L’artista che ha fatto del viaggio una vera forma d’arte
Il pittore giramondo torna nella sua terra con un nuovo progetto: Van Gogh arriva a Napoli e dialoga con le sue nuove tele, tra mare, Vesuvio, archeologia, grandi palazzi e memoria. Napoli torna ad essere centro del percorso artistico di Fernando Mangone, pittore campano conosciuto per la sua ricerca attraverso città e paesaggi del mondo, che ha fatto del viaggio una vera e propria forma d’arte. Dopo aver portato il suo progetto dedicato a Vincent van Gogh in diversi territori italiani, Mangone torna nella sua terra con un nuovo capitolo: l’arrivo di Van Gogh a Napoli, in un progetto in cui lo spirito del grande artista olandese entra in dialogo con la sua personale visione pittorica.
Accanto a questo percorso, l’artista ha preparato una nuova serie di tele dedicate a Napoli, nate dall’osservazione diretta della città e dei suoi luoghi più rappresentativi. Non una Napoli da cartolina, ma una città da attraversare, vivere e reinterpretare attraverso colore, materia, luce e movimento. Il mare, il Vesuvio, i vicoli, le piazze, le chiese, i grandi palazzi storici e l’immenso patrimonio archeologico diventano così materia della sua pittura.
Tra i luoghi d’ispirazione spicca il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), con le straordinarie collezioni Farnese e le testimonianze di Pompei ed Ercolano. L’archeologia rappresenta una parte fondamentale dell’identità partenopea e diventa, nelle nuove tele, parte di un racconto che mette in relazione passato e presente, memoria e contemporaneità, patrimonio e vita quotidiana.
La città si trasforma ancora una volta in un grande atelier a cielo aperto, da osservare cercando sia gli scorci più conosciuti sia le immagini quotidiane meno consuete. In questo progetto, Van Gogh diventa una presenza ideale, un riferimento con cui confrontarsi non per una semplice citazione, ma per un dialogo tra due modi di intendere il viaggio, il paesaggio e la pittura.
Fernando Mangone, da sempre pittore giramondo, torna nella sua terra con uno sguardo maturato attraverso anni di esperienze lontano da casa, con il desiderio di raccontare Napoli da questa nuova prospettiva.
“Ho sempre dipinto i luoghi dopo averli attraversati- dichiara Fernando Mangone– Napoli per me è qualcosa di ancora più forte, perché è la mia terra. Ho preparato queste tele camminando per la città, guardando i suoi palazzi, il mare, il Vesuvio e i luoghi della nostra storia, come il MANN. Van Gogh mi accompagna in questo viaggio: non voglio semplicemente portarlo a Napoli, ma creare un dialogo tra il suo spirito di ricerca e la mia pittura. Tornare qui significa guardarla con occhi nuovi e raccontare ancora una volta le sue meraviglie” conclude.
La Presidente della Fondazione Arte Mangone ETS (FAM ETS), Anna Coralluzzo, aggiunge aggiunge inoltre: “Fernando Mangone ha fatto del viaggio la sua forma di ricerca. Il ritorno a Napoli assume per noi un significato particolare: le nuove tele nascono dall’incontro con una città ricchissima di storia e bellezza. L’arrivo di Van Gogh aggiunge un ulteriore elemento di confronto artistico. Come Fondazione crediamo che l’arte possa far riscoprire i territori e questo progetto rappresenta un nuovo modo di raccontare Napoli attraverso la sensibilità di un artista che torna a casa con uno sguardo ancora più aperto.”
Il progetto si lega pienamente alla filosofia della Fondazione Arte Mangone ETS, impegnata nella valorizzazione dell’arte, della cultura e dei territori. Napoli, per Mangone, non è soltanto un luogo da rappresentare: è un ritorno alle origini, un nuovo viaggio e un incontro tra la propria terra, la propria pittura e lo spirito di Vincent van Gogh.










