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Home News

Autenticazione a due fattori per proteggere la tua identità digitale

Gennaro Carotenuto di Gennaro Carotenuto
19/11/2025
in News
Tempo di lettura: 4 minuti

Quante volte è arrivata quell’email che fa gelare il sangue? “Abbiamo rilevato un accesso sospetto al tuo account”. Oppure peggio: scopri che qualcuno sta leggendo le tue mail, usando il tuo profilo per giocare in un Satispay opzioni pagamento per cittadini italiani o ha postato roba strana sul tuo profilo social. Bella roba. Il fatto è che le password da sole non funzionano più. Nemmeno quella assurda con maiuscole, numeri, simboli e il nome del gatto scritto al contrario. Gli hacker hanno strumenti che le provano tutte in pochi secondi. I database delle aziende vengono violati praticamente ogni settimana.

Ma c’è una soluzione, e funziona dannatamente bene. Si chiama autenticazione a due fattori. E prima che tu pensi “troppo complicato”, fermati un attimo. È letteralmente una delle cose più facili che puoi fare per proteggere i tuoi account.

Cos’è e perché funziona

L’idea è semplice. Invece di fidarsi solo di una cosa che conosci (la password), ne serve anche una che hai fisicamente con te. Di solito il telefono. O magari l’impronta digitale, o la tua faccia. Hai presente il bancomat? Non basta sapere il PIN, serve anche la carta. Stessa cosa. Anche se un hacker ruba la tua password da un database violato, senza il tuo telefono non ci può fare niente. È come avere due lucchetti sulla porta invece di uno. E funziona. I numeri dicono che blocca oltre il 99% degli attacchi automatizzati. Pensa: due minuti per attivarla, e blocchi praticamente tutto dalla mail agli account social e quelli sui casino non AAMS.

I tipi di secondo fattore

Ok, esistono vari modi per fare questa cosa. Alcuni più sicuri, altri più comodi. Dipende da quanto sei paranoico e quanto sbatti vuoi farti. Gli SMS sono quelli che vedi più spesso. Password, ti arriva un codice sul telefono, lo digiti, entri sul social o sul conto di gioco del tuo casino non AAMS. Fine. Il problema è che gli SMS possono essere fregati. C’è una cosa chiamata SIM swapping dove un hacker convince l’operatore telefonico a dargli il tuo numero. Non succede tutti i giorni, ma succede.

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Le app tipo Google Authenticator o Microsoft Authenticator sono meglio. Generano codici che cambiano ogni 30 secondi, anche senza internet, e si possono usare sui social o sui casino non AAMS. Anche se qualcuno ruba un codice, dopo mezzo minuto non vale più niente.  Poi ci sono le chiavi fisiche. Tipo una chiavetta USB che infili nel computer. Suona antico ma è il metodo più sicuro in assoluto. Google le usa per i dipendenti e da quando le ha introdotte ha avuto zero account compromessi. Ma bisogna portarsele dietro, ovvio. L’impronta digitale o il riconoscimento facciale sono comodi, ma dipende dal telefono che hai.

Come attivarla

Ormai quasi tutti i servizi seri ce l’hanno. Google, Facebook, Instagram, Amazon, banche e casino non AAMS. La procedura per impostare la doppia autenticazione è quasi sempre uguale: clicchi per attivarla, scegli il metodo che preferisci, segui quello che ti dice lo schermo. Spesso ti fa salvare dei codici di backup. Quelli tienili da qualche parte sicura, tipo un password manager o stampati in un cassetto. Servono se perdi il telefono e devi recuperare l’accesso.

Dopo averla attivata, ogni volta che entri da un nuovo dispositivo ti chiederà il secondo fattore. All’inizio può sembrare noioso, ma quasi tutti i servizi ti lasciano dire “ricorda questo computer” così non te lo chiede ogni volta.

Gli errori da evitare

L’errore classico? Attivare la 2FA e poi ignorare completamente i codici di backup. Perdi il telefono e sei fregato. Recuperare l’account diventa un incubo burocratico. Salva quei codici da qualche parte, sul serio. Altro errore comune: usare lo stesso numero per tutto. Se quel numero viene compromesso, boom, tutti gli account a rischio. Per le cose veramente importanti, tipo l’email principale o la banca o il casino non AAMS, meglio usare metodi più sicuri degli SMS.

E c’è chi attiva la 2FA solo per l’email ma ignora tutto il resto. Male. L’email è la chiave di tutto: chi controlla quella può resettare le password di qualunque altro servizio. Se devi proteggere una cosa sola, proteggi quella.

Vale davvero la pena?

Sì, qualcuno si lamenterà che è scomodo. Che rallenta tutto. Che è una rottura di scatole. Ed è vero, aggiunge un passaggio extra. Ma rispetto al casino totale di un account hackerato, email rubate, dati sparsi su internet, soldi che spariscono dal casino non AAMS? Dai, non scherziamo.

Chiudere la porta di casa è scomodo. Ma lo fai lo stesso, automaticamente, senza pensarci due volte. La 2FA dovrebbe diventare la stessa identica cosa: un riflesso automatico. Qualche secondo in più al login per proteggere anni di email, foto, documenti, conversazioni private.

Meccanica Russo Meccanica Russo Meccanica Russo
Gennaro Carotenuto

Gennaro Carotenuto

Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l'adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé. Ha ragione Neruda? Per scoprirlo continuo a viaggiare con il corpo e con la mente! Giornalista professionista, nel 2014 ho fondato ecampania.it, ho fatto bene? Chissà!

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