mentre le altre due sul lato settentrionale hanno una forma a punta.

4. A Monteverde, il centro storico si stringe intorno al Castello d’impianto a base trapezoidale. Nel corso del Medioevo furono aggiunte le torri cilindriche, tuttora esistenti, ed il ponte levatoio, oggi scomparso. Tra il XV e il XIX secolo il Castello assunse l’aspetto che ancora possiede, di impronta aragonese. Successivamente il Castello fu residenza della famiglia Orsini, di Roberto il Guiscardo, Goffredo conte di Andria e nel 1532 del principe di Monaco Onorato Grimaldi.

5. Il Castello della Leonessa di Montemiletto si erge in posizione dominante sulla valle dei fiumi Calore e Sabato. Appartiene all’epoca normanna e fu di proprietà dei feudatari de Tocco. Danneggiato nel 1419 dall’assedio del conte de Tocco, venne trasformato in residenza gentilizia nel XVI secolo.
Passò poi ai Durazzo, ai Caracciolo, ai della Leonessa, poi nuovamente ai de Tocco che amministrarono le rendite feudali sino al 1806. Attualmente è uno dei complessi medioevali meglio conservati nella provincia di Avellino. 

6. Il Castello Ruspoli di Torella dei Lombardi prende il nome dalla famiglia alla quale appartenne fino al 1950. Fu distrutto dal sisma del 1980; oggi è sede del Comune e del Museo del Cinema e di alcune associazioni culturali. Il Castello dall’esterno colpisce per le possenti mura, i dongioni di forma cilindrica (le torri più alte del castello) e le feritorie da cui si scagliavano le frecce incendiate.

7. Il Castello di Savignano, di epoca normanna, aveva un ruolo difensivo. È chiamato oggi Guevara, in quanto dopo essere passato durante la dominazione Angioina alla famiglia della Lande, e poi agli Spinelli fino al 1445, passò infine ai nobili spagnoli de Guevara, che trasformarono il castello in un palazzo signorile. Danneggiato dal terremoto dell’80 divenne un rudere successivamente restaurato.  

8. Il Castello di Taurasi affonda le sue origini nel X secolo, quando fu distrutto da milizie saracene e ricostruito dai dominatori Normanni. Nel 1381 giunse a Giacomo Filangieri, nel 1420 al conte di Avellino Sergianni Caracciolo. Agli inizi del Secicento venne trasformato in un palazzo gentilizio. Vi dimorarono tra gli altri Torquato Tasso, Eleonora d’Este e Carlo Gesualdo.

9. Il Castello degli Imperiali di Sant’Angelo dei Lombardi, da fortilizio longobardo divenne con i Normanni castello per la sua posizione strategica nella difesa del territorio. Durante il XVI secolo il maniero fu oggetto di ricostruzioni che lo hanno modificato nell’aspetto in una residenza gentilizia. Le trasformazioni più notevoli furono volute da Caracciolo nel XVI secolo e dal Principe Placido Imperiale nel 1768. Nel secolo XIX fu utilizzato come tribunale, carcere e archivio notarile, nonché per ospitare uffici della magistratura.

10. Il Castello dei Susanna di Zungoli, ha origini normanno-sveve di XI secolo ed aveva lo scopo di difendere il territorio dagli attacchi delle truppe bizantine. Dal 1240 il Castello è appartenuto a numerosi signori tra cui Ugone de Luca, il capitano Consalvo Fernandes de Cordova e il re di Spagna Carlo III. Nel XIX secolo il castello venne trasformato in residenza gentilizia. Oggi ha solo solo tre torri angolari su quattro.

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