La pittura come mezzo di sperimentazione
L’arte diventa uno strumento per parlare di sè: ‘La forma dell’istante’ è la nuova mostra di Giacomo Montanaro. Mercoledì 18 febbraio dalle ore 18.00 la Shazar Gallery presenta La Forma dell’Istante di Giacomo Montanaro, a cura di Domenico de Chirico. Alla sua seconda personale nella sede di via Scura, Montanaro presenta un nuovissimo progetto che sembra apportare ‘ennesimamente’ una svolta nella sua produzione. Sperimentatore instancabile, l’artista passa con disinvoltura da una pittura di rivelazione ad una meditata immersione in paesaggi immaginifici, presentando per l’occasione lavori che sembrano abbandonare il gesto per approcciarsi ad un segno ponderato che non sfugge tuttavia al fascino misterioso e calcolato della reazione chimica degli acidi. Il cambio di registro non si distacca da una cifra stilistica che continua a caratterizzare il percorso dell’artista, e che, ne La Forma dell’Istante, si sviluppa verso una inedita visione dell’umano. I circa 20 ritratti pensati per gli spazi della Shazar frammentano l’identità della sfera figurativa per dirigersi verso l’indagine della coscienzia e del vissuto esistenziale.
Come scrive il curatore Domenico de Chirico nel testo critico “La mostra restituisce il senso di una ricerca che non si limita a ridefinire il linguaggio pittorico, ma interroga anche il tempo vissuto, l’importanza del gesto e la natura stessa dell’immagine. Offre allo spettatore un’esperienza visiva intensa e silenziosa, aperta alla contemplazione e alla scoperta di scenari inediti che si dispiegano oltre la superficie già data, in dialogo con lo stato d’animo di ciascuno, pronti a essere vissuti.”
“ … la ricerca di Giacomo Montanaro si sviluppa lungo un percorso coerente e radicale, segnato fin dagli esordi da una spiccata vocazione sperimentale. Nato a Torre del Greco nel 1970 si forma tra l’Istituto Statale d’Arte e l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove si diploma nel 1993 sotto l’egida dello scultore visionario Augusto Perez. Nelle prime opere la figura umana è centrale: corpi ridotti all’essenza, presenze che non descrivono ma suggeriscono, rinunciando al dettaglio per far emergere la stringente urgenza espressiva del gesto. Questo percorso di sperimentazione trova un punto di svolta nel 2002, quando Montanaro abbandona la tela e i materiali pittorici tradizionali per confrontarsi con un supporto inusuale: la carta fotografica. Gli acidi diventano così il nuovo strumento del dipingere, introducendo nel processo una componente di rischio e irreversibilità.”
La forma dell’istante rimarrà aperta fino al 17 aprile dal martedì al sabato dalle 14.30 alle 19.30 e su appuntamento.










