Una Eneide del Pallone, un racconto epico-comico: sedicesima giornata di campionato
Dopo la doppia sconfitta contro la Lazio, Mister Conte ha bisogno di una reazione da parte dei suoi gladiatori e, per la prima volta, schiera il brasiliano Neres prende il posto del genio georgiano.
Antonio da Lecce cerca una risposta immediata dai suoi gladiatori che all’inizio partono con il vento in poppa.
L’Udinese però si difende bene e ribatte ai colpi dei partenopei con il vigore di chi sta attraversando un ottimo momento di forma.
Al minuto XXI, Zevura calcia in porta dal limite dell’area e colpisce il braccio largo del regista slovacco Lobotka.
Il direttore della battaglia non ha dubbi: calcio di rigore per i bianconeri.
Dal dischetto si presenta Florian Tristan Mariano Thauvin da Orleans.
Il nostro Alex è bravo a intercettare il suo tiro ma sfortunatamente la palla ritorna all’attaccante francese che questa volta non sbaglia.
L’Udinese è in vantaggio e i fantasmi delle sciagurate prove contro la Lazio, tornano a tormentare le anime dei gladiatori azzurri.
Il Napoli prova a scuotersi con il solito Neres, smanioso di ripagare Mister Conte per averlo schierato dall’inizio della battaglia.
Il giovane portiere Razvan Sergiu Sava ha deciso di mostrare al mondo di che pasta è fatto e ribatte tutti i tentativi degli uomini di Conte.
Si torna negli apogei con i partenopei sotto di un gol.
Alla ripresa delle ostilità ai partenopei bastano solo V minuti per riacciuffare il pareggio.
Ci sono momenti in cui il portiere avversario sembra insuperabile e c’è bisogno della giocata del campione e al minuto L, lo Scozzese pesca Spartaco con un assist geniale.
Il gigante belga non si fa trovare impreparato e buca la porta avversaria con un bel fendente.
Il gol è la miccia che accende le anime dei combattenti azzurri.
La compagine di Mister Conte alza i ritmi e chiude gli avversari nella propria metà campo.
Il brasiliano Neres è in stato di grazia e, dopo vari tentativi, decide di mettersi in proprio.
Al minuto LXXVI, dribbla un paio di avversari, entra in are e dopo la prima conclusione respinta dal portiere, insacca il gol del vantaggio.
La Bestia Nera è sconfitta e le gambe dei gladiatori azzurri sono di nuovo libere di correre senza impedimenti psicologici.
Al minuto LXXXI, splendido filtrante di Lobotka, sponda di Giovanni da Buenos Aires che aveva appena sostituito Spartaco, e gran gol dell’Anguilla nera.
Il peggio sembra passato, l’ombra della sventura che aleggiava sugli uomini di Antonio da Lecce, sembra del tutto sparita.
Il viaggio epico di Mister Conte riprende con nuovo entusiasmo.
La rubrica “Le gesta di Mister Conte” è a cura di Gianluca Papadia
[…] dal pantano del decimo posto, salì glorioso
fino ai fasti d’un tricolore sudato,
guidando dieci prodi e un portiere mezzo zoppo,
tra VAR infami e arbitri ciechi,
contro il fato, le squalifiche e i molteplici infortuni