Napoli non dimentica Luisa Conte, la Signora del palcoscenico

Le verrà intitolato il largo al Teatro Sannazaro che lei fece rinascere nel ’69. Il sodalizio con Nino Taranto e la magia (ritrovata) di Viviani

Finalmente Napoli rende omaggio alla grandissima Luisa Conte: le verrà intitolato il largo del “suo” Teatro Sannazaro, da lei rimesso in sesto e da lei (ri)portato alla gloria.

Luisa Conte è stata una delle artiste più importanti del teatro napoletano del ‘900. Nata nel 1925, praticamente sulle tavole del palcoscenico di Napoli, la nonna fu ballerina di tango francese al San Carlo, esordisce in scena già a cinque anni. La sua formazione è intensa e vasta, spazia dalla sceneggiata (nella compagnia di Salvatore Cafiero e di Nunzia Fumo – poi famosissima sul grande e piccolo schermo nella “saga” di Bellavista, ricordate?) fino al varietà, alla rivista.

Nel 1939, con la compagnia fondata insieme al marito Nino Veglia partì in tournée nel Sudamerica. Fu un trionfo. Nel 1954 è scritturata da Eduardo De Filippo con il quale inizia un’intensa collaborazione artistica. Sia sulle tavole del teatro che in radio e televisione (tra le altre,  è rimasta insuperata la sua interpretazione in “Non ti pago!” di Concetta, moglie del protagonista Ferdinando Quagliulo nella riduzione televisiva della commedia).

Un’altra svolta, forse ancora più importante, avviene nel 1958 quando comincia a lavorare insieme a un altro gigante del teatro (e del cinema e della radio) napoletana, Nino Taranto. Il loro sodalizio artistico consente la riscoperta di un gigante della commedia che negli anni era stato (quasi) accantonato, Raffaele Viviani. È proprio al teatro Sannazaro che tornerà a splendere l’astro del commediografo stabiese grazie al talento e alla passione degli attori che si susseguono sulle tavole della “bomboniera”.

Il Sannazaro, a via Chiaia, deve la sua seconda vita proprio all’opera instancabile di Luisa Conte e del marito, Nino Veglia. Dopo anni di gloria – fu tra l’altro il primo teatro in tutta Napoli dotato di luce elettrica -, visse un lunghissimo periodo d’oblio. Che finì, però, nel 1969 quando iniziarono i lavori per restituire al Sannazaro il suo splendore.

Nel novembre del 1971, si rialzò finalmente il sipario. La prima rappresentazione alla “bomboniera” fu Annella di Portacapuana, testo di Gennaro Davino, che in quell’occasione fu interpretato dalla compagnia Stabile Napoletana di Nino Veglia. Che aveva, e ha avuto negli anni che poi seguiranno, un cast, come si direbbe oggi, eccezionale composto da artisti importantissimi tra cui Ugo D’Alessio, Pietro De Vico, Enzo Turco, Enzo Cannavale.

Iniziò da quel momento un successo inarrestabile scandito dai tempi serrati e musicalissimi della commedia brillante napoletana che rivive, insieme al rinato Sannazaro, i fasti di un tempo. Fino alla morte, avvenuta nel gennaio del 1994, Luisa Conte continuerà a lavorare, a recitare, a vivere e restituire – nella sua lingua napoletana melodiosa e viva, nella sua carismatica bellezza ruvida e appassionata che gli anni non riuscirono a scalfire – la magia dell’arte e del palcoscenico.

Oggi il teatro Sannazaro rappresenta una delle realtà più belle e interessanti del panorama artistico napoletano. Con la stessa passione e la stessa abnegazione, Lara Sansone, nipote di Luisa Conte, prosegue insieme al compagno Salvatore Vanorio un coraggioso e attraente lavoro di continua e costante ricerca artistica. Viviani è sempre di casa al Sannazaro, così come lo è il mitico Café Chantant che rivive alla Bomboniera di Chiaia una seconda (e insperata) giovinezza.

Adesso, con la decisione della commissione toponomastica del Comune di Napoli, si rende il giusto e doveroso omaggio a una delle donne più importanti e appassionate della cultura napoletana e italiana.

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