‘Eneide’, la mostra che coinvolge giovani e territorio
Dall’antichità all’arte contemporanea: l’esposizione di Stefania Missio celebra i valori dell’Eneide. L’Inaugurazione si terrà il 12 giugno al Castello di Baia e la mostra potrà essere ammirata fino al 10 ottobre, in un’esposizione che prevede 36 opere con un progetto partecipativo che coinvolge studenti, comunità e territorio nel segno dei valori dell’Eneide e della Convenzione di Faro.
Eneide è il titolo della mostra, ispirata al celebre poema di Virgilio, che raccoglie 36 opere dell’artista Stefania Missio e che l’Associazione Rotta di Enea, Itinerario culturale del Consiglio d’Europa dal 2021, d’intesa con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, ha voluto trasformare in un progetto culturale dedicato al territorio flegreo.
L’inaugurazione, in programma il 12 giugno alle ore 16, vedrà la presenza dell’artista romana, che da anni vive e opera in Sardegna, e gli interventi di Fabio Pagano, direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, e di Giovanni Cafiero, Maria Teresa Moccia di Fraia e Sergio Ferraro per l’Associazione Rotta di Enea.
Il progetto, curato dall’Associazione Rotta di Enea, comprende la mostra allestita presso il Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia e una serie di laboratori creativi realizzati con le classi dell’Istituto Statale Virgilio di Pozzuoli, chiamate a ideare, sotto la guida dell’artista e del corpo docente dell’istituto, nuovi segni sibillini che saranno presenti nell’esposizione sotto forma di libri d’arte.
La partecipazione della comunità rappresenta il riferimento fondamentale del progetto “Eneide”, ispirato ai principi della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale per la società (Faro, 27 ottobre 2005), ratificata dall’Italia con la Legge n. 133 del 2020. La Convenzione di Faro sposta infatti l’attenzione dal bene culturale in sé al suo valore per le persone e le comunità, promuovendo partecipazione democratica, diritti umani e sviluppo sostenibile e considerando il patrimonio culturale una risorsa per la qualità della vita.
L’eroe troiano, esule dopo la distruzione di Troia, rappresenta un simbolo senza tempo del peregrinare nel mondo alla ricerca di nuovi approdi. Ma mai da soli e mai soltanto per sé stessi. Enea porta infatti sulle spalle la tradizione, incarnata da Anchise, e tiene per mano il futuro, rappresentato da Ascanio.
Intorno a lui fioriscono storie e personaggi: non solo Didone, ma anche Palinuro, Eurialo, Niso e molti altri. Le trame con cui Stefania Missio, attraverso un paziente lavoro artistico, veste i protagonisti dell’Eneide costituiscono un’espressione autentica di quella pietas e di quella umanità che caratterizzano l’opera di Virgilio. A questi sentimenti e a questi valori, ancora oggi, dobbiamo aggrapparci per contrastare le derive di violenza e sopraffazione che le vicende internazionali dell’Ucraina e del Medio Oriente continuano tristemente a ricordarci.
“Il lavoro paziente e pieno di umanità e amore per la nostra civiltà mediterranea di Stefania Missio – dichiara il presidente della Rotta di Enea, Giovanni Cafiero – rispecchia perfettamente i valori cui si ispira la Rotta di Enea e trova la sua collocazione ideale nell’area dei Campi Flegrei, teatro delle vicende narrate nel VI libro dell’Eneide. In Europa, nel Mediterraneo e nel mondo, a tremila anni dalla guerra di Troia, assistiamo ancora a profughi, vendette e al tentativo di affermare la legge della forza. L’Eneide e il nostro Virgilio restano un riferimento vivo, che ci ricorda come il progresso della civiltà umana derivi dall’empatia, dalla capacità di cooperare, dalla forza dei valori e dalla pazienza”.
“Abbiamo ancora bisogno di Enea e della sua storia – conclude il direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano – abbiamo ancora necessità di raccontarla, di indossarla, di interrogarci e di specchiarci in essa. Stefania Missio ci offre una “trama di trame” nella quale condurre la nostra anima in un mondo popolato di immagini dal sapore arcaico, rivestite di forme contemporanee. Una trasfigurazione in cui l’antico muta la propria forma accompagnando Enea nella dimensione a lui più propria: quella dell’universale”.










