Appuntamento lunedì 29 settembre ore 18:00 presso la Feltrinelli di Piazza dei Martiri, insieme all’autore interviene Maurizio De Giovanni
Quando Dante Millesi, tra i fondatori del sito Calcio & Dintorni, si imbatte nella notizia del ritrovamento di un cadavere nel lago di Lugano, non gli ci vuole molto a convincersi che si tratta di una di quelle storie che un giornalista, intransigente e disperato come lui, ha il bisogno, prima ancora che il dovere, di raccontare.
Per Millesi, nato nel Rione Sanità e che da ragazzino aveva assaporato il sogno di giocare nel Napoli al fianco di Maradona, in quella storia riecheggia infatti l’eco di un dolore che pensava sepolto nel passato, di una colpa che non può essere redenta.
E così in un cerchio di coincidenze tutt’altro che fortuite – un cerchio che pagina dopo pagina prende sempre più la forma di un cappio – Millesi si lancia in un’indagine nell’indagine, arrivando quasi a sfidare gli inquirenti che sembrano inchiodati, loro per primi, a reticenze, censure, pavidità ed egoismi.
Proprio quegli egoismi, del resto, consumano dal di dentro i sentimenti di amicizia e d’amore, che il quarantenne Millesi nutre per Tiziana, la giovane collega da cui si sente attratto, per Claudio Romano, l’agente di calciatori che lo indirizza sulla pista del traffico di giovanissimi calciatori africani, e padre di quest’ultima, o ancora per Cristina Ghiglione, il pubblico ministero titolare del caso, con cui aveva vissuto anni addietro un’intensa relazione sfiorita sul più bello, lasciando in entrambi tanti punti di domanda.
Millesi, che nel frattempo per un debito di riconoscenza si ritrova a tentare di salvare una squadra dell’Eccellenza lombarda dalla retrocessione, poco alla volta porta alla luce le connessioni, le opere di corruzione e i tradimenti che troppo spesso condannano il talento – come quello dei ragazzini nigeriani che scoprirà vittime di quel crudele ingranaggio -, a soccombere per l’avidità di criminali senza scrupoli, assassini di uomini e divoratori di sogni. E si ribellerà a suo modo all’ineluttabilità degli eventi, fino a sacrificare se stesso.
La colpa è di chi muore è una storia che lascia il segno.
Come certi tiri sbagliati, come certi amori finiti,
come certe verità che nessuno vuole ascoltare.
Maurizio de Giovanni.










