Il direttore Zuchtriegel, ”Non sarà bellicosa né polemica ma ne racconterà ‘il viaggio”
Sarà una mostra sulla storia del Doriforo di Stabiae “non bellicosa, non polemica” sottolinea il direttore generale del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, che ha annunciato questa mattina il progetto, a margine dell’inaugurazione del ‘Museo Civico di Castellammare di Stabia‘, al secondo piano della Reggia borbonica di Quisisana.
“Intendiamo proporre questa mostra che avrà come tema il Doriforo, una delle opere del V secolo avanti Cristo, realizzata in bronzo da Policleto e dalla quale furono eseguite diverse copie in marmo, rinvenute a Roma, Pompei e anche a Stabia, quest’ultima esposta nel Museo di Minneapolis” ha spiegato Zuchtriegel. “Vogliamo illustrare come la statua ha fatto un viaggio, che continua fino a oggi – aggiunge il direttore del Parco Archeologico di Pompei – La speranza è di poter ospitare il Doriforo di Stabiae a Pompei, in un allestimento che stiamo preparando, magari propiziandone il rientro nel territorio di origine“. Le ragioni sovranazionali della Cultura tentano quindi un approccio nuovo rispetto a quanto finora non hanno potuto le indagini, i procedimenti giudiziari, la politica e la diplomazia, che potrebbe rivelarsi vincente perché “non bellicoso e non polemico”. Il tentativo è di convincere il Museo di Minneapolis a riportare in Italia il prezioso reperto, trovato tra il 1975 e il 1976 a Castellammare di Stabia. “Accadde durante uno scavo per i lavori di manutenzione di una scuola, ai piedi della collina di Varano da cui – spiega Zuchtriegel – era probabilmente scivolata la statua in marmo, che doveva impreziosire una della ville romane: Villa San Marco o qualche altra della numerose di domus sontuose disseminate in quella zona“.
In modo illecito, il Doriforo sarebbe stato venduto nel 1980 a un antiquario romano. La statua poi rispunta a Monaco, nell’Antikensammlung, con un’etichetta: aus Stabiae. E poi, dal 1986, è custodita al Minneapolis Institute of Art.”Questo ‘viaggio’ manifesta come, in quel periodo, ci fosse una rete globale di commercio illecito di antichità che in altri Paesi venivano acquistate anche se di dubbia provenienza – spiega Zuchtriegel – il museo di Monaco, non volle acquistare il Doriforo, proprio per i canali poco trasparenti con cui era giunto in Germania. La nostra mostra vuole raccontarne tutta la storia“.










