Pompei. Svelato il mistero dei calchi del Criptoportico

Massimo Osanna, Direttore Generale della Soprintendenza: “E’ un abbraccio tra uomini”

Si è sempre ritenuto che si trattasse di un abbraccio fra due donne, invece, quello impresso nel calcio della Casa del Criptoportico di Pompei potrebbe essere stato l’ultimo atto d’affetto fra due omosessuali.

La rivelazione arriva dal Direttore Generale della Soprintendenza, Massimo Osanna che, durante un convegno, ha spiegato quali siano state le clamorose scoperte dovute all’esame dei calchi effettuato con la tomografia assiale computerizzata, la TAC, e con le analisi del Dna.

“Pompei non finisce mai di stupire. Si è sempre immaginato che fosse un abbraccio fra donne. Tac e Dna hanno rivelato, invece, che sono uomini”.

L’omosessualità nell’antichità classica era molto praticata, specialmente dalle classi più elevate. E, talora, vissuta (quasi) come un rito di passaggio. La testimonianza che arriva dalle ultimissime indagini scientifiche sui calchi pompeiani conferma, dunque, quanto già sappiamo sui costumi – anche quelli più intimi – degli antichi romani e degli antichi pompeiani.

E’ plausibile l’ipotesi che i due personaggi del calco ritrovato nella Casa del Criptoportico negli Scavi di Pompei fossero amanti? ”Non si può dire” risponde il soprintendente Massimo Osanna. Ma considerata la loro posizione, si può ipotizzare? ”Certo, ma è difficile averne la certezza” aggiunge l’archeologo commentando la scoperta rivelata oggi da egli stesso in un convegno. Non si tratta di due donne ma di due uomini. E quella posizione induce a rivedere le convinzioni degli studiosi.

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