Boscoreale nel mondo: divinità in trasferta a Baltimora

La Walters Art Gallery nel Maryland è uno dei musei d’arte antica più illustri d’America

La Walters Art Gallery di Baltimora nel Maryland è uno dei musei di arte antica più illustri d’America. È costituito dall’insieme di opere d’arte raccolte da William Walters e da suo figlio Henry Walters noti collezionisti internazionali.
Il museo ha sede nel palazzo che William Walters si fece costruire alla fine dell’800, in stile italiano rinascimentale.Alla morte del figlio (1931), il palazzo e la collezione vennero donati alla città di Baltimora.La Walters Art Gallery aprì al pubblico nel 1934.

La collezione della Walters Art Gallery risulta alquanto composita. Comprende, infatti, quadri, sculture,oggetti d’arti decorative,libri,tessuti,ecc.Spazia dall’arte europea a quella cinese, giapponese e americana.

E’ in questo contesto d’arte e cultura che si trovano sette piccole statuette bronzee (alte da 8 a 15 cm.) di divinità di epoca romana provenienti da Boscoreale, trovate nel larario di una piccola villa rustica, scavata nel 1903 da Ferruccio De Prisco nell’attuale via Carlo Giordano all’incrocio con via Settetermini a “140 metri” dalla stazione della Ferrovia dello Stato nella proprietà Acunzo.

Ricoperta dopo lo scavo non senza essere stata spogliata degli oggetti, circa un centinaio,che essa custodiva,ora dispersi fra musei e collezioni private, fu descritta da Matteo Della Corte in Notizie Scavi  del 1921. Si rivelò essere una antica locanda vesuviana, sicuramente la più antica taverna di cui si ha traccia, una caupona,punto di ristoro per la vendita del vino prodotto, dove andava a bere un tale Cerdone che ha lasciato graffito il suo nome su di un pilastro all’ingresso il giorno delle calende di maggio in cui aveva messo a covare delle uova di gallina, come lui stesso ha scritto.Infatti nella fattoria/caupona si ritrovarono parecchi scheletri di pollame e ovini.

Le sette statuette delle divinità si trovavano allineate su di un podio in miniatura posto sopra un altare in muratura ubicato in un vano accessibile solo dalla cucina privata, dovevano avere un grande valore per i proprietari che li conservano con grande cura e rispetto.

Rimasti in possesso degli scavatori nell’accordo con lo Stato per la ripartizione dei reperti, presero la via dell’America poco dopo la loro scopert, in quanto nel 1906 fu pubblicata una foto sulla rivista d’arte Le Musée di Parigi con la didascalia “collezione Walters” di cui erano entrati a far parte fino alla loro esposizione nel Museo aperto poi al pubblico nel 1934.

Rappresentano, secondo l’interpretazione di Matteo Della Corte del 1921, una il genius  pater familias, che era il custode delle memorie degli antenati, nonché del fuoco domestico, accanto al quale si veneravano gli dei della famiglia o lares che, in questo casoerano sei.

Due Isis-Fortuna, di altezze diverse, ma entrambe con la cornucopia a sinistra ed un timone, che rappresentava il controllo del Fato, a mano destra, sul capo una luna crescente.

Zeus-Giove, seduto su di un trono con la mano sinistra protesa in alto.

Helios-Elio, bellissimo e sorridente, dalla testa radiata e mancante della mano sinistra.

Poseidone-Nettuno, nudo, barbato con solo un manto sulle spalle.

Faunetto con la pelle caprina sulla spalla sinistra e due cornetti ai lati della fronte.

Per loro fortuna ed anche nostra, sono rimasti insieme anche nella vendita all’estero, valorizzandosi come gruppo e rappresentando i culti domestici nella Boscoreale romana.

Per la loro unicità d’insieme sono stati esposti alla National Gallery di  Washington nella mostra POMPEI AND THE ROMAN VILLA dal 19 ottobre 2008 al 22 marzo 2009 come rappresentanti del culto dei lari nelle campagne intorno a Pompei.

(Foto copertina dal Catalogo della Mostra Pompei and the Roman Villa Washington 19 ottobre 2008 al 22 marzo 2009).

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