Una Eneide del Pallone, un racconto epico-comico: ventitreesima giornata di campionato
Dopo il pareggio dell’Internazionale nella battaglia fratricida di Milano, gli uomini di Mister Conte hanno l’opportunità di allungare il loro vantaggio in classifica.
Per la battaglia contro la Roma di Sir Claudio mancano sempre gli infortunati Buongiorno e Olivera.
Spinazzola e Juan Jesus ormai sono da considerarsi titolari a tutti gli effetti.
I partenopei partono con un pressing altissimo e la compagine capitolina può affidarsi solo ai lanci lunghi.
Nonostante ciò, le azioni d’attacco più pericolose sono proprio per la Roma.
Al minuto XXIX salgono in cattedra i due gregari d’oro di Mister Conte.
Lancio millimetrico del brasiliano Juan Jesus e tocco sotto dell’esterno italiano.
Spinazzola trafigge il portiere avversario con un delizioso pallonetto: la dura legge dell’ex è sempre valida sui campi di battaglia.
E in quest’azione gli ex giallorossi sono addirittura due.
La reazione della compagine romana è fragorosa ma gli uomini di Mister Conte riescono a neutralizzare tutti gli attacchi avversari.
I partenopei tornano negli apogei ancora in vantaggio.
Alla ripresa del gioco, lo Scozzese ha una ghiotta occasione ma non riesce a centrare la porta giallorossa.
È la Roma però ad avere le occasioni migliori e a sfiorare il pareggio più volte.
La paura è un’ombra mandata dagli Dei, silenziosa ma onnipresente, che si allunga nel cuore degli uomini e degli eroi prima ancora che la battaglia abbia inizio.
Col passare del tempo quell’ombra cresce sempre di più e condiziona il cammino dell’eroe.
Vedendo i suoi uomini in balia di questa forza divina, Mister Conte decide di buttare nella mischia Pasquale Mazzocchi da Barra proprio per il coraggio dimostrato nelle sue ultime battaglie.
Per far posto al difensore partenopeo DOC però, il nostro eroe toglie dal campo il funambolo brasiliano.
Una mossa che però sortisce l’effetto contrario.
I suoi valorosi eroi leggono in questo gesto difensivo un segno nefasto e si abbandonano agli spiriti del panico Pavor e Formido.
La brigata azzurra è in balia delle onde del terrore e non riesce più a far prevalere la ragione.
Al minuto XCII, quando ormai la nave sembrava aver scampato la tempesta, Jose Angel Esmoris Tasende da Coristanco, lasciato incredibilmente solo proprio dal sempre intrepido Mazzocchi, trafigge la porta di Meret.
Un pareggio a battaglia ormai conclusa che puzza inesorabilmente di occasione buttata alle ortiche.
Il viaggio epico di Mister Conte rallenta sotto il peso della sua stessa grandezza.
La rubrica “Le gesta di Mister Conte” è a cura di Gianluca Papadia
[…] dal pantano del decimo posto, salì glorioso
fino ai fasti d’un tricolore sudato,
guidando dieci prodi e un portiere mezzo zoppo,
tra VAR infami e arbitri ciechi,
contro il fato, le squalifiche e i molteplici infortuni