La scoperta dal cantiere della nuova piscina comunale
Una scoperta archeologica è emersa dal cantiere della nuova piscina comunale di Sant’Antonio Abate. Durante le operazioni di scavo, ai margini dell’area interessata dai lavori, sono riaffiorate le tracce dell’aia di un’antica villa rustica di epoca romana.
A restituire il segno della presenza antica sono, in particolare, il lapillo vulcanico e alcuni solchi di coltivazione, rimasti conservati nella stratificazione del terreno. Tracce che riportano la storia dell’area all’epoca dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., quando il territorio venne investito dai materiali vulcanici.
Il ritrovamento ha richiesto i sopralluoghi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, intervenuta nei giorni scorsi per effettuare le verifiche sull’area e valutare le modalità di tutela della testimonianza archeologica.
La scoperta, tuttavia, non dovrebbe comportare uno stop al progetto della nuova struttura sportiva. Secondo quanto riferito dalla sindaca di Sant’Antonio Abate sui propri canali social, la presenza di ampi spazi nell’area consentirebbe di modificare il progetto attraverso una variante che prevede lo spostamento dell’area di cantiere.
I lavori per la realizzazione del centro sportivo, quindi, potranno proseguire mentre il ritrovamento archeologico sarà oggetto degli interventi e delle valutazioni necessarie da parte degli enti competenti.
Resta ora da capire quale sarà il destino dell’area archeologica. L’amministrazione comunale guarda alla possibilità di valorizzare i resti e integrarli, in futuro, all’interno della nuova struttura, trasformando una scoperta casuale in un elemento di interesse culturale per la comunità.
Il ritrovamento aggiunge così un nuovo tassello alla storia del territorio di Sant’Antonio Abate, riportando alla luce le tracce di un paesaggio agricolo di epoca romana rimasto sepolto per quasi duemila anni.










