Il mistero della piccola Mummia di Pompei

Torna alla luce la villa del Sauro Bardato in zona Civita Giuliana

Un nome femminile vergato sul muro ad altezza di bimba, “Mummia” che racchiude una storia piena di mistero e nello stesso tempo potrebbe attestare la presenza. mai attestata fino ad ora, a Pompei della famiglia Mummii, importantissima a Roma una luce sui facoltosi proprietari di una grande villa suburbana che con le sue terrazze arrivava fino al mare.

E’ la scoperta emersa nel nuovo cantiere di scavi a nord della città romana, subito fuori le mura dell’antica colonia. Il cantiere è finanziato con 2 milioni di fondi ordinari del Parco.

L’area è quella di Civita Giuliana indagata a seguito di una operazione congiunta tra la Procura di Torre Annunziata con il procuratore Pierpaolo Filippelli, i carabinieri e il Parco. Indagine che ha portato un anno fa al ritrovamento di una serie di ambienti di servizio e di una stalla con i resti di tre cavalli e dei loro preziosi finimenti. E che poi ha permesso a inquirenti e studiosi di localizzare il tesoro più grande proprio nel giardino di casa del tombarolo, oggi in corso di espropriazione mentre l’uomo è sotto processo.

La villa di Civita Giuliana, al confine con Boscoreale, è un complesso di età augustea dalle dimensioni molto importanti, con i locali di rappresentanza che si affiancano a quelli di servizio e di lavoro. Tutti elementi, anticipati in esclusiva all’ANSA il direttore del Parco Archeologico Massimo Osanna, che fanno pensare “a una grande, importantissima villa suburbana, imponente e affacciata sul mare, così ricca da ospitare nelle sue stalle anche cavalli di gran razza, finemente bardati in bronzo“.

La grande tenuta suburbana, i cui ambienti di rappresentanza ora verranno riportati alla luce, era stata già in parte scavata, ma senza lasciare in archivio praticamente nulla, tra il 1907 ed il 1908. Era composta da un settore residenziale, articolato intorno ad un peristilio a pianta rettangolare, delimitato su due lati da un porticato e nel terzo da un lungo criptoportico coperto da una terrazza affacciata sui campi.

Appartenuta forse ad un generale o ad un altissimo magistrato militare, o addirittura ad un esponente dei Mummii come sembra voler dire quel nome graffito sul muro da una mano bambina.

La villa venne solo parzialmente danneggiata dalle scosse di terremoto che precedettero il culmine dell’eruzione. Ora come rassicura Osanna verrà aperta alla visite al termine dei lavori.

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