Una Eneide del Pallone, un racconto epico-comico: ventisettesima giornata di campionato
All’Arena dedicata al Dio del Calcio, arriva la nuova capolista.
Per Mister Conte e Spartaco la battaglia contro l’Internazionale di Milano è una sfida contro il loro passato.
Ancora assente l’Anguilla nera ma questa volta Antonio da Lecce al suo posto schiera Billy Clifford Gilmour da Ardrossan.
È curioso vedere dal primo minuto il doppio play nel 3-5-2 confermato come modulo di schieramento sul campo di battaglia.
Le due compagini partono guardinghe e sembrano studiarsi a vicenda.
Al minuto XLVIII il primo squillo è dello Scozzese su sponda del solito Spartaco.
IV minuti dopo è Federico Dimarco a prendersi la scena.
Nell’Arena dedicata a uno dei più grandi specialisti dei calci di punizione dal limite, il terzino interista, disegna una parabola imprendibile per Meret.
Di sinistro proprio come il pibe de oro al quale è dedicata l’Arena di Fuorigrotta.
Internazionale in vantaggio e tifosi partenopei ammutoliti.
Mister Conte cerca di scuotere i suoi dalla panchina ma è l’Inter a tenere in mano il pallino del gioco.
Superata la fase di choc, i partenopei sembrano ritrovare le energie perdute e si arrivano all’intervallo con diverse occasioni da una parte e dall’altra.
Alla ripresa delle ostilità i partenopei entrano sul campo di battaglia con un ritrovato vigore.
L’Internazionale invece sembra voler gestire con il possesso palla.
Gli uomini di Conte cercano disperatamente il pareggio e mettono alle corde l’avversario senza riuscire a sfondare, complice anche la buona vena del portiere Martinez.
Per cercare nuove soluzioni d’attacco, Mister Conte avvia la giostra delle sostituzioni.
Dopo averne provate alcune, al minuto LXXIX decide di buttare nella mischia Billing.
La pressione partenopea aumenta ancora e al minuto LXXXVII il regista slovacco decide di mettersi in proprio.
Incursione fantastica di Lobo che serve Billing al centro dell’area avversaria.
Philip Anyanwu Billing da Esbjerg calcia a botta sicura ma il portiere avversario respinge il suo tiro.
Ci sono momenti in cui un uomo capisce che il destino ha in serbo qualcosa di glorioso per lui.
La palla respinta da Martinez ritorna verso il centrocampista danese che, solo grazie alle sue lunghe leve, riesce a deviarla in rete.
I partenopei acciuffano il pareggio che gli consente di restare attaccati ai Campioni D’Italia a un solo punto di distanza.
Al gladiatore in prestito dal Bournemouth, quello meno utilizzato da Mister Conte, l’onore di riaccendere le speranze nella tifoseria partenopea.
Sugli spalti si torna a cantare di gioia.
Partenope lancia un altro segnale forte al campionato.
Il viaggio epico di Mister Conte riparte alimentando di nuovo il sogno scudetto.
La rubrica “Le gesta di Mister Conte” è a cura di Gianluca Papadia
[…] dal pantano del decimo posto, salì glorioso
fino ai fasti d’un tricolore sudato,
guidando dieci prodi e un portiere mezzo zoppo,
tra VAR infami e arbitri ciechi,
contro il fato, le squalifiche e i molteplici infortuni