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Home Cultura

Caserta. ‘Regine’: trame di diplomazia tra Napoli ed Europa

Valeria Buonomo di Valeria Buonomo
28/01/2026
in Cultura
Tempo di lettura: 3 minuti

Mostra dedicata alle donne che hanno fatto la storia tra ‘700 e ‘800

Le regine d’Europa: la mostra espositiva che guida in un percorso conoscitivo delle donne più importanti della storia. Regine di Spagna, di Napoli, d’Italia, donne colte, eleganti e raffinate, gentili e sensibili ma spesso anche audaci e cambattive ed abilissime strateghe. Sono state regine di quattro grandi dinastie: Farnese, Borbone, Murat, Savoia. Donne che, più “che in cerca di guai” i “guai” li hanno affrontati e spesso subiti, costrette anche all’esilio in seguito a repentini capovolgimenti politici in Europa tra ‘700 e inizi del ‘900.

È il caso, per esempio, di Maria Carolina d’Austria, in esilio in Sicilia dopo la presenza francese nel Regno di Napoli agli inizi dell’800, o di Maria José del Belgio, moglie di Umberto II, nota per le sue posizioni critiche contro il fascismo, costretta all’esilio in Portogallo dopo il referendum del 1946. Regine a volte “in ombra”, a volte autoritarie ed invadenti, caparbiamente al fianco dei loro “regali mariti”. Mariti scelti da altri, sposati per procura e matrimoni combinati a volte minati da pettegolezzi ed intrighi, a volte sfociati in grandi amori (come nel caso di Maria Amalia di Sassonia e Carlo di Borbone) e divenuti indissolubili sodalizi politici.

All’interno della mostra a loro dedicata nel Palazzo Reale di Caserta, i primi ritratti ufficiali di famiglia (splendido quello della Regina Maria Teresa d’Austria di  Martin van Meytens) introducono alla ferma volontà, da parte delle case reali, di manifestare un saldo potere politico in un’Europa sempre in equilibrio precario tra guerre, rivoluzioni, armistizi e trattati di pace sanciti proprio da unioni tra nobili “rampolli”. E questa complicata geografia, tracciata da corone, è ben comprensibile in un interessante video con intricati alberi genealogici, presente proprio ad apertura mostra.

La mostra è allestita nella Gran Galleria della Cappella Palatina della Reggia, normalmente interdetti al pubblico, e si tratta di una mostra di prestigio internazionale anche per alcuni prestiti illustri. Qui quadri, oggetti, arredi ed abiti preziosi, sono capaci di “raccontare” le storie di ognuna di queste donne che spesso, a causa della loro autonomia e della loro indipendenza, furono ostacolate, a volte irrimediabilmente, anche dall’arma della diffamazione e della calunnia. Proprio a questo “strumento” è riservata una interessantissima saletta multimediale dove il visitatore è catapultato tra immagini e voci di pettegolezzi di corte. Per molte di queste regine l’ambizione divenne, dunque, “arroganza”, l’autonomia “scandalo”, il potere “tirannia”.

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Nelle varie sale, ogni singola regina viene “omaggiata” rispettando un rigoroso ordine cronologico: 

  • Elisabetta Farnese, madre di Carlo III di Borbone. C’è è lei infanta e poi regina con un inedito dipinto di Carlo III ancora in fasce.
  • Maria Amalia di Sassonia sposa di Carlo III e splendida a cavallo nelle sue battute di caccia.
  • Maria Carolina d’Austria, moglie di Ferdinando di Borbone, figlia di Maria Teresa d’Austria e sorella di Maria Antonietta di Francia.
  • Julie Clary, regina senza origini aristocratiche, sposò, per amore, Giuseppe Bonaparte.
  • Carolina Murat, sorella di Napoleone Bonaparte, sposa di Gioacchino Murat, collezionista e mecenate d’eccezione.
  • Maria Isabella, sposa tredicenne di Francesco I di Borbone.
  • Maria Cristina di Savoia, devota consorte di Re Ferdinando II. In mostra è possibile vedere il suo abito nuziale proveniente dal monastero di Santa Chiara.
  • Maria Teresa d’Asburgo-Teschen, seconda moglie di Ferdinando II.
  • Maria Sofia di Baviera, ultima regina del Regno delle Due Sicilie.
  • Margherita, prima Regina d’Italia con Re Umberto.
  • Elena di Montenegro, “regina di carità”, moglie di Vittorio Emanuele III.
  • Maria José del Belgio, ultima regina d’Italia.

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Valeria Buonomo

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