Pompei a Parigi: un’occasione persa

Al Grand Palais la mostra digitale curata da Osanna in esposizione fino al 27 settembre

Il Grand Palais di Parigi, principale salotto espositivo d’arte contemporanea di Francia, ospita dal 10 luglio scorso e fino al 27 settembre 2020 una mostra digitale su Pompei curata dal nostro Massimo Osanna.

Articolata in quattro sezioni, la mostra invita il visitatore in un’immersione multimediale – o come troppo spesso letto, “emozionale” – nel cuore della cittadina campana ante e post eruzione del 79 d.C.. Filmati, dispositivi elettronici per realtà aumentate ed effetti visivi si offrono come moderni strumenti di visita per percorrere le strade pompeiane, dal momento dell’eruzione – con tanto di pioggia di lapilli – alle lunghe campagne di scavo, partendo da quelle borboniche e fino alle più recenti scoperte contemporanee, proponendo ricostruzioni tridimensionali e ologrammatiche dei tesori provenienti dalle domus, ultima sofisticatissima coniugazione della tecnologia nel campo dell’arte.

È il trionfo dell’entertainment, del divertissement, del divertimento. Qua e là, disseminati nelle sale, qualche oggetto, mobilio, gioielli e statue rinvenuti durante gli ultimi scavi e arrivati qui per l’occasione dal Parco archeologico di Pompei, hanno per fortuna il merito di riportare il visitatore con i piedi per terra, ricordandogli di essere in un museo – e che museo! – e non in una delle tante sale UGC disseminate su Parigi.

Il prodotto offerto è senza dubbio spettacolare, evocativo, poco pedagogico e molto – forse troppo – commerciale. È ovvio, d’altra parte, che la movimentazione di reperti e tesori provenienti da Pompei comporti rischi enormi legati alla salvaguardia dei beni, ça va sans dire. Allora la domanda che sorge spontanea è: a che pro? Dove può condurre un’esperienza simile, ancor di più se ricreata a casa di un fruitore, quello francese, che sin dalla nascita – e senza bisogno di ricorrere a iniziative dal sapore più cinematografico che artistico – subisce profondamente il fascino innato di Pompei, e più in generale del Grand Tour nell’Italia meridionale?

A dir di tutti, si è tentato di condividere con la comunità internazionale le più recenti scoperte archeologiche sul sito campano, e questo in qualche modo ci rincuora. Ciononostante, resta il timore che, uscendo dal Grand Palais e imboccando gli Champs-Élysées, il visitatore ci abbia capito poco, eccezion fatta per le dinamiche della famosa eruzione vesuviana. Sarà nata in lui quella scintilla, quella nuova linfa che lo porterà a visitare Pompei, quella vera, di persona? Qualche dubbio c’è, ma la speranza è sempre l’ultima a morire.

La mostra è visitabile il lunedì, e dal giovedì alla domenica, dalle 10.00 alle 20.00; il mercoledì dalle 10.00 alle 22.00.

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