Fino al 19 novembre l’opera esposta alla Chiesa di Santa Maria di Portosalvo di Napoli
Fino al 19 novembre sarà possibile ammirare, presso la Chiesa di Santa Maria di Portosalvo in Via Alcide de Gasperi 42, nei pressi del Porto di Napoli, l’esposizione straordinaria della grande tela del pittore contemporaneo Michelangelo Della Morte, destinata alla fine della mostra ad ornare l’altare del restaurato Santuario di San Michele Arcangelo sul Monte Faito.
Ponte tra tradizione e innovazione, la pittura di Michelangelo Della Morte è un mezzo che fa rivivere l’antica tradizione secentesca del naturalismo che è riletto in chiave contemporanea. La Madonna è qui intesa come la donna vestita di sole del libro dell’Apocalisse, cioè come la nuova Eva che ha cancellato la colpa del peccato della prima donna rifiutando e schiacciando la testa del Diavolo.

Il ventre gonfio, pieno di Spirito, allude alla nuova alba futura in cui la grazia riempirà l’intera terra. Nella bella tela si staglia maestosa la figura dell’Arcangelo, principe delle milizie celesti, armato come un soldato romano dallo svolazzante mantello turchino, che richiama le tipiche cromie di Luca Giordano, presente con le sue molteplici opere nelle chiese napoletane. Con un movimento dalla leggerezza celestiale che sembra quasi contrastare con la possenza delle sue tornite e muscolose carni, impugna la lancia che trafigge il Demonio, una bestia deforme a metà tra un alieno ed un ibrido uomo-animale.
Il tema della ambivalenza, della doppia anima che ognuno di noi possiede e richiamato dalle figure in basso, gli angeli ribelli che si contorcono nel fuoco degli Inferi. Essi, che scientemente abbracciarono la via del peccato, perdendo così per sempre il Paradiso, hanno però sublimi ali di farfalla, segno di leggerezza ma anche di metamorfosi. Ma se, come sosteneva Pico della Mirandola, “grande miracolo è l’uomo”, egli è messo al centro tra il terreno ed il divino e, proprio come questi angeli, possiede in sé una duplice natura che gli permette tanto di elevarsi verso le beltà celesti, tanto di abbassarsi nell’animalità del peccato e della perdizione. Sta a noi che siamo al centro trovare la giusta strada, e la via della felicità










