Fino al 22 marzo 2026, una rassegna dedicata alle Donne nella Napoli spagnola
Dal 20 novembre 2025 al 22 marzo 2026 le Gallerie d’Italia ospitano la mostra evento “Donne nella Napoli spagnola. Un altro seicento”. La rassegna è totalmente incentrata sul ruolo della donna nelle arti del Seicento: se da un lato la mente subito corre verso la pittrice simbolo di quel secolo, Artemisia Gentileschi, è anche vero a Napoli operavano tante artiste, spesso poco note e poco indagate dalla critica, che finalmente con questa mostra trovano voce e spazio.
La mostra, che vanta prestiti internazionali ed opere mai esposte prima d’ora, prende il via da Fede Galizia, una pittrice milanese specializzata in ritratti, che operò a Napoli nella Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi e quella di San Carlo Borromeo alle Mortelle: dalla prima viene una splendida Adorazione dei Magi, dalla seconda il San Carlo che venera la croce dove il Santo milanese, avvolto in un ricco piviale di broccato rosso fermato al petto da una spilla gioiello, stringe tra le mani una grossa croce dove tradizionalmente era conservato un chiodo del martirio di Cristo. Dipinta per i Barnabiti, la tela presenta una attenzione per i dettagli e guarda al naturalismo napoletano dove l’uso della luce fredda suggerisce una atmosfera intima, tipica della pittura controriformata.

Segue poi la sezione dedicata a Diana Di Rosa, sorella del noto pittore Pacecco e sposa di Agostino Beltrano, che fu prima suo compagno di bottega, poi di vita. La pittrice fu vittima di un errore storiografico, portato avanti dal biografo Bernardo De Dominici: la sua vicinanza a Massimo Stanzione, di cui fu discepola, scatenò la gelosia del marito che pensando di essere vittima di un tradimento, la ammazzò. Questo ha reso Diana, detta Annella, un simbolo delle donne forti ed indipendenti vittime di femminicidio dagli uomini prepotenti e possessivi, ma in realtà questa è solo una leggenda cupa e infondata. Nel percorso di visita sono esposte alcune opere, tra cui la Santa Cecilia e l’angelo, conservata al Fine Arts di Boston e il Cristo risorto con la Maddalena da una collezione privata.
Ovviamente non può mancare Artemisia Gentileschi, presente con la Maddalena penitente da Oslo, la Santa Cecilia dalla Florida e la monumentale Giuditta ed Oloferne da Cannes, per la prima volta in Italia e ripresa di un tema molto frequentato dalla pittrice, vittima di abuso in giovane età.
Un prestito eccezionale è la Donna barbuta di Jusepe de Ribera che racconta della strana vicenda di Maddalena Ventura: dopo tre gravidanze all’improvviso nel 1631 si ritrovò in viso una folta barba, spuntata senza apparente motivo. La ritroviamo al centro della tela mentre sta allattando il figlio, alla presenza del marito Felice de Amici e guardano verso lo spettatore con forte intensità. Il quadro, conservato al Prado di Madrid, fu eseguito su commissione del duca di Alcalà, che volle così fare immortalare quello che sicuramente è un esempio di irsutismo.


La donna è celebrata attraverso splendidi ritratti, come quello della musicista Adriana Basile e della cantante Giulia Di Caro e con l’opera di una serie di artiste napoletane poco note, ma dal grande talento. Teresa Del Po, sorella del più noto Giacomo, fu una abilissima miniatrice e ritrattista mentre fiorente fu anche l’attività della ceroplastica, l’arte di modellare figure con cera e stoffa, di cui fu esperta Caterina De Julianis. Ed a lei è attribuita l’opera che chiude la mostra, che non può lasciare indifferenti. La Scandalosa è una ceroplastica che rappresenta una donna che ha il volto devastato dalla sifilide e divorato da vermi e scarafaggi. La scultura, conservata nel Complesso degli Incurabili, doveva servire come monito contro la piaga della prostituzione, molto diffusa nel XVII secolo.


Il bel catalogo edito da Allemandi presenta le cento opere esposte con testi firmati da massimi esperti del settore, tra cui Raffaella Morselli, Cristina Terzaghi, Giuseppe Porzio, Eve Straussman-Pflanzer e altri studiosi italiani e internazionali. La mostra è compresa nel biglietto di ingresso alle Gallerie d’Italia.










