Il Parco Archeologico di Ercolano si proietta verso nuove connessioni

Presentata la nuova identità visiva e la programmazione pluriennale. Dall’emergenza sanitaria un messaggio di resilienza

L’emergenza sanitaria come occasione di progettualità e di lavoro condiviso verso il rilancio. Arriva dal Parco Archeologico di Ercolano un messaggio di resilienza, dando vita così ad una nuova fase per la vita del Parco, completamente basata sulla connessione e sulla partecipazione.

Un messaggio positivo e di spinta verso una graduale ripartenza secondo prospettive rinnovate: tutti insieme, con il territorio, con i visitatori, i ricercatori, le istituzioni, che nei valori del Parco si riconoscono e si identificano.

E proprio questa unione e questo legame che si rispecchia nella nuova identità visiva, presentata nel corso di una incontro on line.

Una nuova identità visiva che si è orientata verso Ercole, eroe che dà il nome alla città, con particolare riferimento ad uno dei suoi attributi, il nodo con il quale si allacciava al collo la pelle del leone di Nemea, che acquisisce un senso speciale: il nodo per collegare la città antica e quella moderna, il Parco e il territorio, il passato e il futuro, il mare e il Vesuvio, la ricerca e la valorizzazione.

Una nuova programmazione pluriennale che tiene insieme strategie di conservazione, tutela e valorizzazione e che determina una nuova offerta al pubblico, giocata in un bilanciamento ed integrazione tra reale e virtuale e completamente orientata a potenziare la partecipazione, il coinvolgimento e l’interazione.

Come spiega lo stesso direttore del Parco, Francesco Sirano, si lavora lungo due binari: tutela e valorizzazione: “In merito alla valorizzazione, abbiamo interpretato questo momento di difficoltà a causa del COVID quale occasione per costruire su basi rinnovate la ripresa e negli scorsi mesi abbiamo lanciato un processo condiviso sulle radici identitarie del Parco Archeologico di Ercolano, in parallelo ai programmi volti alla conservazione del patrimonio, alla conoscenza, ad azioni di integrazione con il territorio attraverso connessioni e reti. Questo lavoro, che si è molto giovato di quanto da anni impostato dai colleghi HCP, ci ha aiutato a costruire su solide basi la definizione di un nuovo programma pluriennale e di una nuova identità visiva ispirata ad Ercole. Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con tante importanti novità nel segno dell’apertura e della partecipazione.”

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