Sulle rampe Causa a Pozzuoli, l’invisibile chiesa del Purgatorio

La leggenda narra che gli scheletri si riunivano in preghiera per salvare le proprie anime

Avete mai pensato che una chiesa abbandonata, nascosta in un luogo un pò isolato e con le sue porte sigillate, sia come un clochard? Qualcosa di dimenticato e reso inesistente dall’assenza di sguardi?

Beh, è così anche per alcune chiese sconsacrate ed abbandonate da tempo: anche loro sono tra gli “invisibili”del mondo. Una di queste chiese è la seicentesca chiesa del Purgatorio a Pozzuoli situata proprio sulle rampe Causa, a poca distanza dal famoso Rione Terra e dalla bella e monumentale Porta Napoli.

In origine si chiamava Santa Maria della Pietà e fu costruita nel pieno di quel “siglo” detto “de oro” che tanto sviluppo portò nel nostro territorio. Fu costruita nel 1639 per volontà della Confraternita della Buona Morte e di quel Cardinale spagnolo che ha avuto un ruolo fondamentale anche per la ricostruzione barocca della Cattedrale di Pozzuoli: Martin De Leòn y Càrdenas.

In questa chiesa i confratelli indossavano un caratteristico abito nero e facevano periodicamente messe per i defunti. Molti scheletri pare che siano ancora oggi raffigurati negli affreschi al suo interno e, leggenda vuole, che qualcuno li abbia addirittura visti riunirsi in preghiera per salvare le proprie anime. La chiesa ha una piccola cripta ed un’unica navata in cui, alle pareti, è rappresentato un Calendario Eucaristico Perpetuo che indica il nome del fedele per il quale bisognava pregare ogni giorno dell’anno. Straordinario! Un luogo dove la morte è protagonista ma è pratica costante di preghiera per ascendere dal Purgatorio al Paradiso.

A pensarci bene, anche la sua piccola scala che ci conduce alla bella facciata bianca in stucco e, oggi, semidistrutta, ci indica questa ascesa. Un vero e proprio “memento mori”. Un invito alla riflessione, così come fanno quei piccoli murales moderni che, con una nota di colore, stimolano gli sguardi indifferenti dei passanti e provano a far uscire dall’oblio questa chiesa – clochard. Tra questi murales ce ne è uno con un simpatico teschio sorridente che sembra indossare un cappellino da rapper. Mi piace pensare che sia uno di quelli della chiesa che, al passo coi tempi, cerchi caparbiamente sguardi e preghiere dei passanti distratti. Quasi sento il suo rap: “Ehi fra’, guarda un pò qua, ero come sei, sarai come me. Non aver paura ferma ti qua prega per me. Ricordati fra’!
 
E allora, attraversiamole queste rampe. Osserviamo, rendiamo visibile l’invisibile. Uno sguardo sia una preghiera per i defunti. Ricordiamoci che, anche se le chiese hanno porte sigillate, il cuore sigilli non ne ha…” Ricordati fra’”.

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    Via Guglielmo Marconi, 1, Pozzuoli
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