Il Parco del Grassano: un’oasi di pace

Area pic nic e giro in canoa: immersi nella natura, tra le acque cristalline del fiume

Lungo il percorso per raggiungere Telese, nel Sannio  beneventano, all’improvviso si mostra imponente, davanti ai nostri occhi un’opera ingegneristica impressionante: l’Acquedotto Carolino, meglio conosciuto come acquedotto vanvitelliano perché costruito in epoca borbonica da Luigi Vanvitelli.

È maestoso, avvolgente, tutto archi e tufo. Passi sotto e senti l’acqua cadere come pioggia attraverso quegli archi – zampilli. L’acqua la senti anche quando appaiono le indicazioni stradali con su scritto “Telese Terme”. Eh già, alla parola terme corrisponde poi sempre nel nostro animo un senso di benessere  psico- fisico.

Seguendo quel cartello mi sono ritrovata nel luogo che stavo cercando, la Riserva Naturale del Grassano 120.000 metri quadri di verde, alberi e acqua. Il “Re” indiscusso di questa “foresta” variegata è il fiume dal nome internazionale e il manto multicolor ora verde ora turchese ora azzurro. Si chiama Rio del Grassano. Le sue acque sono ricche di calcare, cristalline e…molto ma molto fredde: 9 gradi. E pensare che già nel  XVI sec. queste acque venivano descritte da Leandro Alberti in “Descrittione di tutta Italia” tra le più fredde del nostro paese. Quando si entra a piedi nudi nel fiume puoi resistere solo per pochi istanti, poi cerchi rifugio tra le sue sponde dove muschio ed erba ti offrono un delicato appoggio rigenerante. Definire questo luogo “perla naturalistica” è davvero riduttivo.

Il Rio del Grassano nasce dalle pendici orientali del Monte Matese, scorre nel parco e confluisce nel Calore (certo sembra uno scherzo, considerando le sue gelide acque!). È circondato da canneti, salici e pioppi e qui, in queste acque, sfilano beate diversi tipi di oche e papere, alcune bianche e alcune nere che, sfoggiando il colore delle loro piume, sembrano divise in due fazioni rivali, le senti di tanto in tanto starnazzare tra di loro. Litigano per un po’ di cibo e per accaparrarsi la simpatia degli ospiti.

Spettatrici neutrali e silenziose sono invece le lontre (a proposito, non ne avevo mai vista una!). Loro sì che riescono a vivere pacificamente lungo il fiume, nessuno le disturba, neanche i pesci che qui, data la composizione delle acque, non possono vivere perché avrebbero seria difficoltà a respirare. Una piccola lontra sembra spiare dietro il canneto le tante canoe rosse e gialle piene di gente felice che attraversa il fiume. Sì perché qui si può andare in canoa e praticare questo sport in estate… Bisogna solo far attenzione a non cadere in acqua, vi ricordate la temperatura? Nove gradi uguale gelo.

Intanto gli uccelli cantano, le libellule, come piccoli vanitosi narcisi si specchiano nell’acqua, le cicale cantano e una piccola cascata accompagna i loro suoni e danze d’ali. E nell’aria ogni tanto l’odore dell’erba si unisce a quello di brace appena preparata: nel parco c’è una bella area attrezzata per fare pic nic e barbecue. Si possono fare anche lunghe passeggiate attraverso sentieri ben curati alla fine dei quali trovi anche qualche cavallo e dei pony pronti a far compagnia ad adulti e bambini. C’è anche un piccolo ponte lungo il Rio del Grassano, lì sei sospeso sull’acqua, da qui la natura ti avvolge e parli con le fronde degli alberi che si muovono al vento: è chiaro, gradiscono la tua discreta presenza.

Questo luogo è tappa irrinunciabile per chi vuole davvero stare a contatto con la natura, multicolor è il manto del Rio, multicolor qui il tuo cuore.

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