Una Eneide del Pallone, un racconto epico-comico: quindicesima giornata di campionato
Nel cuore degli eroi s’annida sempre una creatura informe: la Bestia Nera, un’ombra dell’anima generata dai desideri ciechi e dalle ferite non guarite.
La Lazio, tre giorni dopo aver battuto i gladiatori partenopei nel torneo di Coppa Italica, si presenta nell’Arena di Fuorigrotta con le armi affilate di un animale affamato che non ruggisce, ma sussurra, che non attacca ma seduce.
La Bestia Nera si nutre della fragilità, ti ammalia pronta a trasformarsi in tempesta nei momenti di debolezza.
È quello che ha fatto Tijjani Noslin da Amsterdarm nella sfida precedente colpendo il fronte difensivo del Napoli per ben tre volte.
Oggi, però, l’attaccante olandese siede in panca.
Mister Conte, a differenza della battaglia precedente, schiera i gladiatori titolari per provare a esorcizzare la paura con il vigore eroico dei suoi uomini migliori.
Ma la Bestia Nera evidentemente na scavato nell’animo dei suoi eroi e l’ha marchiata con la paura e lo sgomento.
Antonio da Lecce urla dalla panchina e ordina ai suoi uomini di guardare in faccia la Bestia Nera e di affrontarla a viso aperto.
I gladiatori partenopei si spingono spesso nell’area laziale ma non riescono a trafiggere il portiere avversario.
Nella seconda frazione di gioco, al minuto LII la Lazio colpisce una traversa.
Ancora una traversa che salva la porta di Meret il muto.
I partenopei cercano di reagire e al minuto LXXI anche l’Anguilla nera colpisce un palo.
Sembra una battaglia incanalata verso un mesto risultato di parità ma al minuto LXXIII entra la Bestia Nera Noslin.
La vittoria si sa non è distruzione, la vittoria è soprattutto trascendenza: andare oltre i limiti del corpo, della mente e delle emozioni.
La Bestia Nera lavora un pallone e serve un assit stupendo per Gustav Tang Isaksen da Hierk.
Per l’attaccante danese è un gioco da ragazzi trafiggere il portiere partenopeo.
L’Arena dedicata al Dio del Calcio non crede ai suoi occhi, Partenope ha ceduto la testa alla Dea Atalanta.
Sul campo di battaglia cala un silenzio surreale.
A Mister Conte l’arduo compito di far capire ai suoi gladiatori e a tutta la folla che li segue, che la Bestia Nera non si vince uccidendola, la Bestia Nera si affronta senza paura, la Bestia Nera si combatte scegliendo di non diventare suo schiavo.
Solo così gli eroi saranno liberi di compiere un’impresa leggendaria.
Il viaggio epico di Mister Conte non riesce a mantenere la rotta corretta.
La rubrica “Le gesta di Mister Conte” è a cura di Gianluca Papadia
[…] dal pantano del decimo posto, salì glorioso
fino ai fasti d’un tricolore sudato,
guidando dieci prodi e un portiere mezzo zoppo,
tra VAR infami e arbitri ciechi,
contro il fato, le squalifiche e i molteplici infortuni.