Appuntamento con la storia con il Carro di Fontanarosa

La costruzione del “gigante di paglia”, l’evento che riscopre la tradizione e la cultura del borgo irpino

Quando si parla di Fontanarosa in provincia di Avellino, il pensiero corre spontaneamente all’Obelisco di paglia che viene costruito e trasportato, ogni anno, in occasione del Ferragosto. Ed è così. Il Carro o “obelisco di paglia” costituisce la caratteristica del paese, almeno dal lato tradizionale e folcloristico e, in qualche modo, anche artistico, perché, se di arte si dovrà parlare, si tratta soltanto di artigianato, nel senso che, da circa un secolo e mezzo, si è tramandata quest’arte di intrecciare la paglia inumidita, in modo da ottenere trecce e bastoncini, che, cuciti insieme e alternati, danno luogo a colonne, capitelli, guglie, foglie, manti di ogni forma e proporzione, secondo un disegno prestabilito: il tutto ben fissato su telai di legno per assicurarne la stabilità e la durata.

Il “Carro” di Fontanarosa è un obelisco straordinario in legno, alto 28 metri, rivestito da un addobbo ricchissimo in paglia e montato su un carro agricolo tirato dai buoi il 14 agosto di ogni anno, in onore della Madonna della Misericordia. Questa è una delle testimonianze più significative della cultura rurale dell’Irpinia. Una delle più rappresentative manifestazioni di origine contadina ed agricola che ogni anno si festeggia sempre con lo stesso entusiasmo. Nel pomeriggio grande incontro con l’obelisco realizzato in legno interamente decorato da pannelli di paglia, che viene trainato dai buoi e sorretto da un ingegnoso sistema di funi, fino alla chiesa della madonna della Misericordia. E dopo la solenne ed emozionante tirata, un buon piatto di prelibatezze locali accompagnato dall’elisir di Bacco non può mancare per concludere al meglio la giornata.

L’avvenimento folcloristico segna come la preparazione immediata alla Festa del 15 e, specialmente, alla solenne processione che, nel pomeriggio, si snoda per le vie non soltanto principali, come nel passato, ma anche secondarie, in onore dell’Assunta che, sul suo “manto”, raccoglie paziente le offerte monetarie dei fedeli suggestionati dalla persistente trasgressione liturgica. Dopo pochi giorni, l’obelisco viene smontato, pezzo per pezzo, e viene riportato nell’apposito casetta fatta costruire nelle adiacenze del luogo dove avviene la costruzione.

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