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Home Cultura

Acerra. Il Carnevale entra nel patrimonio culturale della Campania

Giada Cuomo di Giada Cuomo
25/01/2026
in Cultura
Tempo di lettura: 3 minuti

Riconoscimento avvenuto sabato 10 gennaio

Grande traguardo per la città di Pulcinella: il Carnevale Acerrano è stato inserito nel patrimonio culturale immateriale della Campania. Un traguardo davvero importante, che valorizza l’ identità storica di Acerra.

Ma come si svolge il carnevale acerrano? I festeggiamenti si concludono solitamente il Martedì Grasso, con la grande esposizione del fantoccio di Vincenzo Carnevale. A “chiagnuta” ’e Vecienzo – il momento più importante di tutti i festeggiamenti popolari – si configura come una lamentazione funebre che accompagna la sua morte simbolica. Attorno al fantoccio, esposto su un catafalco insieme alla moglie Vecenza, la comunità mette in scena un rituale antico fatto di pianti, canti e tammurriate, che rievoca modelli tradizionali del lutto popolare. La tradizione è oggi portata avanti dal Comitato Popolare del Carnevale Acerrano, che con l’intera celebrazione coinvolge grandi e piccini, vecchie e nuove generazioni, nel ricordo di un episodio identitario che affonda le radici in un tempo passato.

La tradizione, tramandata negli anni nei quartieri popolari e nelle masserie di Acerra, rappresenta un momento di passaggio legato ai cicli lunari e ai significati antichi ed arcaici del Carnevale. Un elemento identificativo che purtroppo oggi risulta essere “a rischio” a causa del progressivo indebolimento dell’organizzazione e della partecipazione attiva. Nonostante ciò, lo scorso 10 gennaio, al Castello Baronale è avvenuta la premiazione alla città ed il riconoscimento ufficiale dell’immenso valore storico e patrimoniale di questo evento.

“L’interesse per il Carnevale tradizionale – racconta Rosa Anatriello, Presidente dell’Archeoclub di Acerra – nasce agli inizi degli anni duemila da un gruppo di soci che decise di documentare quel che sopravviveva della tradizione culturale musicale di Acerra e che aveva la sua espressione nei festeggiamenti legati al Carnevale”. Il gruppo decise di partire dai testi di Tommaso Esposito: II Carnevale acerrano nella tradizione popolare 1979’ e Il messaggio simulato 1981. “Le pubblicazioni purtroppo avevano una finalità per lo più scientifica-antropologica, pertanto, pur riportando i testi delle lamentazioni e dei canti non era possibile ricostruire gli andamenti ritmici e le linee delle voci – continua a raccontare la presidente dell’Archeoclub – Proprio l’interesse per gli aspetti musicali ci spinse ad avviare una serie di ricerche e quando eravamo ormai rassegnati a studiare una tradizione scomparsa, ci rendemmo conto che così non era, ma che in qualche modo dovevamo intervenire istantaneamente per evitare che la modernità spazzasse definitivamente via questa tradizione”.

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Nel corso del tempo all’operazione si sono uniti numerosi musicisti e attori volontari ma anche il Museo di Pulcinella e di Cose Cerrane.

“La notizia dell’accoglimento della nostra proposta da parte della Comitato tecnico per il Patrimonio Immateriale Campano ci ha dato conferma del valore che ha il nostro Carnevale, non solo per la comunità acerrana, ma per l’intera Regione Campania” – conclude Rosa Anatriello.

“La tradizione è l’insieme degli usi, costumi, e dei valori a questi collegati, che ogni generazione, dopo aver appreso, conservato, modificato dalla precedente, trasmette alle generazioni successive”.

Meccanica Russo Meccanica Russo Meccanica Russo
Giada Cuomo

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