Villa Giordano sulla collina del Vomero nascosta e dimenticata

Con più di 500 anni, è appartenuta anche al mercante fiammingo Vandeneynden proprietario di Palazzo Zevallos

Via Belvedere, sulla collina del Vomero, è una piccola e stretta via a pochi passi dalla più caotica e moderna Via Cilea. Sono due le anime  del Vomero in perenne contrasto, il Vomero vecchio e il Vomero nuovo.

Via Belvedere appartiene all’anima vecchia di questa collina, che era dei contadini, dei broccoli e dei fiori. Questa strada esisteva già 2000 anni fa e da qui sono passate pure le reliquie di San Gennaro perchè questa era la famosa via Antiniana che collegava Pozzuoli a Napoli. Sicuramente San Gennaro avrà attraversato con più facilità della mia questa strada tanto stretta da costringermi a camminare attaccata ai muri per evitare di finire sotto a macchine e scooter.

Eppure comprendo che solo percorrendola a piedi se ne può cogliere la sua reale bellezza: qui è tutto antico, ci sono casali, ville e storia. Al civico n. 45 trovo finalmente l’ingresso di una vecchia e “stanca” villa, che ha più di 500 anni: è Villa Giordano e il tempo qui ne ha quasi cancellato nome ed esistenza. A guardare bene il suo enorme stato di degrado e trasformazione, si comprende quanto i secoli abbiano lasciato tra le sue mura profonde cicatrici. È evidente anche lo scempio causato da quella frenetica speculazione edilizia, tra gli anni ’50 e ’60, che ha snaturato la bella collina salubre dove i contadini giocavano coi loro buoi organizzando le famose “olimpiadi bovine” e i certosini pregavano.

Varcato l’ingresso chiedo al portiere il permesso di entrare perchè oggi è un pluri – disordinato – condominio. Qui originariamente esisteva un enorme complesso monastico dedicato a Santa Maria degli Angeli e a S.Francesco di Paola e molti, a dire il vero, credono sia lui il vero titolare della vicina Calata S. Francesco e non il poverello di Assisi che sta giù alla Riviera di Chiaia. Fatto sta che, in breve tempo, passò ad essere una dimora privata.

Nel ‘600 di proprietà del marchese Ferdinando Vandeneynden, mercante e collezionista fiammingo proprietario anche del più famoso Palazzo Zevallos in Via Toledo, poi appartenne alla famiglia dei Duchaliot di origine belga ed infine dei Giordano. Da qui il suo nome attuale. Attraversato un lungo viale, bisogna fare un enorme sforzo di immaginazione per sostituire ad auto parcheggiate e abusi edilizi, enormi giardini, fontane, fiori e orti. Poi, eccola davanti a me, la facciata della villa di dimensioni enormi,  con timpano, mura scrostate e decori in stucco qua e là che riescono a far intravedere ancora la scritta col nome del ricco proprietario “Filippo Giordano“. Sul balcone nobile e solitario un’anziana signora in vestaglia rosa innaffia con cura poche piantine e il suo gesto, restituisce antica eleganza alla struttura ormai decadente. Sulla facciata, a fatica, si scorge anche una lapide dedicata ad Angelo Incagnoli, uomo politico del 1800 che, ce lo dice la lapide, morí qui a 65 anni. La villa è tanto grande che ha addirittura due ingressi non solo quello su via Belvedere ma anche uno su Calata San Francesco nonché un affaccio su Via Aniello Falcone, dunque sul mare.

La chiesa originaria è ancora esistente ma privata e chiusa. Non riesco a vederla. Farò un altro sforzo di immaginazione. Infondo non è così complicato toccare l’anima vecchia di questa collina, basta camminare lungo le vie più strette facendo attenzione a macchine e scooter e ci sara’ sempre un “bel – vedere”!! 

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