L’Antiquarium di Boscoreale è un museo archeologico situato nel cuore del territorio vesuviano, a Boscoreale e rappresenta uno dei siti importanti per comprendere la vita quotidiana nell’antica Roma. Istituito nel 1991, il museo nasce con una missione precisa: restituire voce a un paesaggio rimasto sospeso nel tempo dopo l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., che cristallizzò per sempre città, campagne e villaggi. Qui, tra reperti e testimonianze, il passato non è solo osservato: è quasi respirato. Il museo si trova accanto alla Villa Regina, una piccola villa rustica che incarna il mondo agricolo romano.
All’interno dell’Antiquarium sono esposti reperti provenienti da Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia e dalle numerose ville rustiche e signorili dell’area vesuviana. Ogni oggetto racconta una storia, ogni frammento è una finestra aperta su una civiltà sofisticata e complessa. Non si tratta solo di oggetti antichi, ma di tracce vive che permettono di ricostruire gli usi e i costumi delle popolazioni romane.
Nella prima sala dell’Antiquarium emerge il legame tra uomo e territorio. Ritroviamo infatti reperti legati allo sfruttamento del mare, alle colture collinari, all’agricoltura, all’allevamento e all’artigianato tessile. Nella seconda sala, invece, trovano spazio i materiali provenienti dagli insediamenti produttivi di età romana del territorio boschese. In esposizione troviamo anche il Carro di Civita Giuliana rinvenuto quasi integro a pochi metri dell’ingresso della stalla e oggi percepibile nelle sue reali forme e dimensioni. Grazie alla tecnica del calco e le impronte lasciate nella cenere sono state ricostruite le sue parti mancanti. La ricchezza della decorazione e l’uso di un rivestimento prezioso fanno escludere che si tratti di un mezzo di uso quotidiano e legato alle attività produttive e agricole. Infatti la carrozza va interpretata come un pilentum cioè un veicolo destinato a rituali e cerimonie per trasportare la sposa nel giorno delle nozze. Da qui il nome Il carro della sposa.
Al piano superiore inoltre ritroviamo anche i reperti del sito di Longola, sito scoperto casualmente nel 2000 durante i lavori per la realizzazione dell’impianto di depurazione di Poggiomarino-Sarno. I reperti sono connessi alle principali attività produttive dell’abitato di Longola: la produzione artigianale( lavorazione del legno, osso e metallo), la filatura e la tessitura, ornamenti personali. Sono inoltre esposte due piroghe monossili rinvenute nell’area della darsena del villaggio.
Ma è nelle campagne di Boscoreale che il passato si fa ancora più concreto e sorprendente. Nel 1977 è stata infatti scoperta Villa Regina, una fattoria di piccole dimensioni. Il cuore della struttura era una cella vinaria con 18 dolia interrati, destinati alla conservazione del mosto prodotto dal vigneto circostante, di cui è stato possibile ricostruire l’impianto originario. Qui il vino non era solo produzione: era cultura, economia, identità.
La fattoria era dotata anche di un ambiente per la torchiatura dell’uva, oltre a locali destinati alla vita domestica, alla stalla e al deposito. La pars urbana comprendeva un unico ambiente signorile, il triclinio decorato con pitture, mentre altre stanze si trovavano al piano superiore, accessibile tramite scala.
Al momento dell’eruzione del 79 d.C., la struttura era utilizzata soprattutto durante le stagioni agricole e mostrava ancora i segni di lavori di ripristino successivi al terremoto del 62 d.C. È come se il tempo si fosse fermato due volte, prima dalla terra e poi dal fuoco del Vesuvio. Il museo e i siti archeologici di Boscoreale non sono soltanto testimonianze del passato, ma un ponte tra ciò che l’uomo è stato e ciò che il tempo avrebbe potuto cancellare.
(A cura di Mariavittoria Tufano)










