La casa di Rosa Parks a Palazzo Reale

L’artista statunitense Ryan Mendoza porta a Napoli la casa dell’attivitsa afroamericana

Com’è quel proverbio? “Nella botte piccola c’è vino buono”? Beh, direi a volte non solo nelle botti ma anche nelle case piccole. Da un po’ di tempo se ne vede una di legno, con porta e finestre bianche e tetto grigio che si è “piazzata” con autorevolezza nientemeno che nel cortile d’onore del Palazzo Reale di Napoli.

È una casa un poco “sgarrupata” (come direbbero da queste parti), ma graziosa con le sue tendine bianche. È la casa di Rosa Parks, sarta, piccola e minuta come la sua casa, attivista afroamericana che lottò per i diritti civili della gente di colore negli anni ’50 in America. Con lei, in quegli anni, c’era il pastore protestante Martin Luther King.

La sua casa l’ha portata qui Ryan Mendoza, artista statunitense, classe ’71, amico di Napoli, grazie anche alla Fondazione Morra Greco e al sostegno della Regione Campania. Se qualcuno ancora ignora chi, o meglio “cosa” sia stata Rosa Parks, forse lo capirà ricordando invece il celebre film a lei dedicato, “La lunga strada verso casa” con la straordinaria interpretazione dell’attrice Whoopi Goldberg.

Rosa Parks, dal sedile di un autobus, in Alabama, nel 1955 fece “il gran rifiuto” e osò sfidare le leggi americane non cedendo il suo posto ad un “bianco”. Un coraggioso e fiero diniego, dal quale scaturì in breve tempo, una protesta in tutto il paese che provocò un lungo boicottaggio degli autobus per circa 381 giorni. Alla fine quella assurda legge che obbligava la gente di colore a cedere sugli autobus il proprio posto ai bianchi, fu cancellata.

Dal 1955 ad oggi tanti passi in avanti sono stati compiuti ma tanti ancora ce ne sono da fare. Nel 2020 esistono ancora diffuse e radicate forme di razzismo e discriminazione, la gente di colore, i disabili, gli extracomunitari, gli omosessuali, e la società continua a far finta di evolversi e migliorarsi.

Lo sa bene Ryan Mendoza che acquistando la casa di Rosa a Detroit e facendola viaggiare, fa viaggiare il suo pensiero che diventa del color arcobaleno. Si chiama “The Rosa Parks House Project” questo progetto potente che si porta dietro uno straordinario simbolo per i diritti umani e civili.


L’ autobus famoso dove la donna restò caparbiamente seduta, è esposto oggi all’Henry Ford Museum in America, la casa della piccola sarta invece ora sta qui, a Napoli (fino al 6 gennaio), in un cortile che, più che d’onore, ha l’onore di ospitarla. Quando con curiosità la si guarda da vicino e ci si specchia tra le sue umili finestre, allora un’altra finestra si apre, quella del proprio cuore. Lo sguardo si posa sul Palazzo dei re in cui l’umile casa è ospitata e si comprende in un istante quale dei due edifici sia davvero un luogo “regale”, degno di ammirazione e rispetto.

Il messaggio è chiaro Rosa Parks era una sarta in vita, lo è ancora oggi che non c’è più, una sarta che cuce e cucire significa unire.

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