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Home News

Al Tempio di Nettuno, “MEDEAE…da Euripide in poi”

Redazione di Redazione
27/08/2025
in News
Tempo di lettura: 5 minuti

XV edizione della Rassegna teatrale estiva “…dal Mito a + ∞”

Venerdì 29 agosto, alle ore 21.30, il Tempio di Nettuno nel Parco Archeologico di Paestum sarà il magico scenario, palcoscenico inimitabile, di “MEDEAE…da Euripide in poi” che quest’anno festeggia il dodicesimo anno di rappresentazioni. Lo spettacolo rappresenta un’occasione unica ed irripetibile di poetica magnificenza, ideato, scritto e diretto esclusivamente per il patrimonio archeologico di Paestum, perché sia identificativo del luogo che lo accoglie. Rientra nella Rassegna dal mito a + ∞ ,che nasce (nel 2006) con lo scopo specifico di produrre spettacoli di alto contenuto drammaturgico, che si distinguano come momenti identificativi del patrimonio archeologico di Poseidonia. Gli spettacoli irripetibili in altri siti ,rappresentano un’ESCLUSIVA, una “UNICITA'” di Paestum. Per non disturbare in nessun modo la magnificenza e la naturalità degli spazi,non viene installato alcun palco,nessun artificio.. soprattutto perchè non vi sia MAI una distanza tra il pubblico ed “il fatto scenico”,che invece avvolge delicatamente il pubblico,rendendolo intimamente partecipe .La nostra produzione si distingue proprio per la pratica del METATEATRO, che si fonde alle tecniche del metodo STRABERG, applicato alla drammaturgia antica,che scopriamo così essere parte intima e viva di ogni uomo,anche e soprattutto nella modernità.

”Respiriamo tutti insieme,ci scambiamo le verità più profonde dell’essere…ci tocchiamo gli occhi!Il pubblico è attore protagonista della scena,che non conosce distanze.Non avrebbe molto senso per me fare un teatro diverso,in questo momento! Il pubblico non vuole bugie,solo verità.Il teatro ha bisogno di risvegliare vibrazioni,emozioni…Gli attori devono mettersi intimamente in gioco(non vogliamo rappresentazioni,ma INTERpretazioni. I personaggi vogliono essere veri.Credo che se la gente non vibra,non rabbrividisce,non si emoziona,non si commuove riconoscendosi in scena,non trova il motivo per raggiungerci a teatro, per comprare un biglietto…Insomma ne deve valere la pena! Fare l’ATTORE è una missione sociale e civile, che si distanzia profondamente da altre forme di intrattenimento.L’UMANITA’ ha bisogno di umanità…soprattutto in questa era di “ VIRTUALITA’SOLITARIA E VOLUTAMENTE AMMUTOLITA”! Non saro’ io a salvare l’UOMO, ma la cultura si!” In scena con Medea : 11 attori, 2 musicisti, 15 corifei,ballerini… Nel titolo dello spettacolo il genitivo latino del nome (Medea, ae), ossia “di Medea”: un intenso e delicato susseguirsi, legato da un filo di sangue, di quanto la letteratura di ogni tempo abbia dedicato a Medea. È il viaggio di Medea, la visione “globale” del ruolo che questo personaggio ha avuto nel corso dei secoli. Euripide ha giocato sicuramente un ruolo decisivo. Infatti, fa da spartiacque tra due modi diversi di interpretare questa figura. L’elemento centrale della leggenda di Medea, o meglio quello che era divenuto centrale dopo Euripide, l’infanticidio, era stata un’innovazione del tragediografo ateniese rispetto alla tradizione precedente. Dopo il 431 a.C., la rappresentazione euripidea ha esercitato il suo influsso sulle letterature successive. Euripide, Seneca, Grillparzer, Alvaro, Pasolini, fino a Christa Wolf, sono compagni di questo viaggio teatrale verso Medea, per portare tutto quello che “di Medea” abbiamo imparato nei secoli. Mi affascina il tentativo di giungere, per quanto possibile, alla base di tutte queste tradizioni, non con approccio scientifico, bensì come attrice e regista, con immaginazione e fantasia nutrite tuttavia da un’ampia conoscenza delle condizioni di vita di questa figura.

Medea vive l’eterna tragedia di dover portare in scena la sua storia, da tutta l’eternità, ossia da quando è stato scritto per la prima volta il suo nome, famoso ormai tra gli dei e tra gli uomini di ogni tempo. Ogni volta che vi sarà un pubblico, come in un girone dantesco, sarà costretta a rivivere la sua tragedia, il tradimento, il dolore e l’estremo gesto dell’infanticidio lucido e cosciente. L’inizio dello spettacolo è generato dalla fine di uno che, poc’anzi, è terminato. Alla vista di un nuovo pubblico, il personaggio si prepara e rivivere tutto, per raccontarsi a nuove donne ed a nuovi uomini. “E’ un dolore che non vuole passare, un dovere dato dalla sua stessa natura.” Tutti gli autori di Medea sono stati di supporto al riadattamento del testo (curato dalla stessa Sarah Falanga) che va in scena leggero, lineare, moderno nell’essenza e nella messa in scena. Ecco una parte del prologo, scritto di getto, in un sol fiato, pensando a quanto di Medea vi sia in ogni donna attrice e spettatrice: “Io, Medea. E’ l’ultimo sguardo. Attraverso l’ultima stanza di questo palazzo che mi vide padrona, madre, tradita. Ora, la libertà! La libertà è l’esilio e la condanna a una missione suprema… Condanna di luce per l’eternità, per chi mi incontrerà. La luce di una scoperta. Scoperta e valore di una dignità. Esilio. Esilio. Esilio, si! Per ogni donna il racconto, la storia, il viaggio… Il meraviglioso sacrificio di un viaggio… Il mio castello, da ora in poi, è il mondo! Ed è affanno, è verità… E’ sofferenza di libertà… Ricomincia il gioco del dolore…” La scena è un ring entro il quale il pubblico è avvolto. Persa la dimensione abituale, rompendo la “quarta parete”, lo spettatore è al centro della vicenda, proprio come succede nell’animo di chi si trova costretto a rivivere il suo dramma ogni volta che il teatro lo chiede, o meglio ogni volta che il “dovere di catarsi” richiama l’essenza di un personaggio teatrale. In scena sette Medee, che rivivono il tormento dell’uccisione come estrema ratio, fino a giungere all’epilogo che chiude il cerchio, che presagisce un nuovo inizio…il ritmo ininterrotto di un’esperienza che da secoli il personaggio è votato a donare al pubblico e dal quale non può esimersi (destino dal quale non può prescindere) ed in questo ciclo v’è l’eterno tormento, dal quale per sua stessa natura non può liberarsi nonostante l’estrema sofferenza di ogni spettacolo.

“La donna, infatti, è piena di paura, vile di fronte alla forza; ma quando viene offesa nel suo letto non c’è altra mente che sia più sanguinaria. Donne di Corinto, vi parlo perché non abbiate nulla da rimproverarmi. Eccomi qua, questa l’ultima stanza del Palazzo? Ma no…se il mio palazzo è il mondo…questa non è che la continuazione di un viaggio… e ci sarà una nuova stanza, ed un’altra ancora…dove incontrare altri sguardi. Il mio viaggio nelle coscienze dell’eternità…Medea”

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MEDEA: libera, magica e orgogliosa creatura!

Un particolare ringraziamento è rivolto al DIRETTORE della Soprintendenza dei Parchi Archeologici di Paestum e Velia Dott.ssa Tiziana D’Angelo, ai funzionari ed al personale tutto.

Riadattamento e Regia: SARAH FALANGA

Cast Artistico: SARAH FALANGA, CHRISTIAN MIRONE ,JACOPO SORBINI, GIUSY PAOLILLO, DAMIANO AGRESTI, MARCO GALLOTTI, AURORA PASCALE,SONIA SPIEZIA (alleve borsiste dell’Accademia Magna Graecia), la danzatrice Francesca Pisaturo e con la partecipazione delle piccole DILETTA SGRITTA e MARIA VITTORIA LEMBO.

Ho l’onore ed il piacere di annunciare la presenza di corifei d’eccezione : I vincitori del PRIMO PREMIO del FESTIVAL PAESTUM TEATRO ANTICO,DEL GIOVANE TEATRO CLASSICO 2025,capitanati dalla Docente Rossella Farese.

”Per la prima volta dopo dodici edizioni del festival giovanile,ritengo oppotuno avere in scena con noi i ragazzi, poiché particolarmente talentuosi,rigorosi ed appassionati. Credo che il Festival debba rappresentare anche un’opportunità per i giovani che inbtendano investire la loro esistenza nell’ARTE…” Disegno luci: CHRISTIAN MIRONE Costumi: LETICIA CRAIG

Produzione: TEATRINEDITO AMG & ACCADEMIA MAGNA GRAECIA INFO in BREVE
Venerdì 29 agosto 2025, ore 21.30 – Location dello spettacolo: Tempio di Nettuno – Area Archeologica di Paestum

Durata: 1 h 30 min circa
Prenotazione obbligatoria – Evento a pagamento
Biglietti acquistabili anche con Carta del Docente
Lo spettacolo prevede delle sedute (posto unico)
Apertura cancelli (varco tempio di Nettuno – area pedonale) alle ore 21.15

Evento facebook: https://www.facebook.com/events/612405125248325
Per info, biglietti e prenotazioni: 333 76 50 338 (whatsapp).

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