Napoli. La cella di San Tommaso d’Aquino torna a risplendere

Il progetto di restauro è stato promosso dall’Associazione Friends of Naples alla Basilica di San Domenico Maggiore 

Friends of Naples… di amici fedeli Napoli ne ha. E, per fortuna, si danno da fare.

Questo è il nome della Onlus che, con l’aiuto della famiglia d’Aquino di Caramanico, il Museo Cappella Sansevero, i Frati del Convento di San Domenico Maggiore ed il Comune di Napoli, ha realizzato il delicato restauro della Cella di San Tommaso d’Aquino.

Un intervento cominciato nel 2020 “piccolo ed intenso”, come ha annunciato, con un pizzico di commozione, fr. Francesco Maria Ricci, O. P. Priore Provinciale dei Frati Predicatori Italia Meridionale. La cella può ritenersi, senza ombra di dubbio, il Santuario più piccolo di Napoli e, per i domenicani, è essa stessa una reliquia. Ed una reliquia importante è effettivamente conservata al suo interno: un omero del Santo, o meglio, una parte di omero perché l’altra parte è conservata nella Cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo di Napoli. 


Sta lì, in un’ urna d’argento dal 1605, da quando San Domenico è diventato l’ottavo compatrono di Napoli. San Tommaso, Dottore della Chiesa, teologo raffinato, è, ancora oggi, l’autore più citato nei documenti del Magistero dopo 800 anni. A San Domenico ha studiato, ha predicato ed ha parlato con quel Crocifisso miracoloso che gli disse “Bene scripsisti, Thoma, de me...” Questo crocifisso, anch’esso restaurato, è conservato nella sua piccola cella. “Non aliam nisi te, Domine“. Così Tommaso gli rispose: aveva bisogno solo di Lui. 


San Tommaso ha trattato di Dio, della felicità, dei sacramenti, della carità, ha scritto otto milioni e mezzo di parole ed i suoi pensieri restano sempre attuali e moderni. “Come è meglio illuminare che non semplicemente brillare“, ripeteva, ed irradia tanta nuova luce, adesso, questa sua cappella restaurata: le porte lignee, le cornici dorate, il portone d’ingresso ed anche il pregiato dipinto di Francesco Solimena. Un lavoro minuzioso ed attento fatto da tanti artigiani e professionisti che hanno lavorato “con” e per lui, Tommy, SanTo. Anche così viene chiamato. In quella “T” maiuscola il suo nome, la sua grandezza, la sua luce che continua ad illuminare: illumina una Napoli piena di Friends.<
 
La cella di San Tommaso è visitabile nel circuito del Museo DOMA tutti i giorni da lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00.

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    Piazza San Domenico Maggiore, Napoli
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