Una Eneide del Pallone, un racconto epico-comico: ventiduesima giornata di campionato
Come all’andata anche al ritorno, la sfida contro la Juventus mette Mister Conte contro il suo glorioso passato.
Il nostro eroe, oltre al degente di lungo corso Buongiorno, deve rinunciare ancora una volta a Olivera.
Al suo posto gioca Spinazzola che, come Juan Jesus, sta dando il suo valido contributo ogni volta che viene buttato nella mischia.
In mancanza di buone notizie dal mercato, Mister Conte si affida ancora una volta ai suoi valorosi gregari.
L’Arena dedicata al Dio del Calcio è ancora una volta strapiena.
Il tutto esaurito casalingo ormai è una costante di questo campionato.
I sostenitori azzurri sono il XII uomo in campo e, fin dal primo minuto, spingono gli uomini di Mister Conte ad attuare un pressing altissimo.
Un piano tattico asfissiante che però lascia il fronte scoperto a un’arma temibilissima come la ripartenza.
Al minuto VI, proprio su una di queste, Kenan Yldiz da Ratisbona, si trova a tu per tu con Alex Meret da Udine.
Come Enea che, con l’aiuto divino, sfida il mare, il Muto si oppone miracolosamente al tiro dell’attaccante bianconero.
Come sempre, il portierone azzurro decide di rispondere con i fatti alle continue critiche dei suoi tifosi.
Senza parole inutili, senza fronzoli, con un gesto tecnico che può diventare legenda, disinnesca l’attacco juventino e alimenta la speranza di vittoria dei suoi uomini.
Speranza che vacilla al minuto XLIII quando, un intervento a dir poco goffo dell’Anguilla nera serve un assist involontario a Randal Kono Muani da Bondy.
Perfino Meret non può compiere il secondo miracolo.
Si torna negli apogei in svantaggio di un gol.
Alla ripresa delle ostilità i partenopei rientrano in campo più aggressivi di prima.
Michele Di Gregorio da Milano per non essere da meno del suo pari ruolo partenopeo, al minuto L, compie un autentico prodigio su un colpo di testa di Spartaco.
L’estremo difensore bianconero, però, non può nulla contro il colpo di testa dell’Anguilla nera.
Anche Di Gregorio non può compiere il secondo miracolo.
Al minuto LVI, i partenopei acciuffano il pareggio.
“Vi voglio così” urla Mister Conte dalla panca e i suoi uomini aumentano il ritmo.
Ormai si gioca solo nell’area juventina.
Il netto dominio territoriale dei partenopei si concretizza al minuto LXVIII.
Spartaco serve lo Scozzese in area che viene falciato da un avversario.
Il gigante belga dal dischetto non può sbagliare e la festa sugli spalti dell’Arena di Fuorigrotta può finalmente iniziare.
Una vittoria in rimonta ha un sapore particolare.
Contro la compagine juventina ancora di più.
Il viaggio epico di Mister Conte conquista un’altra tappa importante.
La rubrica “Le gesta di Mister Conte” è a cura di Gianluca Papadia
[…] dal pantano del decimo posto, salì glorioso
fino ai fasti d’un tricolore sudato,
guidando dieci prodi e un portiere mezzo zoppo,
tra VAR infami e arbitri ciechi,
contro il fato, le squalifiche e i molteplici infortuni