Dal 27 gennaio al 1 febbraio al Ridotto del Mercadante il monologo cult su Rosalinda Sprint, tra ironia, poesia e struggimento
Dal 27 gennaio al 1 febbraio il Ridotto del Mercadante riaccoglie Scende giù per Toledo, il cult di Giuseppe Patroni Griffi che negli ultimi anni ha conquistato pubblico e critica grazie alla regia – e alla magnetica interpretazione – di Arturo Cirillo. Una produzione Marche Teatro che continua a imporsi come uno dei lavori più intensi e raffinati della scena contemporanea.
Lo spettacolo, tratto dal romanzo breve pubblicato nel 1975, è un viaggio nella vita tragicomica di Rosalinda Sprint, travestito napoletano alla perenne ricerca dell’amore. Nel suo flusso di parole musicale e ininterrotto, Patroni Griffi disegna una Napoli metafisica e contraddittoria: feroce e tenera, crudele e solidale, sempre sospesa tra realtà e immaginazione.
Cirillo, con il suo accento partenopeo e una presenza scenica che non concede tregua, trasforma quel testo in un monologo teatrale dal ritmo serrato, capace di tenere lo spettatore in bilico tra commozione, ironia e poesia. Le scene sono firmate da Dario Gessati, i costumi da Gianluca Falaschi, le musiche originali da Francesco De Melis, le luci da Mauro Marasà. Assistente alla regia Roberto Capasso.
Nelle sue note di regia, Cirillo racconta il legame profondo con il testo: «Scende giù per Toledo è rimasto nella mia memoria come un piccolo cult della letteratura napoletana. Rosalinda Sprint corre, è in ritardo dal sarto, deve andare da Marlene Dietrich… È una delle invenzioni letterarie più travolgenti: un tango disperato, un folleggiare sul baratro, un urlare per non morire».
Per Cirillo, portare in scena Rosalinda significa restituire «il sogno e la disperazione di chi, pur segnato dalla vita, non smette di rincorrere la possibilità di una felicità».
Un personaggio fragile e tenero, un simbolo della città e delle sue contraddizioni, che torna a vivere sul palco del Mercadante in uno spettacolo che continua a emozionare e a sorprendere.










