Viaggio tra le chiese della bassa Irpinia con il naso all’insù

Un piccolo tour alla scoperta di magnifiche opere d’arte in provincia di Avellino

L’Irpinia è una meravigliosa terra ricca di arte e storia, così approfittando dei riti della Settimana Santa, ho fatto un viaggio a pochi chilometri da casa per andare alla scoperta di alcune chiese della bassa Irpinia che hanno riservato non poche sorprese. Allacciate le cinture, vi porto a conoscere tre gioielli: preparatevi a stare col naso all’insù per godere di incredibili soffitti dipinti.

Santa Maria delle Grazie a Quindici

Esisteva nel XVII secolo a Quindici una Confraternita laica dedicata alla Madonna delle Grazie: erano soliti riunirsi in una chiesetta probabilmente fondata nel 1652, data impressa sul portale di ingresso in piperno.

Una lapide nella zona absidale ricorda invece una serie di lavori di rifacimento ed ingrandimento, che portarono alla consacrazione della Chiesa della Madonna delle Grazie nel 1740, che ha dato al luogo di culto le forme barocche che tuttora conserva.

Sull’altare maggiore, in un tempietto di legno, c’è la statua della Madonna con Bambino, la cui particolarità è la pelle scura. Come è arrivata su queste montagne è una leggenda: si racconta che intorno all’anno Mille un gruppo di abitanti di Quindici, che erano pescatori, comprarono a Manfredonia questa immagine che proveniva direttamente da Costantinopoli. Portata in patria nacque il culto della Madonna delle Grazie, molto radicato tuttora ed al centro della grandissima processione di settembre. Purtroppo la statua è una copia degli anni ’60 del Novecento, l’originale è andata semidistrutta da un incendio, ma è conservata nell’annesso museo dell’opera. Ma se si vuole vedere un vero e proprio spettacolo bisogna alzare gli occhi.

Il soffitto conserva infatti una enorme tela di Francesco Cosenza datata 1749, che copre l’intera navata. In un tripudio di architetture fantastiche troviamo quattro allegorie agli angoli, che incorniciano due ovali con le scene della Fuga in Egitto e gli Angeli che adorano Gesù Bambino.

Al centro, tra gli angeli festosi, siede tra le nubi la Madonna delle Grazie col Bambino, con in alto Dio Padre che osserva la scena. Sono poi presenti alla sacra conversazione tutti i Santi la cui devozione nel Vallo di Lauro è particolarmente forte: ai lati della Vergini ci sono San Giuseppe e San Giovanni Evangelista, in un registro più basso invece ci sono San Filippo Neri e San Sebastiano. Rimangono poi una Santa con la palma del martirio in mano e nell’estrema sinistra un altro Santo, non facilmente identificabili.

Madonna del Rosario a Taurano

Taurano è un delizioso paese sulla collina che oltre gli splendidi palazzi e un enorme complesso termale d’epoca romana, può vantare una bellissima Chiesa al centro di quel dedalo di viuzze medievali del centro storico.

Valentino Manfreda, Antonio de Proda, Dattolo Ferraro e gli altri Maestri della Confraternita del Santissimo Rosario vollero costruire, intorno al 1630, una Chiesa dedicata alla Madonna del Rosario, che andava a sostituire una piccola cappellina medievale dedicata a San Leonardo.

Il luogo di culto alternò momenti di splendore ad altri di decadenza, fino a quando nel 1760 fu iniziato un ripristino sistematico, sia interno che esterno, che diede alla Chiesa l’aspetto barocco che tuttora conserva. Nel 1763 fu completato il maestoso soffitto, grande ben cm 2300×950, con un dipinto ad olio raffigurante finti motivi architettonici classicheggianti ed elementi naturalistici ancora di stampo rococò. L’autore fu Pasquale Vecchione, assiduo e oscuro collaboratore del pittore afragolese Angelo Mozzillo, che a Nola aveva creato la sua bottega.

Al centro c’è proprio una tela del Maestro che raffigura la Madonna del Rosario tra un nugolo di angeli e Santi che si riconoscono per i loro attributi iconografici: Caterina da Siena (il giglio), Rosa da Lima (le rose), Tommaso d’Aquino (il sole), Leonardo (le catene) ed ovviamente il fondatore dell’ordine, San Domenico di Guzman.

Chiesa dei Santi Vito e Sisto a Pignano

Pignano è una piccola frazione di Lauro, un paesino la cui vita ruota intorno la Chiesa.

Non sono riuscito a trovare informazioni sulla fondazione, ma sicuramente è un edificio che nacque intorno al XVI secolo, ma il secolo successivo ebbe un restauro che ha dato le forme barocche che tuttora conserva.

Anche in questa Chiesa il soffitto la fa da padrone: il monumentale dipinto ad olio imita un cassettonato, mentre al centro troviamo una Madonna con Bambino assisa tra le nubi mentre, alla presenza di San Vito, assiste alla cacciata degli angeli ribelli: le truppe celesti, capeggiate da San Michele Arcangelo con la lancia infuocata, fanno schiantare al suolo i ribelli che non vogliono riconoscere l’autorità di Dio. Il groviglio dei corpi ricorda le figure michelangiolesche del Giudizio Universale. L’autore di questo capolavoro è ancora Angelo Mozzillo con la sua bottega, che nel Vallo di Lauro ha operato moltissimo, non c’è chiesa che non abbia avuto o ha tuttora un suo dipinto

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