Il pastry chef gragnanese torna nella sua città per aprire una pasticceria di alto livello
Le strade del talento possono portare lontano, ma certe radici hanno la forza di richiamare a sé. Angelo Mattia Tramontano ha scelto di tornare a Gragnano per aprire “Douce”, la sua nuova pasticceria: un punto di ritrovo per i golosi, ma soprattutto un progetto identitario, che intreccia tecnica, memoria e visione.
Il suo percorso professionale parla il linguaggio dell’alta ristorazione. Dalle cucine del Don Alfonso 1890 al Grand Hotel Angiolieri di Seiano a Vico Equense, dall’Hotel de Russie di Roma al Bellevue Syrene di Sorrento, fino al Relais Blu di Massalubrense, all’Accademia Campus Etoile di Tuscania, al Roof Garden di Ercolano e al Pasta Bar di Martino a New York. Esperienze che hanno forgiato uno stile preciso, elegante, contemporaneo.
Ma “Douce” non nasce soltanto da un curriculum prestigioso. Nasce da una storia familiare. Dal sostegno instancabile di papà Antonio, che ha coltivato negli anni la passione dei suoi figli. Dall’esempio del fratello Luigi Tramontano, executive chef e stella Michelin, titolare insieme alla moglie del ristorante “O me o il mare”, insignito della stella dalla Guida Michelin. E accanto ad Angelo, presenza costante e silenziosa, la compagna Rosa, complice di un cammino fatto di sacrificio e determinazione.
Il ritorno del pastry chef non è passato inosservato. Il sindaco di Gragnano, Nello D’Auria, ha voluto sottolineare il valore dell’iniziativa con parole cariche di orgoglio in occasione dell’inauguarazione tenutasi qualche giorno fa: “Un’altra attività in ambito enogastronomico nasce nel nostro territorio, quella di Angelo Tramontano, pasticciere riconosciuto oltre confine. È bello vedere la nostra città ricca di talenti e competenze. Angelo fa parte di una famiglia che ha portato il nome del nostro territorio ovunque, scalando le vette della ristorazione. Vedere professionisti di questo livello investire nel cuore della nostra città è il segno che Gragnano è viva, è forte e continua a essere la capitale del gusto. Ad Angelo e a tutta la sua famiglia va il nostro affettuoso “in bocca al lupo”. Grazie per aver scelto, ancora una volta, di rendere grande la nostra comunità con la vostra arte”.
Gragnano, ancora una volta, si racconta attraverso il gusto. E quando un talento torna a casa per investire nel proprio territorio, non è soltanto un’apertura commerciale: è un atto di fiducia, un segnale di vitalità, una promessa di futuro.












