Un segmento della storia italiana della ceramica, tra didattica e design dal 5 febbraio al 7 marzo 2026 al Museo Palizzi di Napoli
Il Museo Artistico Industriale F. Palizzi di Napoli presenta, dal 5 febbraio al 7 marzo 2026, una mostra che riporta al centro una delle protagoniste più originali della ceramica italiana del Novecento. “Clara Garesio. Segno, forma, colore. Un segmento della storia italiana della ceramica, tra didattica e design” ricostruisce un momento cruciale della cultura progettuale italiana, mettendo in luce il contributo di un’artista che ha saputo coniugare sperimentazione, rigore formale e una visione didattica innovativa.
Curata da Valter Luca De Bartolomeis, Francesca Pirozzi e Bianca Stranieri, l’esposizione inaugura giovedì 5 febbraio alle ore 16.00 ed è promossa dal Polo delle Arti Caselli-Palizzi, con il patrocinio morale dell’AiCC – Associazione Italiana Città della Ceramica. L’apertura sarà anticipata dalla presentazione della monografia di Francesca Pirozzi Ceramica contemporanea d’autore in Italia, edita da FedOAPress dell’Università Federico II, che dedica un approfondito capitolo proprio all’esperienza di Clara Garesio.
Il percorso espositivo riunisce un corpus di tavole progettuali e opere ceramiche storiche che documentano il passaggio dall’apprendimento tecnico alla piena maturazione di un pensiero progettuale autonomo. Nei disegni, nei moduli ornamentali e nelle sagome di vasellame emerge la precisione di un’artista capace di trasformare la pratica del fare in un linguaggio visivo consapevole, attento alle istanze della contemporaneità e alle dinamiche del design nascente.
Accanto ai materiali grafici, la mostra presenta monotipi ceramici realizzati dalla stessa Garesio, testimonianza di un linguaggio decorativo personale, intriso di suggestioni avanguardiste e di un raffinato senso della composizione. Le opere dialogano con la collezione permanente contemporanea del Museo Palizzi, creando un ponte tra memoria storica e ricerca artistica.
Nata a Torino nel 1938, Garesio si forma alla Civica Scuola di Arte Ceramica e all’Istituto d’Arte per la Ceramica di Faenza. La sua carriera, segnata da una costante sperimentazione tecnica e linguistica, si sviluppa parallelamente all’impegno nella scuola pubblica e in corsi speciali come quelli della Società Umanitaria. Vincitrice del Premio Faenza nel 1956, espone in Italia e all’estero, ottenendo l’attenzione della critica più autorevole. Le sue opere sono oggi conservate in musei e istituzioni internazionali, dal MIC di Faenza al Palazzo dell’ONU di Ginevra, fino alla sede SEAE dell’Unione Europea a Bruxelles. È membro eletto dell’International Academy of Ceramics.
La personale al Museo Palizzi rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire una figura che ha saputo intrecciare didattica, ricerca e progettazione, contribuendo in modo decisivo alla cultura del design italiano. Un appuntamento che invita a riflettere sul valore della formazione artistica come motore di innovazione e consapevolezza creativa.










