{"id":2277,"date":"2025-03-19T08:46:05","date_gmt":"2025-03-19T07:46:05","guid":{"rendered":"https:\/\/ecampania.it\/magazine\/?p=2277"},"modified":"2025-04-07T15:55:11","modified_gmt":"2025-04-07T13:55:11","slug":"campania-teatro-festival-2025-ecco-tutti-gli-eventi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ecampania.it\/magazine\/campania-teatro-festival-2025-ecco-tutti-gli-eventi\/","title":{"rendered":"Campania Teatro Festival 2025: ecco tutti gli eventi"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Ben 150 eventi e 68 debutti assoluti in 31 giorni di programmazione. La rassegna in programma dal 13 giugno al 13 luglio<\/h4>\n\n\n\n<p>Torna il <strong>Campania Teatro Festival,<\/strong> pronto a dare il via alla sua diciottesima edizione, la nona diretta da Ruggero Cappuccio. <strong>Dal 13 giugno al 13 luglio <\/strong>la rassegna multidisciplinare, realizzata con il sostegno concreto della <strong>Regione Campania <\/strong>e organizzata dalla <strong>Fondazione Campania dei Festival <\/strong>presieduta da Alessandro Barbano, ritrova la sua collocazione estiva e soprattutto le sue tradizionali sezioni (Internazionale, Prosa Nazionale, Progetti Speciali, Cinema, Musica, SportOpera, Letteratura, Mostre e Osservatorio).<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019offerta ricca di appuntamenti da non perdere, con <strong>pi\u00f9 di 150 eventi programmati in 31 giorni, con 68 debutti assoluti<\/strong>. Una vera festa del teatro, unica in Italia, che si avvale anche di un contributo annuo del Ministero della Cultura ed \u00e8 parte rilevante della rete Italia Festival e dell\u2019EFA (European Festival Association).<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<strong>Battiti per la pace<\/strong>\u201d \u00e8 lo slogan di questa edizione, a testimonianza del ruolo sociale che l\u2019arte pu\u00f2 e deve esercitare, veicolando le giuste pulsazioni emotive e l\u2019ossigeno vitale per ogni democrazia. Un\u2019aria nuova, non solo drammaturgica, che si potr\u00e0 respirare in 8 teatri napoletani (Mercadante, Nuovo, Sala Assoli, Sannazaro,Trianon, Politeama, Galleria Toledo e Teder), in <strong>6 spazi di Palazzo Reale<\/strong> (Teatro di Corte, Cortile delle Carrozze, Galleria del Genovese, Cortile d\u2019Onore, Giardino Romantico e Biblioteca), ma anche nella <strong>Villa Campolieto di Ercolano, al Fiordo di Furore (Sa), nel teatro Verdi e nella Sala Pasolini di Salerno, nel Centro Sociale Colonna e nei Bipiani di Ponticelli, nel teatro dell\u2019Istituto Colosimo e nella Chiesa di Donnaregina Vecchia a Napoli, nella localit\u00e0 di Foresta a Tora e Picilli (Ce), nel teatri Mulino Pacifico e Comunale di Benevento, nel Parco Urbano Pinetamare di Castelvolturno (Ce), nel Palazzo Coppola di Valle\/Sessa Cilento (Sa).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-video\"><video height=\"1080\" style=\"aspect-ratio: 1920 \/ 1080;\" width=\"1920\" controls src=\"https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/SPOT-CTF-2025.mp4\"><\/video><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche quest\u2019anno il Maestro Mimmo Paladino doner\u00e0 al Festival la sua arte e l\u2019immagine grafica della rassegna.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Internazionali<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"666\" src=\"https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Lapis_Lazuli_Evripidis_Laskaridis_@Pinelopi_Gerasimou_for_Onassis_Stegi_Highh.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2278\" srcset=\"https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Lapis_Lazuli_Evripidis_Laskaridis_@Pinelopi_Gerasimou_for_Onassis_Stegi_Highh.jpg 1000w, https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Lapis_Lazuli_Evripidis_Laskaridis_@Pinelopi_Gerasimou_for_Onassis_Stegi_Highh-300x200.jpg 300w, https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Lapis_Lazuli_Evripidis_Laskaridis_@Pinelopi_Gerasimou_for_Onassis_Stegi_Highh-768x511.jpg 768w, https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Lapis_Lazuli_Evripidis_Laskaridis_@Pinelopi_Gerasimou_for_Onassis_Stegi_Highh-750x500.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Sono 11 gli eventi internazionali del Campania Teatro Festival 2025. Il primo \u00e8 in programma il <strong>15 giugno, con replica il giorno 16, al teatro Mercadante di Napoli. <\/strong>Lo spettacolo \u00e8 \u201c<strong>Lapis Lazuli<\/strong>\u201d, un arazzo di affascinanti contrasti, originale mix di performance, danza e arti visive nato dal talento creativo di Euripides Laskaridis. L\u2019artista greco continua anche in questo lavoro, una coproduzione internazionale che coinvolge molti Paesi europei, a esplorare i temi della trasformazione e del ridicolo, mettendo insieme gli elementi grotteschi con quelli della commedia e dell\u2019orribile. Ispirato dall\u2019ipnotizzante pietra blu, nota per il suo comportamento imprevedibile sotto pressione, Laskaridis crea un nuovo mondo accattivante ed enigmatico, pieno di intriganti dualit\u00e0. A partire da quel nome, spesso declinato come pietra del cielo, che ha in s\u00e9 le contraddizioni dell\u2019arte, della bellezza e della vita. Con Angelos Alafogiannis, Maria Bregianni \/ Eftychia Stefanou, Euripides Laskaridis, Dimitris Matsoukas, Spyros Ntogas.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"666\" src=\"https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Works-and-days.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2279\" srcset=\"https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Works-and-days.jpg 1000w, https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Works-and-days-300x200.jpg 300w, https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Works-and-days-768x511.jpg 768w, https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Works-and-days-750x500.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Al<strong> teatro Verdi di Salerno<\/strong> va in scena il <strong>21 e 22 giugno \u201cWorks and days\u201d <\/strong>del collettivo teatrale fiammingo Fc Bergman, Nel 700 a.C. il poeta greco Esiodo scrisse una serie di suggerimenti sull\u2019arte dell\u2019agricoltura. Questo lavoro, intitolato \u201cOpere e giorni\u201d, \u00e8 un vero e proprio almanacco del contadino in forma di versi che associa consigli agricoli con una guida alla vita in generale. Partendo da un testo cos\u00ec lontano nel tempo, \u00e8 una moderna ed ecologica riflessione, rigorosamente senza parole, sul fragile legame tra gli esseri umani e il pianeta che li ospita. Una ode al potere inarrestabile del gruppo e alla potenza illimitata della natura, mentre una nuova era, con nuove possibilit\u00e0 e desideri, si sta facendo strada. Regia, drammaturgia e scenografia di Stef Aerts, Jo\u00e9 Agemans, Thomas Verstraeten e Marie Vinck (FC Bergman). Con Stef Aerts, Jo\u00e9 Agemans, Maryam Sserwamukoko, Thomas Verstraeten, Marie Vinck, Fumiyo Ikeda, Geert Goossens, Bonnie Elias. Musiche composte ed eseguite dal vivo da Joachim Badenhorst e Sean Carpio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>teatro Politeama di Napoli <\/strong>ospiter\u00e0 invece Il <strong>24 e 25 giugno <\/strong>&#8220;<strong>Titiz\u00e9<\/strong>&#8221; del regista, attore e coreografo svizzero Daniele Finzi Pasca. Un titolo che allude alle infinite capacit\u00e0 di essere di ognuno di noi, ma anche a un\u2019immagine da sogno che sembra uscita da un film di Fellini. Proprio come questo spettacolo teatrale acrobatico, dove la clowneria ha in s\u00e9 gli echi della Commedia dell\u2019Arte e dieci straordinari interpreti multidisciplinari ci accompagnano in universi rarefatti nei quali la meraviglia pu\u00f2 manifestarsi, volta per volta, in modo ingenuo, ingegnoso o surreale. A venetian dream, come specifica il sottotitolo, con la notte e la sua follia, le cialtronate dei buffoni, oggetti che leviteranno, acrobati che voleranno, pioggia surreale e un continuo ricreare equilibri impossibili. Un teatro dello stupore e della leggerezza, senza dover ricorrere alla parola.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rubidori Manshaft,<\/strong> ovvero Roberta Dori Puddu, e Angela Dematt\u00e8 hanno scritto insieme \u201c<strong>Alcune cose da mettere in ordine<\/strong>\u201d, lo spettacolo vincitore del Festival di Lugano nel 2023. Lo portano ora a <strong>Napoli, al teatro Mercadante il 25 e il 26 giugno<\/strong>. Nato dopo una lunga esperienza di lavoro in case di cura per anziani, \u00e8 la storia di una donna che ha da poco superato i sessant\u2019anni. I suoi pensieri, le sue domande sul percorso della vita, i suoi sogni e le sue disillusioni, ci sembrano familiari. Cos\u00ec come i ricordi e i rimpianti di un viaggio interiore e reale, struggente e ironico, nel tentativo di ridisegnare una dimensione umana che forse abbiamo smarrito. Alla ricerca, come scrive Schopenhauer, di un\u2019estetica dell\u2019esistenza. Con Roberta Bosetti e Giacomo Toccaceli. La regia \u00e8 di Rubidori Manshaft.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"666\" src=\"https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/un-domingo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2280\" srcset=\"https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/un-domingo.jpg 1000w, https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/un-domingo-300x200.jpg 300w, https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/un-domingo-768x511.jpg 768w, https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/un-domingo-750x500.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Dopo 250 repliche a Buenos Aires, accoglienze trionfali in Uruguay, Brasile, Colombia, Messico e 15 sold out al Festival di Montreal, arriva finalmente in Europa \u201c<strong>Un domingo<\/strong>\u201d, lo straordinario spettacolo di teatro-circo che si potr\u00e0 vedere <strong>il 28 e il 29 giugno al Nuovo di Napoli<\/strong>. Un progetto indipendente di Proyecto Migra e Galpon de Guevara, diretto dal regista francese Florent Bergal, con in scena Juan Fernadez, Sofia Galliano, Gabriela Parigi, Tomy Sokolowicz, Florencia Valeri e Tato Villanueva. Un\u2019immersione nella vita di una famiglia sfrontata, dove tutto trabocca, amore e odio. Un ospite \u00e8 la causa di questo disordine o \u00e8 semplicemente la vittima? La domenica pu\u00f2 essere un giorno di festa, ma questa \u00e8 decisamente speciale. Fondendo la scuola francese di circo contemporaneo con la tradizione argentina del circo \u201ccriollo\u201d, il risultato \u00e8 un fantastico mix di acrobazie, giocoleria, coreografie esotiche e teatro, nel quale i numeri e i virtuosismi circensi non sono fini a s\u00e9 stessi, ma fanno parte di una vera e propria drammaturgia teatrale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<strong>La mer a chang\u00e9 de couleur<\/strong>\u201d di Julie Kretzschmar \u00e8 l\u2019appuntamento del <strong>30 giugno<\/strong>, con due repliche nello stesso giorno, alla <strong>Sala Assoli<\/strong>. Il mare ha cambiato colore, come scrive Pasolini nel reportage sull\u2019Italia del 1959 \u201cLa lunga strada di sabbia\u201d. Una espressione semplice e poetica, ricca di significati, che illustra perfettamente la messa in scena, nata dal progetto che la regista francese ha avviato al Festival nel 2019 con il pluripremiato fotografo franco-algerino Bruno Boudjelal. La visibilit\u00e0 dei corpi, quella dei migranti africani e anglofoni che si sono stabiliti a Napoli, emerge in tutta la sua forza singolarmente universale nella riscrittura e ricomposizione di frammenti di racconti affascinanti. Narrazioni in tre lingue diverse (francese, italiano e arabo) che si sovrappongono a quelle epiche e compongono il mosaico di presenze che caratterizzano tutte le citt\u00e0 delle migrazioni africane contemporanee. Dove tanti giovani in cerca di un sogno e di un futuro, quasi sempre incerto, condividono con gli abitanti del luogo, non senza incertezze e difficolt\u00e0, pezzi di cultura e spazi di socialit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il<strong> 2 e 3 luglio<\/strong> al <strong>teatro Mercadante<\/strong> va in scena \u201c<strong>Faustus in Africa!<\/strong>\u201d, collaborazione tra William Kentridge e Handspring Puppet Company, rielaborazione della loro pluripremiata produzione del 1995. Faustus parte per un safari, ma il suo viaggio si trasforma ben presto in un concentrato di avidit\u00e0 e passione. Il tradimento del buon senso per un guadagno a breve termine, l\u2019emergenza climatica, i compromessi e gli espedienti alla base del nostro mondo, sono i temi per raccontare una storia senza et\u00e0 e l\u2019irriverente incontro con il patto faustiano, metafora dei nostri tempi. Una miscela armoniosa di teatro e burattini, con le musiche di Warrick Sony e del compianto James Phillips che accompagnano perfettamente le geniali animazioni di Kentridge. Coproduzione della Fondazione Campania dei Festival.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle stesse date, i<strong>l 2 e 3 luglio,<\/strong> Hanane Hajj Ali, figura eminente della scena culturale e artistica libanese, sar\u00e0 alla <strong>Sala Assoli<\/strong> con \u201c<strong>Jogging<\/strong>\u201d, drammaturgia di Abdullah Alkafri. Una donna di 50 anni fa la sua corsa quotidiana per le strade di Beirut con lo scopo di combattere in un colpo solo l\u2019osteoporosi, l\u2019obesit\u00e0 e la depressione. \u00c8 l\u2019occasione per restare con i propri pensieri, rivisitando i suoi sogni, i suoi desideri e le sue delusioni. Sola in scena, Hanane interpella il pubblico, attingendo al ricordo di autori come Euripide, Pasolini, Heiner, Muller e Shakespeare per rivelare la sua identit\u00e0. Incarnando differenti volti di Medea, le tante che vivono il loro percorso di dolore nella capitale libanese, intrecciandoli l\u2019uno nell\u2019altro come matrioske russe.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il teatro Nuovo, il 3 e 4 luglio, ospita invece \u201cDressing room\u201d,<\/strong> esordio come regista di Bissane al Charif, drammaturgia di Wael Ali, con l\u2019interpretazione della comica franco-siriana Hala Omran. Un appartamento ideale, dotato di una stanza dedicata agli oggetti, ai vestiti e alle scarpe, dressing room per l\u2019appunto, diventa il posto adatto per concentrare l\u2019attenzione sul corpo femminile, rivisitando l\u2019impatto delle sue trasformazioni nel corso del tempo, i suoi segni, la sua memoria, in un contesto di guerre e crisi politiche e sociali di estrema violenza. Dando voce all\u2019esperienza delle donne provenienti da vari Paesi arabi, vanno in scena la solitudine, il rapporto con il corpo e i luoghi, ma anche la capacit\u00e0 di rispondere con leggerezza, umorismo e autoderisione alle domande sulla menopausa. Quella che in arabo viene tradotta come \u201cl\u2019et\u00e0 della disperazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<strong>Reminiscenze<\/strong>\u201d di Dalal Suleiman, \u00e8 il debutto assoluto in programma <strong>il 6 e il 7 luglio al teatro Nuovo<\/strong>. L\u2019attrice italiana di origine palestinese danza e recita, portandoci con lei in un viaggio affascinante dove il protagonista \u00e8 il Mediterraneo, con la sua bellezza romantica e immortale, ispiratrice dei versi di Omero e Virgilio, ma anche dei poeti arabi e dei lirici greci di ogni tempo. Navigando le sue acque e percorrendo la sua terra, culla di civilt\u00e0 e di convivenza tra culture diverse, la poesia diventa canto, quello di Alessandra Ravizza con la sua chitarra, accompagnata da Tareq Abu Salameh (oud), Masih Karimi (tanbur e daf) e Salah Namek (cello). Una voce e una musica che attraversano il mare, calpestano la terra e ne assaporano l\u2019essenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>12 e il 13 luglio <\/strong>si potr\u00e0 invece vedere per la prima volta a Napoli, al <strong>Politeama<\/strong>, uno spettacolo della regista Christiane Jatahy. L\u2019artista brasiliana, nome di punta della scena teatrale contemporanea, propone al Campania Festival \u201c<strong>Julia<\/strong>\u201d, lo spettacolo che l\u2019ha rivelata al mondo intero. L\u2019applaudito adattamento de \u201cLa signorina Julie\u201d di Strindberg, mix perfetto di teatro e cinema, sposta la vicenda nei quartieri alti del Brasile di oggi, dove la protagonista si innamora dell&#8217;autista nero dei suoi genitori. Mademoiselle Julie \u00e8 interpretata da Julia Bernat, l\u2019attrice preferita di Christiane Jatahy, in scena con Rodrigo Od\u00e8. La guerra di classe tra padroni e servi, il confronto amoroso e il condizionamento sociale del desiderio sono evocati in questo lavoro di immagini che associa con abilit\u00e0 scene preregistrate con altre girate dal vivo, offrendo una versione scottante e moderna di una pi\u00e8ce del teatro naturalistico considerata sulfurea gi\u00e0 ai suoi tempi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa mer a chang\u00e9 de couleur\u201d, \u201cJogging\u201d, \u201cDressing room\u201d, \u201cReminiscenze\u201d, oltre al concerto dell\u2019artista italo-palestinese Nabil Bey, rientrano in un focus pi\u00f9 ampio che il Festival dedica al Mediterraneo e alle sue creazioni contemporanee.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Prosa Nazionale<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Sono 41 gli spettacoli della sezione dedicata alla Prosa Nazionale del Campania Teatro Festival 2025, 31 dei quali al debutto assoluto<\/strong>. La maggior parte sono in programma in 7 teatri napoletani (Mercadante, Politeama, Sannazaro, Nuovo, Trianon, Sala Assoli e Galleria Toledo), mentre Villa Campolieto a Ercolano sar\u00e0 lo scenario suggestivo l\u20198 e il 9 luglio dell\u2019Edipo Re diretto da Luca De Fusco.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il teatro Mercadante di Napoli ospiter\u00e0 7 eventi, a partire dal 18 giugno. <\/strong>Frutto del laboratorio permanente di teatro e disabilit\u00e0 della compagnia transadriatica Factory di Lecce, e in alleanza produttiva con la Fondazione Sipario Toscana, approda sulle tavole dello spazio di piazza Municipio, <strong>\u201c(H)amleto\u201d,<\/strong> un\u2019indagine sul corpo non conforme attraverso lo sguardo e le parole non conformi che accompagnano la discesa nell\u2019abisso shakespeariano. Un gruppo misto di persone con e senza disabilit\u00e0 si confronta con la tragedia per eccellenza, ne scandaglia i temi e le possibilit\u00e0, provando a rivendicare la propria esistenza, quell\u2019esserci, quel \u201cto be\u201d che ci fa aggrappare alla vita anche quando ne perdiamo il senso. Le parole di questo \u201c(H)amleto\u201d sono scritte da una penna non conforme, quella di Fabrizio Tana, autore e attore con la sindrome di Down. Un parto libero di pensieri raccolti per pi\u00f9 di un anno, attraverso messaggi e lettere scambiati con le guide, parole in cui persona e personaggio si confondono, inventando una grammatica speciale, essenziale ed esistenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>La narrazione dal punto di vista femminile delle dinamiche nascoste che regolano i rapporti all\u2019interno di una coppia \u00e8 il tema di \u201cSecondo lei\u201d, lo spettacolo del 19 giugno, scritto e diretto da Caterina Guzzanti, che ne \u00e8 anche interprete con Federico Vigorito. L\u2019amore, che dovrebbe essere un luogo sicuro e sano, diventa un silenzioso campo di battaglia in cui fraintendimenti e necessit\u00e0 si confondono e affondano in un pantano inevitabile di aspettative tradite e promesse sistematicamente rimosse, imprigionando i due protagonisti in ruoli precisi e precari, mentre bramerebbero solo di essere accettati. Il bisogno di realt\u00e0, di cercare una soluzione tangibile alla distanza creatasi, irrompe e rimbomba nelle loro vite, ne condiziona prepotentemente i pensieri e le scelte, lasciandoli sopraffatti da un sentimento di imbarazzo e di inadeguatezza. Un testo teatrale che invita a riflettere su come la nostra cultura e la societ\u00e0 continuino a condizionare in modo invalidante le donne e gli uomini nelle scelte principali, nelle relazioni, nei legami pi\u00f9 intimi.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno spettacolo-concerto che intreccia e fonde due mostri sacri della cultura napoletana, Eduardo De Filippo e Pino Daniele, in un unico flusso melodico e poetico, mescolando le tematiche comuni, fino a farle diventare una voce sola, attraverso arrangiamenti musicali e tessiture drammaturgiche. \u00c8 l\u2019idea originalissima di \u201cNapule \u00e8 \u2026milionaria\u201d, protagonista Mariangela D\u2019Abbraccio, che lega, a partire dai chiari riferimenti del titolo, due artisti geniali che hanno segnato l\u2019evoluzione moderna del teatro e della musica napoletana e non solo, attingendo sapientemente alle tradizioni popolari, ma emancipandone tematiche e linguaggio. A dieci anni dalla scomparsa di Pino Daniele, Mariangela D\u2019Abbraccio propone questo omaggio congiunto e vitalissimo, accompagnata in scena il 22 giugno al Mercadante, dai Musica da ripostiglio (Luca Pirozzi, Luca Giacomelli, Raffaele Toninelli, Emanuele Pellegrini) e dalla fisarmonica di Gianluca Casadei, musicisti con i quali collabora da molti anni. La regia \u00e8 di Francesco Tavassi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le difficolt\u00e0 delle donne in un mondo maschile, quello della televisione e dello spettacolo. Affronta un tema scottante \u201cRagazze all\u2019ingrosso\u201d di Rossella Pugliese, in scena al Mercadante il 28 e 29 giugno. Protagoniste Euridice Axen, Giusy Frallonardo , Lia Zinno e la stessa Pugliese, per la regia di Nadia Baldi, il lavoro teatrale ci riporta, con estrema ironia, musica e atmosfere surreali, negli anni d\u2019oro della televisione, provando anche a rispondere ad alcune domande: quanto siamo disposti a sporcarci per assecondare desideri e perversioni che vanno oltre la legalit\u00e0 e il buon senso? Quanto siamo disposti a fare e a farci male? Interrogativi che emergono ripercorrendo la storia vera di alcune donne, oggetti nelle mani di uomini di potere. Quello di ieri, ma soprattutto quello di oggi, espresso attraverso il successo e la notoriet\u00e0, passando spesso per il giogo della sottomissione e della perdita d\u2019identit\u00e0. I costumi sono di Carlo Poggioli, le musiche di Ivo Parlati, scenografi Paolo Iammarrone e Vincenzo Fiorillo. Coproduzione della Fondazione Campania dei Festival con l\u2019Associazione Deneb.<\/p>\n\n\n\n<p>Un racconto perfetto. Cos\u00ec i critici di ogni tempo hanno definito \u201cScottature\u201d, piccolo gioiello della letteratura firmato da Dolores Prato nel quale si condensa l\u2019universo poetico di una grande scrittrice del \u2018900. Elegante, suadente, scorrevole, ricco di simbolismi e di immagini formidabili, questo inno alla vita e alla poesia diventa ora melologo, una messa in scena di Michela Cescon interpretata da Anna Foglietta e da una polistrumentista, in programma al Mercadante il 5 luglio. Una partitura, un pentagramma, per raccontare la storia dell\u2019uscita nel mondo di una ragazza cresciuta in convento. Una scelta che per gli altri significa scottarsi, bruciarsi, ma che la giovane compie per diventare veramente s\u00e9 stessa. Tra ustioni e accartocciamenti, riesce cos\u00ec, con una rivoluzione silenziosa e implacabile, a essere donna a modo suo. \u00c8 l\u2019inizio dell\u2019et\u00e0 adulta, delle prime scelte importanti, di un senso di estraneit\u00e0 e di abbandono che Dolores Prato, la pi\u00f9 grande narratrice italiana del secolo, secondo il critico Andrea Cortellessa, si trasciner\u00e0 per l\u2019intera esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei pi\u00f9 grandi pianisti del Novecento, Arturo Benedetti Michelangeli, famoso per la perfezione delle sue esecuzioni e per la cura maniacale delle sue interpretazioni, viene raccontato in una notte di incontri immaginari con i suoi compositori preferiti (Chopin, Rachmaninoff, Beethoven, Mozart, Ravel), quelli su cui ha speso tutta la sua arte oltre che l&#8217;intera vita. \u00c8 questo il plot narrativo di \u201cUna notte di Arturo Benedetti Michelangeli (con i suoi fantasmi)\u201d, drammaturgia e regia di Giovanni Greco, protagonista Moni Ovadia. Prodotto da La Fabbrica dell\u2019Attore Teatro Vascello, lo spettacolo, in scena il 7 luglio al Mercadante, prende spunto dalla biografia del grande artista ed \u00e8 ambientato nel suo esilio in Svizzera, alle prese con la preparazione di un concerto unico. Un omaggio alla musica come linguaggio universale e un viaggio nella solitudine popolata di presenze di uno dei pi\u00f9 grandi compositori di tutti i tempi, proposto attraverso le sue memorabili performances, anche dialettiche. \u201cLa cattiva musica mi disturba, ma la musica meravigliosa mi disturba ancora di pi\u00f9\u201d, sosteneva. Virtuosismo, disciplina e verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa storia di un amore, ma anche la storia di un sogno, un sogno d\u2019amore per una donna mai conosciuta, ma ammirata sempre da lontano, nel silenzio e nel buio. Insieme a migliaia di altri occhi. Questa donna \u00e8 Pina Bausch\u201d. Cos\u00ec Giuseppe Sollazzo presenta, nell\u2019incipit delle note di regia, il suo \u201cQuando la finirai con Pina Bausch?\u201d, lo spettacolo in scena il 12 e il 13 luglio al Mercadante, con i movimenti coreografici di Beatrice Libonati, danzatrice e storica collaboratrice della Bausch. La drammaturgia, curata dallo stesso Sollazzo, attinge a diverse fonti. \u201cDa una parte le suggestioni ispirate all\u2019immaginario di Pina Bausch, dall\u2019altra a frammenti della sua vita: dalla partenza per New York, all\u2019infanzia nel ristorante dei genitori, ai rapporti con i danzatori. Dando ad una voce off il compito di restituire la semplicit\u00e0 e la profondit\u00e0 delle sue parole. In scena agisce un nucleo di attori e danzatori professionisti, ai quali si aggiungono interpreti non professionisti. Con Paolo Romano Roberta Cacace Maurizio Murano, Michele Romeo, Fortuna Montariello, Massimo Nota, Antonio Tomberli, Brunello de Feo, Cristina Sica, Enzo Barone, Stefania Valli.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono 8 gli spettacoli in programma anche al teatro Nuovo di Napoli. Il 14 giugno Massimo Venturiello e il Quartetto Klezmer propongono nello spazio di via Montecalvario \u201cLa creatura del desiderio\u201d, tratto dall\u2019omonimo libro di Andrea Camillleri, del quale si celebra quest\u2019anno il centenario della nascita. Siamo nel 1912. Un anno dopo la morte di Gustav Mahler, la sua giovane vedova, Alma, incontra il pittore Oskar Kokoschka. Tra i due nasce una storia d\u2019amore dirompente, fatta di erotismo, creativit\u00e0 e drammatica intensit\u00e0, ma dopo due anni la donna pone fine a questa febbrile relazione. Kokoschka, devastato dall\u2019abbandono, parte per la guerra con il cuore in pezzi. Al suo ritorno, traumatizzato dal conflitto e incapace di superare il dolore della perdita, commissiona una bambola con le sembianze di Alma, un surrogato inquietante della donna amata. In un tempo in cui le relazioni si riflettono sempre pi\u00f9 spesso nella superficialit\u00e0 del virtuale, l\u2019adattamento e la regia di Venturiello esplorano dinamiche antiche e attualissime: il bisogno d\u2019amore che si confonde con il dominio, il confine sottile tra passione e ossessione, il tragico destino di chi non riesce ad accettare il rifiuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 16 giugno il Teatro Filodrammatici di Milano porta in scena al Nuovo \u201cWild. Chi ricorda Edward Snowden?\u201d del drammaturgo britannico Mike Bartlett, adattamento e regia di Bruno Fornasari, con Marta Belloni, Michele Correra ed Enrico Pittaluga. Ispirato a fatti reali, lo spettacolo racconta la storia di un ex tecnico della Cia, ricercato numero uno al mondo dopo Julian Assange, accusato di aver svelato un sistema di sorveglianza di massa che permetteva alla Nsa americana di spiare chiunque. Andrew, il protagonista, ospitato in una stanza d\u2019albergo dalla Russia di Putin, che cavalca una ghiotta occasione di apparire liberale e attento alla protezione della privacy dei cittadini di tutto il mondo, riceve la visita separata di due persone, nominate solo come Uomo e Donna, che gli offrono protezione. Nessuno pu\u00f2 essere sicuro della loro onest\u00e0. L\u2019opera teatrale, che ha in s\u00e9 lievi echi kafkiani, esplora l\u2019idea che l\u2019identit\u00e0 individuale sia la prima vittima di un mondo pericolosamente incerto e controllato dalla tecnologia. E pensare che il testo di Bartlett \u00e8 stato scritto nove anni fa\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVenere e Adone\u201d e \u201cLo stupro di Lucrezia\u201d sono due poemetti narrativi, composti da Shakespeare tra il 1593 e il 1594, quando i teatri londinesi erano chiusi a causa della peste. Dei due capolavori shakespeariani, gli unici attribuibili con certezza al Bardo, Valter Malosti ha prima elaborato una policroma traduzione e poi, a partire dai suoi precedenti spettacoli del 2007 e del 2012, ha ideato, in collaborazione con GUP Alcaro, altrettante versioni in forma di concerto e senza pi\u00f9 scena, se non quella, ricchissima e potentissima, creata da voce e suono. Ne \u00e8 nato \u201cShakespeare\/Poemetti\u201d, in programma al Nuovo il 18 e il 19 giugno. Un\u2019occasione per riscoprire questo straordinario dittico contrappuntato e, attraverso il genio del suo autore, le infinite variazioni, declinazioni e contraddizioni dell\u2019amore, ma anche, riprendendo un episodio dell\u2019antica storia romana, le conseguenze dello stupro visto dalla parte di una donna e l\u2019acutissima e attualissima indagine nella psiche del carnefice.<\/p>\n\n\n\n<p>La vita di Eduardo \u00e8 uno scrigno di meraviglie e di fatti inattesi, poco conosciuti o addirittura tenuti celati, nascosti dal tempo e da un silenzio dissuasivo. Dopo un\u2019accurata ricerca, Fabio Pisano porta in scena con \u201cEduardo c\u2019est moi\u201d, lo spettacolo atteso al Nuovo il 21 giugno, alcuni aspetti particolari del grande drammaturgo napoletano: la giovinezza, i sentimenti, il rapporto con la politica e quelli familiari. Un racconto fatto di immagini, di flashback, di curiosit\u00e0 e di vere e proprie scoperte. Perch\u00e8 se \u00e8 vero che di un artista restano le opere, \u00e8 ancor pi\u00f9 vero che di un uomo resta la vita. Con Fabio Pisano, Raffaele Ausiello, Francesca Borriero e Sergio Del Prete. Musiche originali eseguite dal vivo da Giuseppe Di Taranto.<\/p>\n\n\n\n<p>Una piccola penisola affacciata sul mare, un luogo sospeso nel tempo, ancorato a un passato quasi primitivo. Qui, sopravvive una comunit\u00e0 minuscola, aggrappata a una quotidianit\u00e0 e a ritmi a noi ormai quasi del tutto estranei. Partendo da questo habitat, \u201cMisurare il salto delle rane\u201d &#8211; tredicesima produzione di Carrozzeria Orfeo \u2013 in scena il 24 e 25 giugno al teatro Nuovo, si propone come un\u2019indagine poetica e tragicomica sulla condizione umana contemporanea: un viaggio nell&#8217;intimit\u00e0 di tre esistenze femminili, interpretate da Elsa Bossi, Chiara Stoppa e Marina Occhionero, che si specchiano l&#8217;una nell&#8217;altra in un dialogo costante tra passato e presente. Misurare il salto delle rane \u00e8 un titolo enigmatico, evocativo, che rimanda ad un immaginario concreto, ma allo stesso tempo simbolico e misterioso. La rana, creatura anfibia, vive tra due mondi: l\u2019acqua e la terra. \u00c8 il simbolo del passaggio, della metamorfosi, della capacit\u00e0 di adattarsi e trasformarsi, ma \u00e8 anche una creatura resiliente, simbolo di fecondit\u00e0 e di forza primitiva. Misurare il salto delle rane \u00e8, di conseguenza, un atto che richiama la volont\u00e0 di comprendere l\u2019incomprensibile, di fissare l\u2019indefinito: quanto \u00e8 grande il nostro slancio? Dove ci porta il nostro coraggio? E soprattutto, cosa accade nello spazio tra il punto di partenza e quello di arrivo? Lo spettacolo, geniale drammaturgia di Gabriele Di Luca, che ne \u00e8 anche regista con Massimiliano Setti, \u00e8 dunque un invito a confrontarsi con i propri limiti, a cercare la bellezza nei gesti semplici e nei momenti di sospensione. Coproduzione della Fondazione Campania dei Festival.<\/p>\n\n\n\n<p>Pochi in Italia conoscono Nikola Tesla, geniale scienziato ed inventore. L\u2019occasione di scoprire la sua personalit\u00e0, controversa e originale, ci viene offerta da \u201cNikola Tesla-Genio compreso\u201d in scena il 9 luglio al Nuovo, scritto, diretto e interpretato da Max Mazzotta. Trasferitosi a New York dalla Croazia, Tesla non solo contribu\u00ec allo sviluppo di strumenti e tecnologie che si basavano su studi teorici, ma era anche convinto che l\u2019energia si potesse ottenere dalla natura terrestre senza inquinarla e che potesse essere gratuita per tutti. Questa \u201cutopia\u201d, come sappiamo, non si realizz\u00f2 mai. Lo spettacolo vuole essere, dunque, una riflessione pi\u00f9 ampia sui danni irreparabili e le conseguenze etiche e morali che il progresso senza scrupoli ha avuto sul clima, sulla salute del nostro pianeta e sugli uomini. Con Marina Sorrenti, Francesco Maria Cordella, Alessandro Castriota Scanderbeg, Graziella Spadafora, Pasquale Mammoliti e Claudia Rizzuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il desiderio di approfondire il delicatissimo equilibrio e l\u2019indefinibile fuggevolezza dei meccanismi sentimentali e comportamentali della relazione a due, con particolare attenzione alla forma del dialogo, \u00e8 il punto di partenza di \u201c<strong>Due<\/strong>\u201d, progetto, drammaturgia, regia e interpretazione di Elena Bucci e Marco Sgrosso, in programma al Nuovo l\u201911 luglio. In un luogo deserto, una vecchia casa con grandi finestre \u00e8 circondata dall\u2019acqua. Dentro ci sono due esseri: sono umani o di un altro pianeta? Sembrano uomo e donna, ma ruoli e generi slittano e si invertono. Sono moglie e marito, sorella e fratello, amanti, figlio e madre, padre e figlia, sono duellanti e complici, nemici e alleati, vittima e carnefice? Litigano, duettano, cantano. Sono vivi o morti, veri o finti? Attori in prova o fantasmi generati dall\u2019immaginazione di un autore che poi li ha messi alla porta, escludendoli dalle sue opere? I due passano attraverso le molteplici sfumature della loro relazione dialogando quasi ininterrottamente, come se il silenzio fosse insopportabile o come se, tacendo, diventassero pi\u00f9 presenti le minacce che arrivano dal misterioso mondo di fuori. \u00c8 la solitudine? \u00c8 la fine? Si consolano raccontando favole antiche mai scritte o riesumate da libri ormai introvabili, distrutti dall\u2019acqua che si \u00e8 infiltrata ovunque. Siamo in un teatro o su un set? I mormorii e le urla che si odono in lontananza sono veri o ricreati ad arte? Sono segni di guerra, di disperazione o di una pacifica rivoluzione?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"666\" src=\"https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DSC2474a-Foto-di-scena-\u00a9-Gianmarco-Chieregato.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2282\" srcset=\"https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DSC2474a-Foto-di-scena-\u00a9-Gianmarco-Chieregato.jpg 1000w, https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DSC2474a-Foto-di-scena-\u00a9-Gianmarco-Chieregato-300x200.jpg 300w, https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DSC2474a-Foto-di-scena-\u00a9-Gianmarco-Chieregato-768x511.jpg 768w, https:\/\/ecampania.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DSC2474a-Foto-di-scena-\u00a9-Gianmarco-Chieregato-750x500.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cNon ce la faccio pi\u00f9 a sentir parlare di patria: un trogolo dove tutti ci mettono il muso per non ascoltare la propria coscienza\u201d. \u00c8 questa una delle battute pi\u00f9 efficaci e pi\u00f9 attuali di \u201c<strong>Sissi l\u2019imperatrice<\/strong>\u201d, scritto e diretto da Roberto Cavosi, protagonista Federica Luna Vincenti con Milutin Dapcevic, Ira Nohemi Fronten, Claudia A. Marsicano e Miana Merisi. Lo spettacolo, che si potr\u00e0 vedere al <strong>teatro Nuovo il 13 luglio<\/strong>, \u00e8 il racconto dell\u2019inquieta e tormentata vita di Elisabetta d\u2019Austria, nota al grande pubblico per la fortunata trilogia cinematografica con Romy Schneider. Attenta alle questioni sociali, antimperialista e disgustata dalle atrocit\u00e0 delle guerre che divampano, in eterno lutto per la scomparsa assurda di due dei suoi figli, Sissi si dedica maniacalmente alla cura del suo corpo, alla scelta della sua acconciatura e delle scarpe, forse proprio per creare una barriera al senso di morte che le aleggia intorno. Profetessa dell\u2019imminente crollo dell\u2019Impero Asburgico, ci mostra quel mondo come paradigma del nostro mondo, di un presente in cui le piaghe della sopraffazione, del razzismo e della guerra sono pi\u00f9 virulente che mai. La sua sensibilit\u00e0 ferita parla a tutti noi, alle nostre ferite. \u201cVi prego, dottore: ordinatemi di vivere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alla Sala Assoli di Napoli sono in programma 10 appuntamenti di Prosa Nazionale. <\/strong>Il 14 giugno il Campania Teatro Festival e il suo direttore artistico Ruggero Cappuccio rendono omaggio a Enzo Moscato ospitando Pi\u00e8ce Noire (Canaria), il testo vincitore del Premio Riccione per la drammaturgia nel 1985 che impose Moscato all\u2019attenzione del panorama teatrale nazionale. Una scrittura in cui emersero tutti gli elementi che poi hanno caratterizzato il suo teatro, in particolare l\u2019invenzione di una lingua capace di unire tradizione e contemporaneit\u00e0, che lo ha connesso con altri autori del Novecento come Artaud, Genet e Pasolini. A quarant\u2019anni esatti si ricorda quell\u2019evento con un nuovo allestimento del lavoro, con l\u2019adattamento e la regia di Giuseppe Affinito, attore della Compagnia Enzo Moscato cresciuto nel solco del grande drammaturgo, e con in scena Cristina Donadio, interprete storica del teatro di Moscato. Ad accompagnarli una compagnia di giovani e talentuosi interpreti.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno spettacolo che nasce dall\u2019esigenza di approfondire attraverso le arti performative le connessioni tra la cultura turca e quella italiana, lavorando sulle suggestioni scaturite dalle possibili contaminazioni. Questo \u00e8 \u201c<strong>exPOST<\/strong>\u201d, ideazione, drammaturgia, regia e azione di Mauro Maurizio Palumbo, in scena alla <strong>Sala Assoli il 16 giugno<\/strong>, dopo il debutto del mese precedente a Istanbul. Partendo dal titolo, che prende spunto dal latino e indica qualcosa \u201cfatta dopo\u201d, si vuole far riflettere sulla storia dell\u2019uomo nelle relazioni temporali, con uno sguardo inevitabile all\u2019attuale iperconnessione che vive attraverso i social network. L\u2019osservazione di relazioni interpersonali e il concetto di alterit\u00e0 sono il motore di un processo creativo in costante divenire.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>19 e 20 giugno <\/strong>va in scena invece <em>\u201cIn riva al mare\u201d <\/em>dell\u2019autrice francese V\u00e9ronique Olmi, un progetto di Francesco Frongia, con Ginestra Paladino e l\u2019intervento per la parte visiva e scenografica di Mimmo Paladino. Una madre decide di regalare ai suoi due piccoli figli una gita al mare. Gli fa saltare la scuola, li porta sull\u2019autobus, in un difficile viaggio notturno sotto una pioggia battente. Lei ha paura di farsi notare e anche i suoi figli provano un certo imbarazzo: la vergogna dei poveri. Quando arrivano a destinazione, i sogni si scontrano con la realt\u00e0. Ispirato a una drammatica storia vera, questo breve e intenso monologo ci racconta, attraverso una scrittura lirica, la disperazione di una madre che ama e si illude di poter rendere felici i suoi figli, ma anche di un mondo che non sa pi\u00f9 aiutare. \u201cIn riva al mare\u201d, come scrive Francesco Frongia nelle note di regia, \u00e8 un grido disperato che arriva al cuore, denunciando il male peggiore della nostra epoca: l\u2019indifferenza. Produzione del Teatro dell\u2019Elfo di Milano con la Fondazione Campania dei Festival.<\/p>\n\n\n\n<p>Liberamente ispirato a \u201c<strong>Diario di una scrittrice<\/strong> \u201c di Virginia Woolf \u00e8 \u201c<strong>Diario di un\u2019attrice<\/strong>\u201d, lo spettacolo di e con Federica Bognetti, che ne cura anche la regia, in scena alla Sala Assoli il 22 giugno. \u201cCome per la scrittrice l\u2019inizio \u00e8 una pagina vuota, cos\u00ec nella vita dell\u2019attrice la scena \u00e8 vuota, una pagina bianca da riempire, sulla quale creare, immaginare. Il paradosso dell\u2019attore \u00e8 quello di essere al contempo la pagina bianca e colui che la riempie e la fa vivere\u201d, scrive Federica-Virginia. E affronta, attraverso un flusso di coscienza nel quale prendono corpo e voce, alcuni temi cari alla Woolf come la memoria, la creazione e la guerra. Attingendo non solo dal suo diario, ma anche da \u201cMomenti di essere\u201d, raccolta di ricordi e scritti autobiografici, e da \u201cLe Onde\u201d, certamente la sua opera pi\u00f9 sperimentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre alla Sala Assoli, il 25 giugno \u00e8 in programma \u201c<strong>Geltrude, Lucia e le altre<\/strong>\u201d di e con Eleonora Mazzoni, con la regia di Simonetta Solder e la voce fuori campo di Lino Guanciale. Liberamente tratto da \u201cIl cuore \u00e8 un guazzabuglio\u201d della stessa Mazzoni, lo spettacolo ci fa scoprire, partendo dai personaggi femminili pi\u00f9 emblematici dei \u201cPromessi Sposi\u201d e da Giulia Beccaria ed Enrichetta Blondel, un Manzoni dinamico, inquieto, libero, sempre alla ricerca del nuovo e dell\u2019avanguardia in ogni campo. Anche attraverso la creazione nel suo capolavoro letterario di figure di donne in grado di rappresentare un universo ricco e variegato. Ironico e affabile conversatore, ambizioso, ma sempre alla mano, l\u2019uomo Manzoni che riaffiora dalle quasi duemila lettere che ci ha lasciato \u00e8 lontano anni luce dal personaggio austero e impolverato che ci \u00e8 stato tramandato tra i banchi di scuola. Con lo sguardo grave e mesto, come nel celebre ritratto di Francesco Hayez che troneggia su ogni libro a lui dedicato.<\/p>\n\n\n\n<p>Una storia, ispirata a una vicenda reale, di violenza tra donne, solidariet\u00e0 mancata e amore difficile e nascosto. Questo \u00e8, in estrema sintesi, \u201cHijos de Buddha\u201d di Nicol\u00f2 Sordo, regia di Alessandro Rossetto, il lavoro teatrale ospitato in Sala Assoli il 27 giugno. Maria Sanchez Misericordia \u00e8 una badante buddista, cleptomane e quasi alcolizzata, che cerca disperatamente l\u2019amore in chiunque sia disposto a darglielo. E\u2019 spagnola, approdata a Roma per motivi che forse anche lei non ricorda. Sfrutta la bellezza di GiraGira, una ragazza arrivata dall\u2019Africa con un figlio, facendola prostituire per un permesso di soggiorno che non \u00e8 in grado di farle avere. Quando GiraGira estinguer\u00e0 il suo debito e otterr\u00e0 i documenti, Maria Sanchez pagher\u00e0 la propria infelicit\u00e0 a prezzo intero. Intanto, Maria parla con Buddha\u2026che le risponde. Un racconto working class, senza work e senza class, dove uscire dalla miseria non \u00e8 solo una questione di soldi. Con Marina Romondia, Fatou Malsert e Alejandro Bruni.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre fratelli, Gabriele, il pi\u00f9 grande, con la passione per i viaggi. Ha lasciato casa da poco, alla ricerca di qualcosa di nuovo. Anna, quella di mezzo, sempre attaccata alla sua macchina fotografica. Davide, giovane e ribelle, sicuro delle sue idee, arrabbiato e ingenuo. Sono i protagonisti di \u201c<strong>Sarajevo<\/strong>\u201d di Biagio Di Carlo e Mario Gelardi, che \u00e8 anche regista dello spettacolo in programma alla Sala Assoli il 6 luglio. Gabriele torna a casa dopo una lunga assenza, vuole parlare solo con i suoi fratelli, ricostruire i pezzi di una vita segnata da un segreto. Il padre \u00e8 morto da poco, la madre, fotografa di guerra, attaccata alla bottiglia per la maggior parte del tempo. Sullo sfondo di una guerra etnica che ha lasciato ferite indelebili, ci sono nuove vittime che cercano posto a Sarajevo. Che cos\u2019\u00e8 una famiglia? Occorre avere lo stesso sangue per definirsi fratelli? Una storia sul valore della propria identit\u00e0, sull\u2019idea di chi siamo e di chi vorremmo essere. Con Giovanna Sannino, uno dei volti pi\u00f9 amati di \u201cMare fuori\u201d, Luca Ambrosino e Franceso Ferrante, interpreti della serie Rai \u201cIl Clan\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn testo che insegue la possibilit\u00e0 di stare al mondo con decenza. Per farlo a noi umani non resta che accettare la nostra dimensione temporale, il nostro essere di passaggio, la necessit\u00e0 di una contrattazione in continuo movimento dei gesti civili e sentimentali\u201d. Cos\u00ec Silvio Perrella, scrittore e critico letterario, descrive il suo <strong>\u201cPurgatorio dei viventi\u201d<\/strong>, opera teatrale diretta da Ettore Nigro e con Anna e Clara Bocchino, in programma alla <strong>Sala Assoli l\u20198 luglio<\/strong>. Il Purgatorio come regno del tempo, luogo dell\u2019abitare, pronto ad accogliere comunit\u00e0 di umani in dialogo tra loro, mutevole come il mare, dove ogni cosa viene misurata dai confini della prossimit\u00e0. \u201cE\u2019 per questo \u2013 rivela Perrella- che nel \u201cPurgatorio dei viventi\u201d si tesse l\u2019elogio del grigio, un colore che sembrerebbe minore rispetto a cromie pi\u00f9 squillanti e perentorie, ma che invece ha nel suo grembo tutta la gamma degli altri colori, perch\u00e9 \u00e8 per l\u2019appunto una cromia relazionale, l\u2019emblema di chi sa e vuole stringere la mano altrui\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Sala Assoli ospita il 10 luglio anche \u201cNinfa plebea. La fiaba\u201d, <\/strong>l\u2019adattamento di Rosalba di Girolamo del romanzo di Domenico Rea che si aggiudic\u00f2 il premio Strega nel 1993. La storia di Miluzza, adolescente traboccante sensualit\u00e0 e purezza, rivive nella sua ambientazione da fiaba, attraverso il linguaggio sporco e incantato, dolcissimo e brutale dello scrittore e giornalista napoletano. Una favola contemporanea grigia e colorata, una riflessione sull\u2019abuso del forte sul debole e del grande sul piccolo, che racconta le esperienze di vita di una stella terrena che in un mondo fatto di orchi, streghe e matrigne riesce comunque a trovare una strada, la sua strada. In scena Peppe Lanzetta (Nonno Fafele) e Rosalba Di Girolamo (Miluzza adulta) fanno da narratori, assumendo, in un continuo gioco di ruoli, i volti e le voci dei tanti personaggi evocati, mentre una cantante e una giovanissima danzatrice ne sono il contraltare e incarnano Miluzza in altri momenti della vita. Consulenza alla sceneggiatura di Lucia Rea.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cMirare-sparare-fiorire\u201d,<\/strong> studio per un innesco, \u00e8 lo spettacolo di e con Martina Carpino, Simona Fredella e Francesca Morgante, in scena alla Sala Assoli l\u201911 luglio. Mantenere un\u2019integrit\u00e0 psico-fisica ben salda. Questa \u00e8 la condizione esistenziale fondamentale per tre individui adulti di sesso femminile. Il venerd\u00ec si allenano insieme in palestra con il loro personal trainer, dividendo il costo della lezione. Mentre le implacabili voci della radio scandiscono e riempiono lo spazio-tempo, il chiacchiericcio sul processo evolutivo delle loro vite diventa sempre pi\u00f9 incalzante, fino a quando un evento non previsto le metter\u00e0 faccia a faccia con il senso di vuoto. Da attraversare senza averne paura, mettendosi in discussione, rimboccandosi le maniche. Pronte a fiorire.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il teatro Sannazaro ospiter\u00e0 6 spettacoli di Prosa Nazionale. <\/strong>Il primo, il 20 e 21 giugno, \u00e8 \u201cLa Principessa di Lampedusa\u201d di Ruggero Cappuccio, diretto e interpretato da Sonia Bergamasco. Una partitura di sentimenti e un concerto di emozioni, raccontate attraverso il vitalismo di un\u2019anima sublime. Quella di Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cut\u00f2, madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l\u2019autore de \u201cIl Gattopardo\u201d. Una donna coraggiosa, carismatica, risoluta e complessa, che si staglia con la sua modernit\u00e0 tra le macerie di una Palermo ferita dai bombardamenti del maggio 1943. Trovando le parole per lasciarsi trasportare e trasportarci nell\u2019 \u201cimpetuoso flusso onirico\u201d dei ricordi che assediano la vita terrena, anche attraverso una linea musicale orchestrata con sapienza dal compositore Marco Betta e da Ivo Parlati. \u201cLa forza della natura siciliana, la seduzione di oscure energie elleniche, gli d\u00e8i, il sangue, le guerre e l\u2019anelito alla bellezza -come scrive Cappuccio-sono il campo magnetico in cui la Principessa, ancora attratta dal fascino dei corpi, apre un duello per raggiungere la liberazione\u201d. Coproduzione della Fondazione Campania dei Festival.<\/p>\n\n\n\n<p>Un percorso di ricerca rivolto a un pubblico esclusivamente di donne (cis, trans e non binary). Questo, e non solo questo, \u00e8 l\u2019originale \u201cSvelarsi\u201d, diretto da Silvia Gallerano, spettacolo, esperimento, serata, happening, sabba, pigiama party, assemblea\u2026 qualcosa di indefinito e di indefinibile, proposto al Sannazaro il 22 giugno. Un momento di riflessione piuttosto allegro su temi come il femminismo, l\u2019umiliazione, la rivalsa, il senso di colpa, l\u2019autodeterminazione. Una serata per sole donne, che genera parecchie risate e una smodata sorellanza. A partire da quella nuda primavera del corpo femminile che il titolo rivela. Un\u2019esperienza immersiva, necessaria, contagiosa, da far vedere a pi\u00f9 donne e ragazze possibili. Risponde chi se la sente ed \u00e8 interessata a rispecchiarsi. Di e con Giulia Aleandri, Elvira Berarducci, Smeralda Capizzi, Benedetta Cassio, Livia De Luca, Chantal Gori, Giulia Pietrozzini, Silvia Gallerano, con il contributo di Serena Dibiase e la voce di Greta Marzano.<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre al Sannazaro il 23 giugno \u00e8 atteso e spicca \u201cIl volo\u201d, spettacolo multisensoriale per bambine e bambini neurodivergenti creato e diretto da Francesco Campanile, che ne \u00e8 anche interprete con Elena Francesca Tarallo. La storia di Kim, un uccellino che desidera volare, ma ha le ali troppo piccole per farlo, diventa quella dell\u2019incontro da cui nascer\u00e0 una tenera amicizia e l\u2019aiuto per librarsi finalmente in cielo. Un viaggio di scoperta che prevede l\u2019animazione di un colorato pupazzo e l\u2019utilizzo di oggetti dai materiali diversi, di suoni, odori e atmosfere, per favorire le risposte adattive agli stimoli esterni e lo scambio affettivo con i performers. Un progetto di Teatri di Carta, in collaborazione con il teatro Sannazaro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il teatro Franco Parenti di Milano, in coproduzione con il Centro Teatrale Bresciano e con la Fondazione Campania dei Festival, propone il 26 e il 27 giugno al teatro Sannazaro \u201cLa Storia\u201d, liberamente ispirato all\u2019omonimo capolavoro di Elsa Morante. Lo spettacolo, ideato e diretto da Franco Cabra, \u00e8 un viaggio appassionato nelle vicende di Iduzza, dei suoi due figli Nino e Useppe e dei numerosi personaggi del romanzo. Un corale e commovente intreccio di destini in lotta con gli ingranaggi spesso incomprensibili della Storia. Quella con la S maiuscola, lo scandalo che dura da diecimila anni, come era scritto nel sottotitolo di copertina della prima edizione del 1974. La drammaturgia, serrata e affascinante, \u00e8 dello scrittore Marco Archetti. Gli interpreti sono Franca Penone, Alberto Onofrietti e Francesco Sferrazza Papa.<\/p>\n\n\n\n<p>Un interessante sequel uscito dalla penna di Livia Castiglioni, in scena il 29 giugno al Sannazaro con la regia di Alberto Oliva, \u00e8 \u201cAfter Kostja-il Gabbiano di Cechov vent\u2019anni dopo\u201d. A distanza di tanto tempo dal tragico finale del capolavoro che tutti conosciamo, ritroviamo Nina e Arkadina, interpretate da Sarah Biacchi e Alessandra Frabetti. La Russia \u00e8 investita dal vento della rivoluzione, ed \u00e8 in quel profondo vento invernale che Nina bussa alla porta dell\u2019antica casa del lago per salvare Arkadina, che vive completamente sola, dagli attacchi dei contadini. Arkadina, tuttavia, le propone un gioco al massacro fra attrici, non avendole mai perdonato mai n\u00e9 la morte di Kostja, n\u00e9 la riconquista di Trigorin. Sono due donne sole, una ha 43 anni, l\u2019altra 70, che si stringono nella neve cercando il pulviscolo della vita e dei dolori che le hanno trafitte. Tutto pu\u00f2 accadere, \u00e8 l\u2019alba della Rivoluzione d\u2019Ottobre.<\/p>\n\n\n\n<p>Cinque quadri scenici e altrettante declinazioni diverse della verit\u00e0, in un curioso sovrapporsi di immagini e parole. Questo \u00e8 il gioco teatrale di \u201cIpoacusia\u201d, libero adattamento di Angela de Matteo, Massimo de Matteo e Peppe Miale del divertente e intelligente \u201cConfusioni\u201d del drammaturgo britannico Alan Ayckbourn atteso al Sannazaro il 1\u00b0 luglio. \u201cLa vicina di casa ed il marito non rimproverano alla \u201cFigura materna\u201d il suo comportamento maternamente parossistico, ma anzi diventano essi stessi bambini. Harry, marito scontento in trasferta di lavoro, corteggia goffamente \u201cAl bar\u201d, laddove una immediata rivelazione delle sue intenzioni avrebbe avuto forse un successo immediato sulle due svagate e annoiate stagiste; due coppie di coniugi battibeccano furiosamente ad un ristorante, \u201cTra un boccone e l\u2019altro\u201d, incuranti di un imperturbabile maitre ed ancor di pi\u00f9 dell\u2019inutilit\u00e0 dell\u2019essere altrove dalle proprie case; tutti i protagonisti della \u201cFesta di Gosforth\u201d continuano a dibattersi per la buona riuscita di un evento che sembra fondamentale per la loro vita mentre gli accadimenti farseschi lo rendono invece progressivamente secondario, e poi insignificante, e poi ancora meno\u2026\u2026 La verit\u00e0 fa capolino ed esplode poi fragorosa quando i protagonisti, scambiandosi, come da titolo del quadro finale, \u201cDue chiacchiere al parco\u201d, parlano con sincerit\u00e0, ma nessuno, anche ora, ascolta l\u2019altro. Forse perch\u00e9 \u00e8 ormai troppo tardi e sullo spettacolo (o sulla vita?) cala la tela. Peccato per la vita. Sarebbe stato sufficiente sentire e guardare per riconoscersi. Meglio per il teatro. Capire quasi mai fa rima con ridere\u201d, scrive il regista Peppe Miale. In scena Angela de Matteo e Massimo de Matteo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sei sono gli spettacoli di Prosa Nazionale anche al teatro Trianon di Napoli. Definita da Virginia Woolf \u201cla pi\u00f9 perfetta artista tra le donne, la scrittrice i cui libri sono tutti immortali\u201d, Jane Austen ha ispirato con \u201cOrgoglio e pregiudizio\u201d, il suo romanzo pi\u00f9 famoso, autori di ogni epoca. Con la straordinaria interpretazione di Laura Morante e le coreografie originali Regency della Compagnia nazionale di danza Storica diretta dal Maestro Nino Graziano Luca, il capolavoro della Austen, della quale nel 2025 si celebrano i 250 anni dalla nascita, approda al Festival il 14 giugno. Fin dal primo incontro tra Elizabeth e Mr Darcy in una sala da ballo, assistiamo a un gioco di note, emozioni e silenzi che vede i due protagonisti cercarsi, detestarsi, fraintendersi, ritrovarsi, amarsi. Finch\u00e9 l\u2019una abbandoner\u00e0 il pregiudizio e l\u2019altro deporr\u00e0 l\u2019orgoglio. La regia \u00e8 di Nino Graziano Luca.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scontro brillante, drammatico e feroce, ma a tratti anche comico, tra Giordano Bruno e il cardinale Roberto Bellarmino diventa drammaturgia in \u201c<strong>Le ultime ore di Giordano Bruno<\/strong>\u201d, atto unico di Stefano Reali, interpretato da Giuseppe Zeno e Massimo Wertmuller. Lo spettacolo, in scena al Trianon il 16 giugno, partendo dall\u2019indignazione del filosofo nolano contro ogni forma di censura al libero pensiero, affronta argomenti sempre attuali. Il confronto serrato \u00e8 sull\u2019idea stessa di libert\u00e0, ma non mancano riflessioni altrettanto interessanti. Non sempre \u00e8 evidente, infatti, chi \u00e8 davvero libero, anche se si tratta di un Inquisitore del Vaticano, e chi invece \u00e8 schiavo della propria immagine. Pronto a rimetterci la vita piuttosto che rinunciare all\u2019immortalit\u00e0 di eroe del pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La filosofia, il linguaggio e la modernit\u00e0 del pi\u00f9 famoso atto unico di Pirandello. <\/strong>C\u2019\u00e8 tutto questo e qualcosa in pi\u00f9 in \u201cLa patente-\u2018u picciu\u201d, adattamento e regia di Fulvio Cauteruccio, in scena insieme a Flavia Pezzo e a Massimiliano Bevilacqua il 19 giugno al Trianon. La figura di Rosario Chiarchiaro, reso iconico da Tot\u00f2 nel film del 1954 diretto da Luigi Zampa, assume in questo caso una nuova dimensione, coniugando l\u2019uso dell\u2019intelligenza artificiale con quella dell\u2019attore in carne ed ossa. Vittima di un\u2019ingiustizia, di credenze e dicerie, non solo il Chiarchiaro di Cauteruccio si ribeller\u00e0 e far\u00e0 sentire la sua voce, ma chieder\u00e0 al pubblico di esercitare a sua volta la professione iettatoria. Gufando contro i mali generati dal post-capitalismo e dal buonismo ipocrita, intollerante alle differenze e amante del pensiero unico. La voce recitante \u00e8 di Ninni Bruschetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre al teatro Trianon, il 21 giugno approda \u201c<strong>Metadietro<\/strong>\u201d, spettacolo (mai) scritto da Antonio Rezza, habitat di Flavia Mastrella. \u201cL\u2019ammutinamento \u00e8 sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti \u00e8 vicino non \u00e8 la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno \u00e8 colpevole, c\u2019\u00e8 solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l\u2019ennesimo espatrio, che non \u00e8 la migrazione di un popolo, ma l\u2019allontanamento inesorabile dalla propria volont\u00e0. E vissero tutti relitti e portenti. Tornare alla dimensione naturale e selvaggia \u00e8 impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana \u00e8 mortificata, confusa e inadeguata, nello spazio virtuale fatto materia, un ecopentagono provoca il vuoto, personaggi invisibili fiancheggiano l\u2019egocentrico edificio: non sono fantasmi, ma sollecitazioni induttive e, nonostante tutto, la realt\u00e0 non \u00e8 mai uniforme, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia. La crudelt\u00e0 tecnologica \u00e8 la nuova violenza. In realt\u00e0 la libert\u00e0 di non essere presente alle faccende quotidiane \u00e8 un\u2019illusione; telecomandati a distanza potremmo avere la sensazione di vivere. E\u2019 la scomparsa dell\u2019eroe\u201d. In scena con Antonio Rezza c\u2019\u00e8 Daniele Cavaioli.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cNetamiau perch\u00e9 sei morta-ingiunzione a una bambina\u201d<\/strong> di Marco Gobetti, che ne \u00e8 anche interprete e co-direttore con Chiara Galliano (recitazione, violoncello e voce), \u00e8 la proposta del 23 giugno al teatro Trianon. Un uomo parla a una bambina: le promette prodigi meravigliosi; ma lei non pu\u00f2 rispondere e i prodigi si riveleranno terribili. Una fiaba cruda che si fa satira feroce e spinge a riflettere su temi attuali: la strategia della menzogna imperante, i genocidi subiti, usati come carta di credito per commetterne altri, l&#8217;industria della violenza e le guerre sistematiche che riducono interi popoli a carne da macello, mero fattore di un calcolo economico e geostrategico. Un lavoro teatrale che si fa gesto politico, a partire dal titolo chiaramente allusivo, e usa la poesia per sollecitare un \u201cpensiero largo\u201d, motore imprescindibile di azioni consapevoli e di un vigoroso moto vitale.<\/p>\n\n\n\n<p>La cronaca diventa teatro in <strong>\u201cNotte a Teheran\u201d,<\/strong> l\u2019ultimo spettacolo della sezione Prosa Nazionale in programma al teatro Trianon il 12 luglio. Protagonista la giornalista <strong>Cecilia Sala, <\/strong>che lo ha scritto insieme al regista Bruno Fornasari, \u00e8 il racconto in presa diretta da un Paese che brucia. Cecilia Sala ci porta con s\u00e9 in un viaggio tra le storie dell\u2019Iran contemporaneo. Dalle feste clandestine nelle case alle proteste nelle piazze, dalla guerriglia nelle universit\u00e0 alle parole soffocate dietro le sbarre del carcere di Evin, dove lei stessa \u00e8 stata detenuta per 21 giorni. La narrazione dello spettacolo intreccia i viaggi di Cecilia Sala in Iran, e la sua storia, alle storie che ha raccolto sul campo, restituendo un ritratto potente di un paese in bilico e della generazione di arrabbiati che lo abita. In un dialogo tra parole e musica che \u00e8 reportage, memoria e scoperta.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a due spettacoli della sezione Internazionale, il palcoscenico del teatro Politeama di Napoli accoglier\u00e0 il 27 giugno uno show che si annuncia come garanzia assoluta di divertimento. \u00c8 il \u201cSo\u2019 Peppe Therapy\u201d, con Peppe Iodice, che lo ha scritto insieme a Marco Critelli e Francesco Burzo. Una forma di auto-analisi con risata incorporata, condividendo, liberamente e senza filtri, segreti e piccole manie. Quelle che sono comuni a tutti, ma che ci appaiono in tutta la loro evidenza attraverso l\u2019ironia e l\u2019umorismo sapiente di un beniamino del pubblico come Iodice. In questa \u201cseduta\u201d collettiva, che solo il teatro pu\u00f2 ancora garantire, confluiscono i pensieri, i dubbi e le esperienze di una vis comica irriverente e sincera. Per dirsi \u201ctutto, ma proprio tutto, tanto alla fine resta tra di noi\u201d. Come promette, in \u201cultima analisi\u201d, il regista-terapista Francesco Mastandrea.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 l\u2019incitamento alla vendetta il motivo dominante de <strong>\u201cLe Coefore\u201d<\/strong> di Eschilo. Lo sa bene Laura Angiulli, regista dello spettacolo atteso a Galleria Toledo di Napoli il 3 luglio. Tracciando un filo di contatto con la \u201cCassandra\u201d, tragedia che porta in scena con successo gi\u00e0 da qualche anno, la Angiulli conserva una formazione al femminile (Elettra \u00e8 Alessandra D\u2019Elia, Caterina Pontrandolfo il primo coro) e la integra con la necessaria figura del vendicatore Oreste (Gennaro Di Colandrea) e con quella di Pilade (Paolo Aguzzi). Centrale \u00e8 la voce collettiva del Coro, che nelle \u201cCoefore\u201d non ha certo un ruolo pacificatore, ma pronuncia espressioni di ferocia assolutamente in tono con quella che stringe l\u2019anima dei due fratelli. Un alito acre, gravido di odio e ribrezzo, flagella la prora del cuore. Il sangue che goccia chiazza la terra, delitto strepitando attira vendetta. La drammaturgia, con approccio personale alla traduzione, \u00e8 di Laura Angiulli.<\/p>\n\n\n\n<p>Cento anni fa Francis Scott Fitzgerald concludeva a Capri il romanzo che lo consacrer\u00e0 come il pi\u00f9 grande scrittore della sua generazione. \u201c<strong>Il grande Gatsby<\/strong>\u201d sar\u00e0 pubblicato il 10 aprile del 1925. \u201cUna notte con \u201cIl grande Gatsby\u201d, mise en space di Euridice Axen, in scena il 7 luglio nel Cortile della Carrozze di Palazzo Reale, \u00e8 un incontro- spettacolo per raccontare la magica e misteriosa atmosfera che circonda Francis Scott Fitzgerald e sua moglie Zelda Sayre, la coppia dell\u2019et\u00e0 del jazz, una vita sempre insieme fatta di amori, litigi, feste, sperperi: momenti in cui la realt\u00e0 si confonde spesso con la finzione. Un racconto appassionante per capire se il romanzo \u00e8 stato la loro vita oppure hanno spinto oltre ogni eccesso la loro vita per renderla un romanzo?<\/p>\n\n\n\n<p>Le relazioni umane, i desideri pi\u00f9 cupi, la sfida intellettuale, la cecit\u00e0 come risposta all\u2019incomprensibilit\u00e0 del mondo. Sono tra i mille elementi dell\u2019\u201dEdipo re\u201d di Sofocle, il testo classico che, nell\u2019adattamento di Gianni Carrera e Luca De Fusco, va in scena il 9 e 10 luglio nella Villa Campolieto di Ercolano. Un vero e proprio \u201cthriller\u201d, nella chiave registica scelta da De Fusco, dove i personaggi si muovono come al buio, nessuno conosce e comprende l\u2019identit\u00e0 e la relazione con l\u2019altro, mentre su tutti grava una sorta di maledizione e un \u201coracolo\u201d che profetizza sventura. Protagonista dello spettacolo, vero e proprio percorso psicoanalitico all\u2019interno della psiche di Edipo, \u00e8 Luca Lazzareschi, che interpreta anche l\u2019indovino Tiresia e il primo e il secondo contadino.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Progetti speciali<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Tornano i Progetti Speciali. <\/strong>E si rinnova in questa Sezione la virtuosa sinergia con Pompeii Theatrum Mundi. Una collaborazione che quest\u2019anno si sostanzia nella co-produzione di due spettacoli della rassegna. La Fondazione Campania dei Festival fornir\u00e0 il suo sostegno anche al concerto \u201cPino \u00e8-Il viaggio del Musicante\u201d che si terr\u00e0 il 18 settembre in piazza del Plebiscito a Napoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Suscita grande interesse, e dal 2021 ha un pubblico di veri appassionati, <strong>\u201cIl Sogno Reale. I Borbone di Napoli\u201d<\/strong>, evento ideato da Ruggero Cappuccio e prodotto dalla Fondazione Campania dei Festival, a cura di Marco Perillo. Nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, dal 3 al 13 luglio alcuni attori di rilievo nazionale, in questa edizione saranno di volta in volta <strong>Claudio Di Palma, Antonella Stefanucci, Milena Vukotic, Anna Foglietta, Anna Bonaiuto con Roberto De Francesco e Aura Ghezzi,<\/strong> presteranno la loro arte a cinque racconti brevi ispirati all\u2019epoca borbonica. Narrazioni inedite, scritte per l\u2019occasione da Valeria Parrella, Anna Marchitelli, Giuseppe Rocca, Maurizio Ponticello, Maurizio De Giovanni. Letture drammatizzate che, come scrive Cappuccio nella nota di presentazione del progetto, ha l\u2019obiettivo di \u201cattivare il turbamento del passato\/presente e accoglierlo senza paura. La Storia, infatti, non pu\u00f2 essere considerata una disciplina che esamina fatti conclusi, ma una conoscenza che esplora i rapporti tra memoria e divenire. Nel Gattopardo, Tomasi di Lampedusa, alludendo alla Sicilia e al Sud, dice che i monumenti del passato che ci circondano sono magnifici ma non edificati da noi; dice che questi monumenti ci stanno intorno come bellissimi fantasmi muti. Il Sogno Reale vuole indagare intorno alle emozioni e ai sentimenti che li produssero e indagare, anche, sul perch\u00e9 il Sud abbia tanto invocato questi fantasmi con i quali ha un rapporto di amorosa, conflittuale, irrisolta passione\u201d. Prevista anche, come da apprezzata tradizione, la redazione e pubblicazione di una guida stampata dei siti borbonici commissionati e realizzati dai Reali e destinati alle diverse attivit\u00e0: residenze, riserve di caccia e pesca, attivit\u00e0 agricole, industriali, scientifiche e innovative, collezioni d\u2019arte e musica. Il prezioso volume sar\u00e0 distribuito gratuitamente al pubblico che assister\u00e0 agli eventi del progetto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale<\/strong> ospiter\u00e0 il 22 giugno anche la cerimonia finale della quinta edizione del premio che rende omaggio alla memoria di un grande attore: Carlo Croccolo, scomparso il 12 ottobre di 6 anni fa. Un appuntamento, ma soprattutto un atto d\u2019amore, affidato all\u2019iniziativa appassionata di Daniela Cenciotti, fondatrice del Festival del Cinema di Castel Volturno e moglie di uno dei pochi talenti capace di tenere testa all\u2019inventiva esplosiva di un genio della comicit\u00e0 come Tot\u00f2. Al vincitore sar\u00e0 consegnata un\u2019opera, \u201cIl baule dell\u2019attore\u201d, del giovane scultore di origine africane Agy Evans, che riproduce in scala il prezioso oggetto che ha accompagnato Croccolo durante la sua carriera e contiene un lingotto d\u2019oro. Un riconoscimento che va a un artista che ha gi\u00e0 lasciato un segno nel mondo dello spettacolo, ma ha ancora un lungo viaggio da fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 la <strong>poesia<\/strong>, il teatro, trovare un reale contatto con il mondo esterno e cercare di rigenerarlo? A questa e a una serie di altre domande prova a dare una risposta \u201cVia Santa Maria della Speranza\/Il cielo sopra\u201d di Maria Angela Robustelli, epilogo di una trilogia ispirata a \u201cI giganti della montagna\u201d, dramma incompiuto di Luigi Pirandello. Il terzo e ultimo spettacolo, in programma l\u201911 luglio, avr\u00e0 un carattere itinerante e performativo. Si aprir\u00e0 in strada, in piazza Municipio, dove il pubblico arriver\u00e0 a bordo del bus \u201cSenzatempo\u201d e dove si svolger\u00e0 la prima parte della performance che prevede un lavoro di videomapping a cura di Martina Magri, videoartista e documentarista. Le immagini saranno quelle del documentario sulla Trilogia, missate con un fiction collage ispirato a testimonianze di Leo De Berardinis, Eduardo, Valenzi, Camilleri, e riproduzioni di altri grandi artisti del passato. <\/p>\n\n\n\n<p>Il pubblico si sar\u00e0 radunato l\u00ec, e Ilse, l\u2019attrice, una donna con un logoro abito di scena, \u00e8 in mezzo a loro. Successivamente, lei condurr\u00e0 gli spettatori per un breve tratto di via Toledo, passando per via Speranzella e arrivando al Teatro di Corte di Palazzo Reale. Questa immagine\/metafora della condizione del Teatro e dell\u2019Arte in genere del nostro tempo sar\u00e0 per Ilse uno sturm und drang emotivo ed espressivo. Il-s\u00e9 \u00e8 tornata a casa, ma cosa resta della sua casa? Un\u2019esperienza da condividere con il pubblico presente. Con Maria Angela Robustelli e Ars Nova orchestra. E con Silvia Pignataro, Alice Ricciardi, Elena Pandolfi, Salvatore Torregrossa, Genny De Rosa, Rosalba Alfano e Giulia Rizzo. Teatro di Corte di Palazzo Reale<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre a<strong> Palazzo Reale<\/strong>, ma nello spazio del Giardino Romantico, torna quest\u2019anno il Dopofestival. Dal 28 giugno al 13 luglio, al termine degli spettacoli ci sar\u00e0 la possibilit\u00e0 di continuare la serata all\u2019insegna della buona musica e del divertimento. Il programma dei concerti verr\u00e0 pubblicato successivamente sul sito della Fondazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Speciale \u00e8 anche il progetto prodotto da \u201c<strong>La Scugnizzeria<\/strong>\u201d. Il 28 giugno al Trianon va in scena \u201cEden Teatro\u201d, drammaturgia di Rosario Esposito La Rossa liberamente ispirata all\u2019omonimo testo di Raffaele Viviani del 1919. Dopo oltre un secolo, nella periferia napoletana per dieci mesi 100 ragazzi dai 5 ai 25 anni dell\u2019hinterland di Napoli nord, partendo dai versi e dalle musiche del grande commediografo stabiese, hanno dato vita a una compagnia sull\u2019orlo del baratro, portando in scena dive, cantanti, ballerini e attori. Artisti senza talento che si vendono per un pizzico di popolarit\u00e0. La mediocrit\u00e0 come punto di arrivo. La sopraffazione dell\u2019altro pur di raggiungere l\u2019obiettivo dei riflettori, il successo ad ogni costo. In un mondo governato dai social e dai follower 100 ragazzi si mettono in discussione sulle tavole di un palcoscenico. La regia \u00e8 di Maddalena Stornaiuolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un particolare significato sociale, e dunque politico, ha anche <strong>#Foodistribution VIII \u221e,<\/strong> un progetto di Manovalanza a cura di Davide Scognamiglio e Daniele Cipr\u00ec, con la regia di Adriana Follieri. Lo spazio scenico per il quarto anno consecutivo \u00e8 quello dei Bipiani a Ponticelli, dove una storia reale che ispira il racconto simbolico si fonde con esso: il passato denso che evolve nel futuro con la costruzione e l\u2019assegnazione delle nuove case, portando con s\u00e9 la sua ambigua conflittualit\u00e0. Protagonisti dello spettacolo, in programma il 6 luglio, sono artisti professionisti e gli abitanti del luogo, mediante l\u2019azione di creazione artistica e di coesione sociale &#8211; con la consulenza scientifica del professor Rosario Sommella &#8211; attraverso cui piccole e grandi comunit\u00e0 urbane, perlopi\u00f9 di aree periferiche, entrano in relazione diretta e continuativa con le arti della scena, partecipando attivamente alle varie fasi che precedono il conclusivo allestimento teatrale. #Foodistribution VIII \u221e parte dal desiderio, dopo 45 anni di vita nei prefabbricati, di avere una casa in muratura, una casa vera, le cui particelle aeree e sonore possano finalmente smettere di penetrare fin dentro i polmoni, fin dentro l\u2019anima. Questo desiderio, che chiede come una preghiera di essere esaudito, \u00e8 l\u2019inizio della drammaturgia.<\/p>\n\n\n\n<p>La sezione dei Progetti speciali rende quest\u2019anno anche un omaggio ad <strong>Anna Magnani.<\/strong> L\u2019associazione Arnia Tetris propone infatti \u201cCi\u00f2 che fu, ci\u00f2 che \u00e8, ci\u00f2 che sar\u00e0\u201d -il cinema di Nannarella. La location individuata per declinare il progetto artistico \u00e8 la fiabesca cornice del Fiordo di Furore, alcova naturale nel cuore della Costa d\u2019Amalfi. In questo luogo magico sar\u00e0 strutturata un\u2019arena cinematografica sui generis, capace di valorizzare il territorio e la sua conformazione naturale, preservandone l\u2019equilibrio dell\u2019ecosistema attraverso l\u2019utilizzo del paesaggio come schermo per cortometraggi, film e proiezioni fisse di visual art, integrandosi armoniosamente con l\u2019ambiente. I contenuti proposti rappresenteranno un focus sulle figure di Anna Magnani e Roberto Rossellini, con opere come \u201cL&#8217;amore\u201d (1948), pellicola in due episodi diretta da Rossellini, con una straordinaria interpretazione della Magnani. Appuntamento con i film ogni sabato dal 13 giugno al 13 luglio, mentre l\u2019installazione sar\u00e0 visitabile per tutto il periodo.<\/p>\n\n\n\n<p>A Palazzo Coppola di Valle\/Sessa Cilento (Sa) si proietta invece il 12 luglio, con replica il 13, \u201cIl tesoro\u201d, soggetto, sceneggiatura, regia e musiche di Renato Salvetti, actor coach e aiuto regia Franca Abategiovanni e Marina Sorrenti. In un tranquillo paesino di montagna, un gruppo di giovanissimi trova per caso una vecchia pergamena redatta da un brigante che, secondo una leggenda locale, sarebbe vissuto anni addietro nei boschi della zona. Il brigante indica il punto di partenza di due strade, che si possono percorrere solo risolvendo una serie di enigmi e che portano a due mete diverse: una cela un tesoro, l\u2019altra una cosa di cui non rivela la natura. Gli amici, affascinati dalla possibilit\u00e0 di vivere un&#8217;avventura straordinaria e dalla speranza di arricchirsi e cambiare vita, decidono di provare l\u2019impresa. Tuttavia, in disaccordo sulla strada da imboccare, si dividono in due gruppi: quello che trover\u00e0 il tesoro non lo divider\u00e0 con l\u2019altro. Una piccola grande opera per imparare l\u2019importanza della fiducia e della collaborazione, ma anche a superare le proprie paure e ad affrontare la vita. Interpreti d\u2019eccezione i giovani della comunit\u00e0 cilentana che partecipano ai laboratori dell\u2019associazione Articolart.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cinema<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Il Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale ospiter\u00e0 anche, dal 29 giugno al 13 luglio, la sezione Cinema<\/strong>, articolata in una prima parte, a cura di Titta Fiore, presidente di Film Commission Campania, con<strong> 7 proiezioni e relativi ospiti tra registi e interpreti<\/strong>, e una seconda, affidata a Roberto D\u2019Avascio, che concentrer\u00e0 la sua attenzione sui docufilm. In questo segmento sar\u00e0 proiettato anche \u201cSi dice di me\u201d, di Isabella Mari, protagoniste Marina Rippa e le donne del suo laboratorio teatrale. Nel cuore di Napoli, in quartieri complessi, la Rippa guida da trent\u2019anni donne di tutte le et\u00e0 attraverso il teatro, trasformando un laboratorio in uno spazio vitale di libert\u00e0 e di emancipazione. Mentre le loro storie intrecciano passato, presente e futuro, lo spazio scenico diventa il luogo dove riscrivono le loro vite e trovano la forza nella sorellanza, dimostrando che la condivisione \u00e8 il vero strumento di riscatto. Il film racconta questo viaggio di emancipazione e autodeterminazione che trasforma lo spazio scenico in un luogo sacro, dove storie di ribellioni e riscatto prendono vita. Il programma dettagliato sar\u00e0 presto comunicato sui canali social del Campania Teatro Festival. Da segnalare che tutte le proiezioni saranno fruibili anche per persone non udenti e non vedenti.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Musica<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Sono 12 gli eventi della Sezione Musica.<\/strong> Otto saranno ospitati nel Cortile della Carrozze di Palazzo Reale a Napoli, uno, quello di apertura, nel Cortile d\u2019Onore, e altri tre rispettivamente nel Teatro di Corte, in Sala Assoli e nella Villa Campolieto di Ercolano. Si parte il 13 giugno con l\u2019atteso concerto di Elisabetta Serio e Sarah Jane Morris, inaugurazione del Campania Teatro Festival. La talentuosa pianista, compositrice e band leader italiana, che ha collaborato dal 2012 al 2015 con Pino Daniele e poi con tanti altri nomi di prestigio del panorama nazionale e internazionale, si esibir\u00e0 ancora una volta insieme ad una delle pi\u00f9 note e apprezzate interpreti della scena jazz e soul britannica. Un appuntamento all\u2019insegna della buona musica, per riscoprire attraverso le note la poetica e complessa semplicit\u00e0 della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>La nascita dell\u2019opera lirica pi\u00f9 conosciuta, amata e rappresentata al mondo, attraverso le lettere tra Giuseppe Verdi e Giuseppina Strepponi. E\u2019 questo lo schema narrativo e musicale di \u201c<strong>La Traviata sono io<\/strong>\u201d, in programma il 15 giugno, voce recitante Alessio Boni, in scena con il Duo Miroirs, ovvero i pianisti Antonello D\u2019Onofrio e Claudio Soviero. La scelta della fonte letteraria francese \u2013 <strong>\u201cLa Dame aux cam\u00e9lias<\/strong>\u201d di Alexandre Dumas figlio \u2013 che \u00e8 alla base del libretto, fu dettata da una possente spinta emotiva autobiografica: il legame sbocciato a dispetto delle convenzioni sociali tra il compositore e quella che sarebbe diventata la sua seconda moglie. Le lettere, soprattutto di Giuseppina, elegante e raffinata signora del bel mondo parigino, saranno per il \u201ccontadino\u201d Verdi una vera e propria \u201ceducazione sentimentale\u201d, la rivelazione di un crescendo di passione e bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Un raffinato concerto acustico, con la voce di Roberta Rossi e il pianoforte di Sebastian Marino, \u00e8 \u201cLisbona-Palermo A\/R\u201d, itinerario di andata e ritorno che il 16 giugno traccia il legame profondo che ha unito la musica portoghese a quella della grande tradizione popolare italiana. Un\u2019elaborazione artistica che trae ispirazione dal genio letterario di due grandi personaggi, il poeta Fernando Pessoa e Luigi Pirandello, a disegnare le trame di culture che hanno insospettabili orizzonti di comunicazione e condivisione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 17 giugno torna al Festival con \u201cHarmonie\u201d la voce rivelazione di Erika Pagan, gi\u00e0 apprezzata dal pubblico nel 2022 nell\u2019emozionante concerto con Danilo Rea. Anche questa volta al suo fianco c\u2019\u00e8 un genio musicale, quello di Luciano Biondini alla fisarmonica. Il repertorio proposto per la serata sar\u00e0 un vero e proprio \u201cviaggio\u201d attraverso le fascinose stratificazioni della forma-canzone, in cui le celebri arie della tradizione musicale classica, spaziando dal lirico al moderno, rivivranno di nuove sonorit\u00e0 e sperimentazioni, raccontando la bellezza dei mondi femminili e creando un dialogo tra passato e presente in un\u2019innovativa chiave jazz. Accompagnando lo spettatore tra sensuali malinconie ed esplosioni vitalistiche, anche grazie a uno strumento capace di evocare atmosfere intime e allo stesso tempo energiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un&#8217;idea di Maurizio Capone, fondatore e leader del gruppo Capone &amp; BungtBangt, alfieri della eco music a livello internazionale, nasce \u201cCome suona il caos\u201d, l\u2019evento musicale con prologo formativo, attraverso laboratori e workshop, su tematiche ambientali e sociali. Un\u2019esibizione live, in programma il 18 giugno, per la quale vengono utilizzati strumenti generati da materiale di risulta, raccolto con un\u2019azione urbana collettiva sul territorio che ospita il concerto. Direzione artistica e concettuale dello stesso Capone. La regia \u00e8 di Raffaele Di Florio.<\/p>\n\n\n\n<p>Un gruppo decisamente sui generis, una band composta da musicisti di appena 16, 14 e 10 anni, rispettivamente i fratelli Davide (batteria), Diego (voce e pianoforte) e Amanda Della Martora (basso). Sono i Sonic Rootz, protagonisti del concerto del 19 giugno al Campania Teatro Festival. Un\u2019esplosione di talenti che con l\u2019album di esordio, \u201cThe electric babies revolution\u201d, ha catturato l\u2019attenzione e ricevuto il plauso di una star della musica come David Coverdale, famoso cantante dei Deep Purple. Linfa vitale del loro percorso artistico sono il sound tipico del cosiddetto blues britannico, il rock americano e il soul della Motown. Un insieme di generi veicolati anche dalla passione del loro pap\u00e0, Guido, polistrumentista e produttore musicale.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 la musica superare ogni barriera, ogni muro, ogni ostacolo? Possono le parole, le emozioni, gli stati d\u2019animo raccontare storie vicine e lontane che ci riguardano? La musica riesce, in una forma armonica e magica ad essere trasversale, audace e libera. \u201cPortami l\u00e0 fuori\u201d \u00e8 un approccio, un progetto, un concerto che il 20 giugno vedr\u00e0 coinvolti nel Cortile delle Carrozze artisti dentro e fuori le sbarre in una serata dedicata alla musica, alle parole e alle storie da raccontare. Questo evento \u00e8 frutto del progetto nazionale \u201cPresidio culturale permanente negli istituti penali per minorenni\u201d, un laboratorio continuativo e settimanale di scrittura e musica rap all\u2019interno delle carceri minorili a cura di CCO Crisi Come Opportunit\u00e0. I formatori del progetto di musica rap ad Airola (Bn) e Nisida sono Luca Caiazzo in arte Lucariello, Enzo Musto in arte Oyoshe, Gianmarco Cioffi in arte Shada San, e Federico di Napoli. i formatori teatrali sono invece Pino Beato, Lello Genovese e Fabrizio Nardi.<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa lega insieme Harry Belafonte, Bruno Mars, i Beatles, i Queen, Paolo Conte, Massimo Ranieri, le Spice Girls, le canzoni per bambini, Pino Daniele, gli Ska-P e Stevie Wonder? Assolutamente niente. Se non una generosa dose di irrazionalit\u00e0, follia e divertimento che da oltre vent&#8217;anni spinge il gruppo vocale a cappella Anonima Armonisti sui palchi, gli schermi e le frequenze di tutta Italia. Il pop, l&#8217;elettronica, il rock and roll, il country e l&#8217;improvvisazione sono gli ingredienti con cui vengono smontati e rimontati i brani in arrangiamenti originali per sette voci e senza l&#8217;ausilio di alcuno strumento musicale, effetto, campionatura, basi o alterazioni da autotune. Armonia, arditi solismi, battute a raffica e un viaggio nella musica di tutto il mondo, con un irriverente coinvolgimento del pubblico, fanno di questo concerto, atteso al Festival il 21 giugno, uno spericolato spettacolo per voci e divertimento. Con Lorenzo Arduini, Daniele D\u2019Alberti, Andrea (Dap) D\u2019Apolito, Davide Di Paola (aka Alien Dee), Davide (Daev) Fusaro, Alessandro Gnolfo, Sergio Lo Gatto, Claudio Mirone, Davide Paciolla, Alessandro Rigotti, Fernando Tofani, Ludovico (Dodo) Versino.<\/p>\n\n\n\n<p>Una produzione musicale e letteraria per molti versi eretica fu quella di Fabrizio De Andr\u00e8. Interamente a lui Neri Marcor\u00e8 dedica, dopo il successo dello scorso anno al Festival con l\u2019omaggio a Faber ma anche a Gaber, un concerto che, come \u00e8 facile prevedere, incontrer\u00e0 nuovamente il gradimento del pubblico. L\u2019appuntamento, con i grandi e intramontabili classici del cantautore genovese e con un talento che frequenta con eguale bravura le varie forme dell\u2019arte, \u00e8 fissato per il 24 giugno nel Cortile delle Carrozze.<\/p>\n\n\n\n<p>In programma il 4 luglio, ma alla Sala Assoli, c\u2019\u00e8 \u201cGhibli\u201d, un concerto che vede unite due delle voci pi\u00f9 importanti della world music italiana e del pop mediterraneo: l\u2019italo-palestinese Nabil Bey (voce dei Radiodervish, collaboratore di Battiato e altri artisti) e il pugliese Fabrizio Piepoli (che ha lavorato con Raiz e Teresa De Sio). Insieme esploreranno gli universi musicali pugliese e arabo-mediorientale, in una trama che abbraccia la storia della musica mediterranea, mescolando suoni acustici ed elettronica. Lasciandosi trasportare da quel vento di scirocco che arriva da sud-est e promette una pioggia di suggestioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello stesso giorno, il 4 luglio, Villa Campolieto di Ercolano ospiter\u00e0 il concerto di Mario Biondi, una delle voci pi\u00f9 amate del panorama musicale italiano. Il soul jazz del cantautore siciliano promette emozioni sotto le stelle in uno scenario di grande fascino, incastonato nel famoso Miglio d\u2019oro. Biondi proporr\u00e0 uno spettacolo elegante ed essenziale, calandosi in un\u2019atmosfera pi\u00f9 intima e raccolta, accompagnato sul palco da un trio inedito: Elisabetta Serio al pianoforte, Aldo Capasso al basso e contrabbasso e Francesca Remigi alla batteria. Con questa nuova formazione, l\u2019artista andr\u00e0 ad arricchire e rinnovare ulteriormente il proprio repertorio live, proponendo nuovi brani oltre ai maggiori successi e ai progetti di pi\u00f9 recente pubblicazione (Crooning Undercover, L\u2019Oro) che verranno arrangiati ad hoc per questo trio ricco di talento. Una tappa al Festival prima di riprendere la tourn\u00e9e europea che pochi giorni dopo porter\u00e0 Biondi in Portogallo e Germania e a ottobre in Svizzera.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, si annuncia particolarmente suggestiva la \u201cCantata per un eretico\u201d di Alessandro De Simone, in programma nel Teatro di Corte di Palazzo Reale il 10 luglio. Una composizione per soli, coro e gruppo strumentale su testi sacri e frammenti tratti da opere di Giordano Bruno, Carducci, Lermontov, Lorca, Pessoa e Roberto De Simone. Trentadue sono gli elementi del coro, 22 quelli del gruppo strumentale, ai quali vanno aggiunti 2 tenori, altrettanti mezzosoprani, un baritono e un soprano. Oltre naturalmente al direttore d\u2019orchestra.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sportopera<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Sono 4, ospitati nel Cortile delle Carrozze e nella Galleria del Genovese di Palazzo Reale, gli appuntamenti di Sportopera, la sezione del Festival dedicata al teatro a tema sportivo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando Osvaldo Soriano scrive di calcio, tutti sono autorizzati a giocare e a lasciarsi ispirare dallo scrittore argentino scomparso nel 1997. \u201cForte e\u0300 la tentazione di fare del calcio una metafora della vita, cosi\u0300 come quella di farne semplicemente un gioco e goderselo. \u00c8 tra queste due porte che Peppe Servillo alla voce e Cristiano Califano alla chitarra tirano i loro palloni, finendo a volte senza fiato ma felici&#8221;. Con questo biglietto da visita, i due artisti presentano \u201cF\u00f9tbol\u201d, lo spettacolo concerto in scena il 27 giugno al Cortile delle Carrozze, ispirato alla raccolta \u201cF\u00f9tbol &#8211; Storie di calcio\u201d di Osvaldo Soriano. Una lettura intervallata da canzoni che ha come filo conduttore una delle passioni pi\u00f9 contagiose per il genere umano, in qualsiasi latitudine si trovi: il calcio, o F\u00f9tbol, come viene chiamato in America Latina, senza la doppia \u201cO\u201d dell\u2019originaria parola anglosassone. Storie di vita, d\u2019amore, di gioie, delusioni, dissapori, lo spirito di squadra, l\u2019assolo del fantasista, gli egoismi, la vittoria e la sconfitta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 28 giugno, sempre al Cortile della Carrozze, si potr\u00e0 invece assistere a \u201cGli emerodromi\u201d, frutto di un laboratorio, a cura di Manuel di Martino e Claudio Di Palma, che si terr\u00e0 dal 15 al 25 dello stesso mese. Gli emerodromi erano messaggeri addestrati per le lunghe corse, capaci di correre per un giorno intero. Filippide tra loro il pi\u00f9 famoso e con lui la citt\u00e0 di Maratona. Informazioni, dispacci, notizie avevano come corrieri questi atleti fenomenali. Quarantadue eventi in un giorno, lo stesso numero dei chilometri della maratona. Atleti, musicisti, attori, scrittori, semplici amatori saranno artefici di una staffetta ludico-culturale in cui letture, interviste, concerti, cortometraggi, performance d&#8217;arte varia tracceranno quarantadue segmenti narrativi in ognuno dei quali si racconter\u00e0 un passo\/chilometro di esistenza fatto a ritmo di corsa, di bracciata, di remo, di salto. Quarantadue chilometri di storie come sintesi ed apoteosi della conoscenza e sconoscenza di s\u00e9. In scena 10 giovani attrici ed attori.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 29 giugno scende in campo nella Galleria del Genovese di Palazzo Reale \u201cIl gioco sacro\u201d di Albert Ostermaier , liberamente tratto da \u201cReportage sul Dio\u201d di Pier Paolo Pasolini. Con Riccardo Festa, che cura anche la regia, e le musiche eseguite dal vivo da Francesco Forni. Pasolini amava il calcio. Suona contraddittorio. Quasi blasfemo. Addirittura implausibile. Come se la levatura intellettuale del Poeta, il portato etico della sua scrittura e quello politico di un\u2019azione artistica mai disgiunta da quella civile, non potessero abbassarsi ad un piacere cos\u00ec triviale. Eppure a Pasolini il calcio piaceva proprio tanto. Giocava partite interminabili con un agonismo insospettabile, che fossero squadre di ragazzetti di borgata o sfide tra colleghi e amici. Era tifoso del Bologna. Commentava con competenza formazioni e moduli tattici. E, soprattutto, ne ragionava e ne scriveva. Immaginava storie e scenari, cercava intorno al fatto sportivo il suo episteme, la ragione di uno spazio che ne creasse i presupposti e gli esiti. Lo colpiva la dimensione collettiva e rituale, la danza tribale delle domeniche tra bar, stadio e radiocronache, l\u2019eterna predisposizione del maschio a dividersi in trib\u00f9, a creare affiliazioni inattese e alleanze improbabili. Coglieva del calcio la dimensione sacra, inscindibile dal gioco stesso, quella partecipazione collettiva che portava ad isterismi e passioni destinate solitamente al culto, una moderna religione, con santi e miracoli annessi. Impossibile da snobbare. Impossibile per Pier Paolo non calarsi nel gioco totalmente, con quella furia di vivere che lo ha sempre segnato.<\/p>\n\n\n\n<p>Cinque traiettorie di sport sono lo schema vincente di \u201cPentathlon\u201d, vera e propria mostra sportiva in cinque installazioni narranti in programma il 30 giugno nella Sala del Genovese e il 1\u00b0 luglio nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale. La prima \u00e8 \u201cTennis Tornado e Trigonometria\u201d, la riduzione, affidata all\u2019interpretazione di Silvia Ajelli, che Luca Bargagna ha fatto del quasi omonimo libro di David Foster Wallace. \u201cTroverete che il tennis agonistico, come il biliardo professionistico, richiede una mente geometrica, l\u2019abilit\u00e0 di calcolare non soltanto le vostre angolazioni, ma anche le angolazioni di risposta alle vostre angolazioni. Poich\u00e9 la crescita delle possibilit\u00e0 di risposta \u00e8 quadratica, siete costretti a pensare in anticipo a un numero n di colpi, dove n \u00e8 una funzione iperbolica limitata dal seno della bravura dell\u2019avversario e dal coseno del numero di colpi scambiati fino a quel momento (approssimativamente). Io lo sapevo fare. (\u2026). Riuscivo a pensare in base otto\u201d. Insomma \u201c\u00e8 come giocare a scacchi correndo\u201d. Questo breve passo dal libro dello scrittore statunitense morto nel 2008 gi\u00e0 spiega di per s\u00e9 la scelta di misurare le equazioni possibili tra tennis, biliardo e gioco degli scacchi. Come accade per \u201cBobby vs Fisher\u201d, con Gilles Coullet, liberamente ispirato a \u201cLa mossa del matto\u201d di Alessandro Barbaglia, riduzione e voce Claudio Di Palma, ma anche nel caso di \u201cBilie d\u2019Avorio &#8211; Lo Snooker\u201d, protagonista Nello Mascia, che trae invece ispirazione da \u201cSteccate poetiche\u201d di Stefano Duranti Poccetti. A tutto ci\u00f2, in \u201cPentathlon\u201d, si aggiungono con \u201cEssere o non essere\u201d di Fabio Pisano, da Shakespeare e con Patrizio Oliva, le traiettorie interiori dello stato fisico, tra azione e non azione, di un pugile amletico, e si arriva con \u201cUnico fiore nel deserto\u201d alla naturale e completa chiusura del cerchio attraverso il giro di pista di una giovane atleta napoletana descritta dalle traiettorie letterarie di Antonio Ghirelli. Una performance che vede in scena una regina del teatro come Isa Danieli ed Estelle Maria Presciutti. Le coordinate del moto fisico diventano cos\u00ec in \u201cPentathlon\u201d inevitabili direttive della mente, del pensiero, del cuore.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Letteratura<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Vesuvioteatro organizza anche la sezione Letteratura, a cura dello scrittore Silvio Perrella. Cinque appuntamenti, dal 21 al 25 giugno nel Giardino Romantico di Palazzo Reale, che hanno come magico filo conduttore una parola che ha origine forse dall\u2019aramaico, ma \u00e8 comprensibile a tutti: \u201cAbracadabra\u201d. \u201cUn\u2019alchimia di sillabe colorate, sfida alla paura che \u00e8 sempre pi\u00f9 ovunque e sempre pi\u00f9 divora le nostre cellule percettive\u201d, come scrive Perrella nella nota di presentazione alla rassegna. Si parte sabato 21 giugno con Vivian Lamarque, Premio Strega nel 2023 con la raccolta \u201cL\u2019amore da vecchia\u201d (Mondadori). Versi che vanno alla ricerca di una possibile leggerezza amorosa e della profondit\u00e0 di sentimenti diversi in ogni stagione della vita. La poetessa e traduttrice italiana sa bene quanto ogni et\u00e0 abbia il suo amore e sa che a saperlo pronunciare l\u2019abracadabra non \u00e8 solo una formula magica, ma un\u2019inaspettata pratica della quotidianit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Erri De Luca, ospite il 22 giugno, le lingue antecedenti, quelle che sono nate ai primordi del mondo, sono fonti alle quali abbeverarsi quanto pi\u00f9 si pu\u00f2. Ed \u00e8 da una di queste lingue che nasce la parola abracadabra. Dunque \u00e8 lui la persona pi\u00f9 adatta non solo per intonarla ma per partire con lei in avanscoperta per ripercorrere la sua \u201copera sull\u2019acqua\u201d. In collaborazione con la Casa della Poesia di Baronissi.<\/p>\n\n\n\n<p>Estroso, leggero, colorato, il mondo di Silvio Raffo, atteso il 23 giugno, si muove saltellando. Traduttore d\u2019eccezione, creatore di universi paralleli dell\u2019immaginazione, Raffo \u00e8 soprattutto un poeta che sa con esattezza millimetrica cosa sia un abracadabra. Sar\u00e0 affidato al suo estro la possibilit\u00e0 di eseguirla attraverso il suo \u201cspecchio attento\u201d.<br>Marted\u00ec 24 giugno tocca a Tonino Taiuti, uno dei pochi che possa dare nuova linfa al mito di Tot\u00f2. Il re dei giochi di parole e l\u2019attore napoletano si affratellano a tal punto che anche \u201c\u2019A livella\u201d viene reinterpretata come l\u2019opera di un balbuziente, ovvero di chi sa quanto parlare con i morti sia il primo abracadabra da fare.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo appuntamento della sezione Letteratura \u00e8 in programma il 25 giugno con i giochi di parole, le polifonie, le risate e le malinconie di Alessandro Bergonzoni. Un artista capace come nessun altro di legare le parole a un corpo, alla ricerca di una condivisione stramba e sghemba. Per creare subito lo spazio nel quale la poesia si fa manutenzione dell\u2019ignoto.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Mostre<\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Sono 6 le mostre che accompagneranno, dal 13 giugno al 13 luglio, l\u2019intero percorso del Festival: L\u2019esposizione dedicata a Toni Servillo vuole celebrare il talento di un artista che \u00e8 gi\u00e0 oggi un mito vivente, conosciuto e apprezzato anche in ambito internazionale, mentre le altre 5 rappresentano un omaggio a Roberto Herlitzka, Luisa Conte, Enzo Cannavale e Eduardo Scarpetta) e ai luoghi misteriosi dell\u2019arte teatrale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cToni Servillo tra cinema e teatro. Un racconto fotografico<\/strong>\u201d \u00e8 un progetto di Riccione Teatro, a cura di Antonio Maraldi, articolato in quattro parti, tre sul cinema e la quarta sul teatro: \u201cIn primo piano\u201d, \u201cCompagne e compagni di ventura\u201d, \u201cTra scena e set\u201d e \u201cSul palcoscenico\u201d. Un viaggio emozionante nella straordinaria carriera artistica dell\u2019attore campano, attraverso gli scatti, diversi dei quali inediti, di eccellenti fotografe e fotografi di scena.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<strong>La stanza di Herlitzka<\/strong>\u201d, prodotta dalla Fondazione Campania dei Festival e a cura della regista Nadia Baldi, \u00e8 un percorso di vita e di arte nel mondo di un attore dagli infiniti registri, capace di passare con eguale maestria dalla commedia al dramma. La Baldi, che ha avuto il privilegio di dirigerlo sia a cinema che a teatro, ci ripropone il talento di Roberto Herlitzka in una dimensione non solo pubblica, ma anche intima e poetica, a tessere la tela di sentimenti che, a distanza di quasi otto mesi dalla sua scomparsa, restano e resteranno immortali.<\/p>\n\n\n\n<p>Le mostre su<strong> Luisa Conte e Enzo Cannavale<\/strong>, che sono stati anche straordinari compagni di scena, vengono curate rispettivamente da Lara Sansone, erede a buon titolo di un\u2019arte teatrale che \u00e8 nel suo dna, e da Alessandro Cannavale, figlio di Enzo e produttore cinematografico. All\u2019interno dello spazio espositivo dedicato alla regina del Sannazaro si potranno osservare dal vivo fotografie, abiti di scena e un angolo del mitico camerino di un\u2019attrice che ha saputo dare nuova linfa espressiva alla potenza di una comicit\u00e0 che ha radici nella cultura di un popolo. Nella mostra di Enzo Cannavale il visitatore trover\u00e0 invece una selezione di locandine originali da collezione, il racconto attraverso le immagini esclusive dell\u2019archivio di famiglia e una ricostruzione fedele del suo celebre studio, dove potr\u00e0 toccare e sfogliare i suoi reali oggetti di lavoro. Un\u2019esperienza sensoriale e intima, che permette di sentire la sua presenza attraverso le sue cose.<\/p>\n\n\n\n<p>A <strong>Mariano d\u2019Amora<\/strong>, fondatore dell\u2019Istituto del Dramma Napoletano, \u00e8 invece affidata la cura della mostra documentaria e iconografica \u201c<strong>Scarpetta 100<\/strong>\u201d. Per la prima volta, saranno mostrati al pubblico materiali inediti di Scarpetta provenienti dall\u2019Archivio personale dell\u2019autore (e dei vari eredi). A ci\u00f2 si aggiunger\u00e0 anche quanto risulta presente nella sezione Lucchesi Palli della Biblioteca Nazionale e quanto presente nella Biblioteca teatrale della SIAE. Per celebrare i 100 anni dalla morte, avvenuta il 29 novembre 1925, saranno esposti, oltre ai manoscritti originali dei noti capolavori, i diari privati, le missive, i contratti di lavoro, le locandine d\u2019epoca, le foto private e di scena, i componimenti poetici, le riflessioni ed altri oggetti privati quali: la scrivania, un busto in bronzo e dipinti raffiguranti Scarpetta. La mostra avr\u00e0 una sua natura multimediale. Sebbene non sia possibile mostrare le pellicole interpretate dall\u2019autore poich\u00e9 lo stesso volle darle alle fiamme non essendo soddisfatto del risultato ottenuto, sar\u00e0 tuttavia possibile usufruire di alcune registrazioni audio nonch\u00e9 della possibilit\u00e0 di consultare digitalmente i manoscritti esposti attraverso monitor presenti in sala. A ci\u00f2 si aggiungeranno altre istallazioni video che raffigureranno il vissuto artistico e privato di Scarpetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il successo della scorsa edizione, torna a Palazzo Reale per tutta la durata del Festival \u201cDietro le Quinte Experience\u201d, una mostra virtuale immersiva che punta a far conoscere la bellezza di alcuni luoghi nascosti e sconosciuti del teatro, dove prestano la loro opera le preziose maestranze che lavorano dietro le quinte. Si offre dunque, grazie alla regia di Claudio Di Palma, con la voce narrante di Francesco Pannofino e la partecipazione straordinaria di Isa Danieli, la possibilit\u00e0 al pubblico di \u201caccedere\u201d a quei luoghi ricchi di fascino e necessari per la messa in scena, fruibili solo agli addetti ai lavori, solitamente interdetti a chi gode dell\u2019unica prospettiva dalla platea. Un atto di amore per il teatro e i suoi interpreti indispensabili e sconosciuti. Il progetto \u00e8 Ideato e prodotto dalla societ\u00e0 di servizi per lo spettacolo Dietro le Quinte s.r.l, ha come main partner il Teatro Pubblico Campano ed \u00e8 in collaborazione con Fondazione Eduardo De Filippo, Teatro di Napoli, Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno, Fondazione Campania dei Festival e Campania Teatro Festival.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Osservatorio<\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Sono 23 gli spettacoli di Osservatorio<\/strong>, oltre ai 9 che aprono nella stessa sezione una finestra dedicata a Quartieri di Vita, la rassegna di formazione e teatro sociale organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival. Si parte il 14 giugno al teatro Teder di Napoli, che ospiter\u00e0 22 dei 23 spettacoli, con \u201cMemori\u201d, di e con Nicola Lorusso e Giulio Macr\u00ec. Due vecchi amici e un possibile incidente che li accomuna, anime disperse nel silenzio, alla disperata ricerca della propria identit\u00e0. Spaziando, in un viaggio che ha in s\u00e9 sogno, realt\u00e0, dolcezza e nostalgia, dalla paura di un non-luogo ostile e indefinito a una possibile risposta a tutti gli interrogativi irrisolti delle loro vite.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello stesso spazio, il giorno successivo andr\u00e0 in scena \u201c<strong>Meat<\/strong>\u201d di Gillian Greer, con Giulio Mezza, Caterina Grosoli e Elena Orsini, per la regia di Martina Glenda. Una blogger entra nell\u2019esclusivo ristorante del suo ex, ora chef di prestigio. C\u2019\u00e8 una resa dei conti da affrontare e un teatro di battaglia nel quale la carne \u00e8 il simbolo della morte, del perverso gusto dell\u2019uomo di nutrirsi di essa, in un insondabile confronto tra il consumare e il consumarsi. Osservatrice esterna \u00e8 la cameriera Joe, con il suo percorso culinario al confine con la mostruosit\u00e0 dei sensi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cDisperato eretico show\u201d<\/strong>, spettacolo diretto da Beatrice Mitruccio, drammaturgia di Paolo Perrone, \u00e8 la proposta del 17 giugno sempre al Teatro del Ridotto. Il soliloquio di un giovane attore, interpretato da Ludovico Cinalli, costretto a reinventarsi rider, con titolo ispirato dalla famosa canzone di Dalla e lo Stabat Mater di Tarantino come testo di riferimento.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 liberamente tratto invece da <strong>\u201cL\u2019idiota\u201d<\/strong> di Dostoevskij \u201cIl cavaliere povero\u201d, di e con Valerio Pietrovita, che si potr\u00e0 vedere nello stesso spazio di via Flavio Gioia a Napoli il 18 giugno. Lo spettacolo segue le vicende del romanzo attraverso gli occhi del suo protagonista, il principe Myskin, un uomo arrivato dalla lontana Svizzera, convinto che \u201cla bellezza salver\u00e0 il mondo\u201d. Un\u2019impresa praticamente impossibile, da idiota per l\u2019appunto, forse proprio come quella dei teatranti nell\u2019Italia di oggi. E non a caso lo spettacolo esalta una dimensione meta-teatrale, gi\u00e0 presente nel romanzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Interroga il pubblico sul ruolo che ognuno di noi ha in una societ\u00e0 ossessionata dalla competizione e dall\u2019apparenza, \u201cSecondi-storie di chi la storia ha dimenticato\u201d, da un\u2019idea di Nicola Le Donne, che \u00e8 in scena al Teder il 19 giugno assieme a Ciro Capano, Roberta Astuti e Alessandro Balletta. Una riflessione sulla gloria e sull\u2019oblio, sul valore unico e irripetibile di chi opera dietro le quinte, ma anche sui secondi, intesi come tempo, pi\u00f9 importanti della nostra vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno successivo al Teatro del Ridotto ci sar\u00e0 \u201c<strong>Rumore bianco<\/strong>\u201d, di e con Danilo Napoli. Il rumore del titolo \u00e8 quello di una vecchia tv quando i canali non sono sintonizzati. Poi, all\u2019improvviso, una notizia dal tg: \u00e8 stata ritrovata l\u2019ennesima vittima di un serial killer di donne transgender. Lo spettacolo, un thriller psicologico mascherato da tragicommedia teatrale, focalizza l\u2019attenzione sul tema dell\u2019omofobia e della transfobia dilaganti in Italia, mettendo in luce i lati oscuri dell\u2019umanit\u00e0 e le sfumature tra amore e odio, pazzia e normalit\u00e0. La regia \u00e8 di Yuri Gugliucci.<\/p>\n\n\n\n<p>La persistenza degli opposti, la paradossale coesistenza di elementi antitetici, fa da filo conduttore a \u201cIo ti riabilito\u201d di e con Silvia Santagata, in programma il 21 giugno. Il tema dell\u2019abuso sessuale si fonde con il Mistero e riabilita perfino la Morte nel suo binomio inscindibile con la necessaria Rigenerazione. Il vero potere \u00e8 quello di trasformare e risorgere dalle ceneri vita natural durante.<\/p>\n\n\n\n<p>Parte da una necessit\u00e0 e da una provocazione \u201c<strong>Senza titolo<\/strong>\u201d, lo spettacolo divertente e spensierato, scritto e diretto da Gianluca Lombardi, in scena al Teder il 22 giugno. Un gruppo di attori si ritrova in un luogo indefinito, ma proprio quando il tempo dell\u2019esibizione sta per arrivare, si accorgono che la loro opera non ha un titolo. Attraverso un viaggio tra comicit\u00e0 e avventura, gli attori scopriranno la magia del \u201cluogo\u201d per farne teatro e impareranno che anche un luogo \u201cindefinito\u201d pu\u00f2 accoglierli ed evocare la loro arte. Con Gianluca Lombardi, Tiberio Ettore Muccitelli, Caterina Canino e Leonardo Caione.<\/p>\n\n\n\n<p>La scultura come strumento di rituale collettivo \u00e8 il motore drammaturgico di \u201c<strong>Veneri<\/strong>\u201d, testo, regia e attoriato di Serena Francesca Catapano, Rosa Cerullo e Ludovica Franco, in programma nello stesso spazio il 24 giugno. Tre artigiane all\u2019interno di una bottega con pochi elementi, intendono vendere alla folla copie di statuette della Venere di Willendorf. Per provare a capire se c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di ritrovare attraverso l\u2019arte la via d\u2019uscita all\u2019interno di una societ\u00e0 individualista.<\/p>\n\n\n\n<p>Un uomo passa i suoi giorni chiuso in casa, senza mai uscire, isolato dal resto mondo. Pochi i contatti con l\u2019esterno, quasi sempre virtuali, quasi mai sinceri. Bloccato nello spazio della scena, si muove come un animale in gabbia, prigioniero e carceriere allo stesso tempo. \u00c8 la situazione di stallo dello schema drammaturgico de \u201c<strong>Il passo<\/strong>\u201d, in scena il 25 giugno al Teder, testo e regia di Darioush Forooghi, che ne \u00e8 anche interprete con Barbara Lauletta. C\u2019\u00e8 chi tenta di aiutare il solitario protagonista, di trascinarlo fuori dalla sua condizione, ma il passo, quello decisivo, pu\u00f2 venire solo da dentro. Spinti sempre pi\u00f9 verso l\u2019estraniamento e la virtualit\u00e0, diventiamo isole umane, perpetuamente incastrate nell\u2019affannosa ricerca di un senso. La tristezza, il male del secolo, ci paralizza, ci toglie ogni speranza, ci rende mostri capaci di divorare noi stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019era della dematerializzazione, dell\u2019iperrealt\u00e0, che partita si \u00e8 aperta con la morte? Come affrontarla? Come ritrovare il senso dell\u2019immortalit\u00e0? Sono queste le impegnative domande di \u201cSigillo Play\u201d, lo spettacolo del 26 giugno con la regia di Lucilla Mininno, che lo ha scritto e ne \u00e8 anche interprete con Francesco Godina, Francesco Zecca, Ilaria delli Paoli e Giovanni La Fauci. Partendo da \u201cL\u2019epopea di Gilgame\u0161\u201d, la pi\u00f9 antica opera letteraria dell\u2019umanit\u00e0, dove il protagonista compie un viaggio alla ricerca dell\u2019immortalit\u00e0, si approda a \u201cIl settimo sigillo\u201d, nel quale Bergman racconta i dubbi dell\u2019uomo moderno, orfano di una narrazione collettiva che dia senso alla fine e, con essa, alla vita. Dilaniato dalla crisi delle certezze del dogma religioso, si ritrova solo, stretto nelle maglie del tempo logico della scienza che procede in un\u2019unica direzione. La morte vince, la scienza rinuncia ad ogni spiegazione e narrazione possibile del dopo. Nella seconda parte il cerchio della performance diventa quello del dialogo, innesco di un dispositivo di riflessione non pi\u00f9 individuale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201dUn flusso di coscienza irriverente, sconcertato e sconcertante, de-divinizzante e totalmente, amorevolmente scanzonato\u201d. Cos\u00ec si annuncia \u201c<strong>Generazione Pasolini<\/strong>\u201d di Marta Bulgherini, che ne \u00e8 anche regista e attrice, in scena con Nicolas Zappa il 27 giugno al Teder. Lo spettacolo su Pasolini che su Pasolini non \u00e8, ci conduce in un percorso teatrale di ignota destinazione, accompagnati da domande spinose che non hanno risposte, ma che \u00e8 comunque giusto farsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello stesso giorno, al teatro Mulino Pacifico di Benevento, andr\u00e0 in scena \u201c<strong>Frida-sulle mie rovine<\/strong>\u201d, drammaturgia di Riccardo Festa, regista e interprete Noemi Francesca. Un originale lavoro teatrale, dove l\u2019evocazione sulla scena di Frida Khalo dischiude il tema dell\u2019autoritratto come atto di memoria e di resistenza, alternando intervalli di discussione filosofica, a partire dalle tesi di Jacques Derrida, ai momenti salienti della vita della pittrice messicana. Dal famoso incidente del 1925 fino alla scoperta della pittura, dell\u2019amore e dell\u2019interesse politico. La figura di Frida viene utilizzata come esempio di un movimento di trasfigurazione del dolore, (operato sulla scena grazie alla pittura dal vivo dell\u2019artista Luisa Corcione) il tracciato di un\u2019esperienza, la rovina che \u00e8 all\u2019origine dell\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p>Daniele Ridolfi \u00e8 invece il mattatore di \u201c<strong>La vita di Vito<\/strong>\u201d, in scena il giorno dopo nello stesso spazio. Una performance nella quale il corpo diventa protagonista assoluto di un viaggio irriverente e profondo attraverso le tappe dell\u2019esistenza. Dal momento della nascita fino alla sua morte, Vito affronta ogni fase della vita, interagendo con il pubblico e servendo un cocktail delicato e ironico, in uno show che alterna momenti di spensierata ilarit\u00e0 a spunti di riflessione. Testo dello stesso Ridolfi e di Roberto Costantini, che cura anche la regia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cIn via del tutto eccezionale\u201d<\/strong>, con Claudio Fidia, \u00e8 la proposta di Osservatorio del 29 giugno. Un ristorante diventa il luogo simbolo, finestra sul fuori, punto di incontro di serviti e servitori, di chi se lo pu\u00f2 permettere e chi no. Immagine del mondo in sei portate, ordinate direttamente dagli spettatori. Come un Arlecchino contemporaneo, il cameriere-attore universalizza un\u2019esperienza che schiaccia e mette in contatto con quello smarrimento e quella stanchezza che spesso toccano chi ancora non ha trovato il suo posto nel mondo. Regia e drammaturgia di Alessandro Paschitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019invocazione all\u2019amore come pratica rivoluzionaria contro l\u2019ordine del mondo, all\u2019arte come scelta di vita. Questo \u00e8 \u201c<strong>Il canto sulla polvere<\/strong>\u201d, di e con Alessandra Chieli, in scena il 1\u00b0 luglio. Un viaggio profondo nella parola poetica dell\u2019austriaca Ingeborg Bachmann, che ha come elemento portante dello spettacolo il radiodramma noir e surreale \u201cIl buon Dio di Manhattan\u201d. Sviluppando, su diversi piani temporali, un gioco combinatorio molto vicino al linguaggio cinematografico, nel quale luce, voce, suono e corpo si fondono, danzando insieme come linee drammaturgiche di un\u2019unica partitura. Il disegno coreografico \u00e8 di Julianne Ricciardi, quello sonoro di Michele Mandrelli e Alessandra Chieli.<\/p>\n\n\n\n<p>Esplora il tema dell\u2019infanzia, ma anche quello della morte in relazione con lo spazio, \u201c<strong>Safari<\/strong>\u201d di Carlo Galiero, in programma il 2 luglio, regia di Chiarastella Sorrentino, con Giulia Chiaromonte e Loris de Luna. Il titolo fa riferimento a un gioco, quello di imitare animali fantastici e provare a riconoscerli, che un fratello e una sorella facevano da bambini, ma anche all\u2019attivit\u00e0 di ricerca di un dialogo interrotto. La morte della madre e la gestione dell\u2019immobile che hanno ereditato diventa l\u2019occasione per i due protagonisti di decidere che tipo di relazione ricostruire tra di loro e con la casa: amore o rifiuto, accettazione o negazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Coinvolge attivamente il pubblico attraverso un contagio coreografico, \u201c<strong>Troffea<\/strong>\u201d di e con Claudia Calderano, la performance transdisciplinare site-adaptive, in scena il 3 luglio al Teder. Una conferenza danzata ispirata al fenomeno storico dell\u2019epidemia del ballo a Strasburgo nel 1518, ma anche un modo per indagare il presente, esplorando come l\u2019energia collettiva e il dissenso possano trasformarsi in strumenti di resistenza contro l\u2019alienazione e il controllo. Ispirandosi ai sintomi descritti nei resoconti storici, l\u2019artista dialoga con i corpi in sala e quelli lontani, tra cronaca, testimonianze e immaginazione, accompagnata dalla musica di Filippo Conti.<\/p>\n\n\n\n<p>Un confronto serrato con il vuoto, con l\u2019attesa e con il silenzio \u00e8 invece l\u2019anteprima di \u201c<strong>Spleen records<\/strong>\u201d di Carlo Galiero, l\u2019appuntamento del 4 luglio al Tender, dove si alternano dialoghi, gag da commedia slapstick, canzoni dei Radiohead, monologhi di impegno politico, la storia di due amanti sfortunati a Berlino negli anni del muro. Gloria e Perkins sono le maschere chiamate ad intrattenere il pubblico a causa di un inqualificabile ritardo. Due i temi principali: la crisi dei riti civili e della civilt\u00e0 urbana, il rapporto tra coppia e societ\u00e0. I protagonisti vorrebbero comunicare, ma riescono a farlo solo nella misura in cui proiettano le loro aspettative sulla massa. Con Mariasilvia Greco e Giuseppe Brunetti, regia dello stesso Galiero.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 5 luglio la sezione Osservatorio propone \u201c<strong>Manifesto di un morto a cavallo<\/strong>\u201d di Matteo Porru e Francesco Spiedo, con Valerio Lombardi, Roberta Astuti e Simone Somma, che cura anche la regia. Il disincanto della vita di un uomo sospeso nell\u2019attesa di un calesse che sembra non arrivare mai. L\u2019unica certezza che ha, mentre il tempo e lo spazio non coincidono e anzi si ostacolano, \u00e8 quel poco che riemerge in una mattinata dai contorni opachi: volti, aneddoti e nomi delle persone che ha amato. Luci, ma soprattutto ombre, che confondono e accudiscono.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<strong>Giuseppe<\/strong>\u201d, con Orazio Condorelli, autore della drammaturgia insieme con Alessandro Miele, \u00e8 l\u2019appuntamento del 6 luglio. Tratto dal racconto \u201c<strong>Martedina<\/strong>\u201d, con alcuni passaggi dal romanzo \u201cL\u2019enorme tempo\u201d, opere dello scrittore siciliano Giuseppe Bonaviri, pi\u00f9 volte entrato nella rosa dei candidati al Nobel per la letteratura, lo spettacolo racconta la storia di un giovane medico, che, stanco della routine familiare e del contesto provinciale in cui vive, decide di unirsi a una missione spaziale verso Plutone nel tentativo di dare un senso alla propria esistenza. Scoprir\u00e0 che anche nella vastit\u00e0 dell\u2019universo, sar\u00e0 difficile allontanarsi dall\u2019orizzonte dei propri ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ispirato a<strong> \u201cIl profumo del tempo\u201d<\/strong> e \u201cLa scomparsa dei riti\u201d del filosofo coreano Byung-Chul Han \u00e8 \u201cIl corpo del tempo\u201d di e con Anna Dego e Anna Stante, in programma l\u20198 luglio. Due donne, attrici e amiche di lunga data, si ritrovano dopo 30 anni. Equilibriste in borghese sulla soglia incerta del tempo, frantumato e scomposto in tanti attimi presenti. Un tempo che, attraverso la relazione dinamica con il corpo, diventa visibile, ricorda ci\u00f2 che \u00e8 presente e ci\u00f2 che \u00e8 assente, custodisce la memoria, ma anche la sua perdita. Non \u00e8 pi\u00f9 un concetto astratto, ma \u00e8 vita, la vita di tutti noi. Un viaggio ironico e poetico, con la prua rivolta alla sacra seriet\u00e0 del gioco.<\/p>\n\n\n\n<p>Interrogarsi sulla fiaba come modello performativo significa riflettere sul rapporto che il mondo adulto intrattiene con la giovinezza. Lo fa con particolare lucidit\u00e0, ma sarebbe pi\u00f9 giusto dire in maniera tagliente, \u201cCon la lingua sulla lama\/secondo studio\u201d, lo spettacolo di Tolja Djokovic, con Aura Ghezzi, in scena il 12 luglio. Prendendo spunto da alcuni film del neorealismo italiano, in particolare da Europa 51 di Rossellini, l\u2019innesco dello spettacolo \u00e8 il suicidio di una persona giovane. Una tragedia, richiamata solo da alcuni segni scenici, per affrontare temi come l\u2019insufficienza del discorso ordinato e l\u2019importanza di un\u2019altra lingua, quella illogica eppure chiarissima della fiaba.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Osservatorio (Quartieri di Vita)<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Sono 9 gli spettacoli che la Sezione Osservatorio coopta da Quartieri di Vita,<\/strong> il Festival di formazione e teatro sociale ideato e diretto da Ruggero Cappuccio. Cinque perfezionano con la nuova messa in scena il lavoro laboratoriale del 2024, altri quattro rappresentano una novit\u00e0 assoluta. Alla Sala Pasolini di Salerno torner\u00e0 dunque il 21 giugno \u201cA match\u201d (Una partita), progetto a cura di Oscar Briou (Fiandre), in collaborazione con Gina Ferri del Centro di solidariet\u00e0 La Tenda di Salerno, destinato a uomini con problemi di dipendenza. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019evento \u00e8 in partenariato con la Rappresentanza Generale della Comunit\u00e0 fiamminga e della Regione delle Fiandre in Italia. Il Parco urbano Pinetamare di Castelvolturno (Ce) ospiter\u00e0 il 12 luglio Umpteen Antigones (Le mill\u2019Antigoni), progetto a cura di Christian Costa (Polonia), in collaborazione con Antonio Nardelli del Teatro Folli Idee, destinato ad adolescenti di varie nazionalit\u00e0 e ragazzi italiani di Grazzanise e Castelvolturno. In partenariato con l\u2019Istituto Polacco di Roma. Il Teder di Napoli sar\u00e0 lo spazio teatrale di altri tre eventi: il 6 luglio \u201cThe Present Body\u201d (Il corpo presente), laboratorio di danza contemporanea a cura di Arcadie Rusu (Romania), in collaborazione con Giulia Amodio dell\u2019Associazione N:EA (Napoli: Europa Africa) di Ponticelli (NA), destinato a giovani residenti della periferia orientale della citt\u00e0 di Napoli, con assistenza artistica di Daniela Montella e in partenariato con l\u2019Accademia di Romania a Roma; il 10 luglio \u201cChronicle of creeping feelings or everything is always already there (Cronaca di sentimenti striscianti o tutto \u00e8 sempre gi\u00e0 l\u00ec), progetto a cura di Ed. Hauswirth (Austria), in collaborazione con Nadia Carlomagno, docente del Master di \u201cTeatro, pedagogia e didattica. Metodi, tecniche e pratiche delle arti sceniche\u201d all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa, e in partenariato con il Forum Austriaco di Cultura a Roma; l\u201911 luglio \u201cTheatre: Collective Statement\u201d (Affermazione collettiva), progetto a cura di Ond\u0159ej \u0160tefan\u00e1k (Repubblica Ceca), in collaborazione con Rossella Massari e Roberta Prisco dell\u2019Associazione Vernicefresca Teatro di Avellino. In partenariato con il Centro Ceco di Roma e l\u2019Ambasciata della Repubblica Ceca in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Non meno interessanti sono le proposte del \u201c<strong>Quartieri di vita<\/strong>\u201d che verr\u00e0. Il 3 luglio nella Chiesa di Donnaregina Vecchia a Napoli andr\u00e0 in scena \u201cSibille-oracoli e profezie tra passato, presente e futuro\u201d, ideazione e composizione della regista Marina Rippa. Uno spettacolo con le donne del progetto \u201cLa scena delle donne\u201d &#8211; percorsi teatrali con le donne a Forcella. La storia delle Sibille, e in particolare di quella Cumana, \u00e8 lo strumento per ragionare su questioni che riguardano l\u2019attesa, il destino, il senso delle richieste di profezie, il lasciare a caso le risposte. In scena una ventina di donne, ciascuna con il proprio oggetto magico e divinatorio, legato a tradizioni o invenzioni. Attraverso questi oggetti, e la simbologia che esprimono, le protagoniste interagiranno con il pubblico, accompagnate dall\u2019alloro, pianta consacrata ad Apollo e cibo sacro delle Sibille. Profano, sacro, antico, moderno e lingua latina in un mix che vuole dare voce (e corpo) alla leggenda raccontata da Ovidio e Virgilio.<\/p>\n\n\n\n<p>Di grande impatto sociale \u00e8 anche il 24 giugno nello spazio dell\u2019Istituto Colosimo di Napoli \u201c<strong>Fareteatro\u2026 oltre lo sguardo<\/strong>\u201d, un progetto di Muricena Teatro che coinvolge persone non vedenti e ipovedenti. Una scrittura teatrale che nasce principalmente dai racconti degli interpreti, attraverso un percorso di ricerca e creazione di natura simbolica, sensoriale, emotiva, testuale, musicale e sonora, iconografica e poetica. Storie, ricordi, sogni infranti e mai realizzati, capaci di toccare il cuore delle persone, creando quell\u2019illusione magica che le condurr\u00e0 nel mondo dell\u2019invisibile. Uno spettacolo politico, con la conduzione del laboratorio, la drammaturgia e la regia di Raffaele Parisi, per riflettere su quanto il processo di inclusione di soggetti affetti da disabilit\u00e0 visiva abbia bisogno di una maggiore attenzione e partecipazione sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>Centro Colonna di Ponticelli<\/strong>, a Napoli Est, ospiter\u00e0 invece l\u201911 luglio \u201cFrammenti di un discorso amoroso\u201d, un progetto di Teatro Ricerca Educazione-Trerrote e Maestri di Strada, a cura del regista Nicola Laieta. L\u2019omaggio al titolo del libro di Roland Barthes viene naturale per questa raccolta di parole, gesti ed esperienze sull\u2019amore, innescata dal confronto con i personaggi de \u201cGli innamorati\u201d di Goldoni. Un testo dove la conversazione trionfa nettamente sull\u2019azione, capace come pochi altri di stimolare i giovanissimi del tempo presente. Ragazzi alle prese con i loro primi amori: infelici, non corrisposti, deliranti, tossici, interrotti, impossibili, intermittenti, che ti consumano, ti isolano, ti sconvolgono, ti inchiodano, ma che ti fanno sentire vivo. Una tragedia tutta interiore, rimuginata, parlata, che, grazie allo spazio traslato e protetto del teatro, pu\u00f2 diventare commedia, farsa, operetta buffa, rappresentazione catartica per i giovani attori e per il loro pubblico..<\/p>\n\n\n\n<p>Quelle stesse fragilit\u00e0 che il regista Enzo Mirone mette in relazione con l\u2019opera e la poetica di Samuel Beckett in \u201cNon Io \u2026\u201d, lo spettacolo che si potr\u00e0 vedere il 3 luglio al teatro Comunale di Benevento. Un gruppo di lavoro, all\u2019interno del quale convivono e vengono condivise forme differenti di disagio e di disabilit\u00e0, racconta volta per volta il suo Beckett, portando in scena quel punto o quel momento preciso in cui il proprio vissuto coincideva o entrava in contatto\/collisione con l\u2019autore. Consapevoli tutti, e sempre di pi\u00f9, che le lacrime del mondo sono immutabili.<\/p>\n\n\n\n<p>La data di apertura della biglietteria sar\u00e0 comunicata nei prossimi giorni sui canali social della Fondazione Campania dei Festival. Un botteghino sar\u00e0 allestito ogni sera nei luoghi che ospiteranno gli eventi. Confermata ancora una volta la politica dei prezzi popolari voluta dal direttore artistico Ruggero Cappuccio. Il costo del biglietto per assistere agli spettacoli del Campania Teatro Festival 2025 resta quello di sempre: da 8 a 5 euro, con ingresso gratuito per le fasce sociali pi\u00f9 deboli. Nel segno della continuit\u00e0 sar\u00e0 anche l\u2019anima green della rassegna e la virtuosa e sempre proficua sinergia con le Universit\u00e0 e con Eunic, la rete degli istituti di cultura nazionali dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ben 150 eventi e 68 debutti assoluti in 31 giorni di programmazione. 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