Una Eneide del Pallone, un racconto epico-comico: trentaduesima giornata di campionato
All’Arena dedicata al Dio del Calcio arriva l’Empoli impantanata nel fango della zona retrocessione.
Gli uomini di Mister Conte sanno di non poter lasciare altri punti per strada ma sanno pure che non esistono battaglie facili.
Sottovalutare l’avversario è un segno di debolezza e Antonio da Lecce ha usato tutto il suo tempo a disposizione per forgiare lo spirito dei suoi eroi.
Dall’inizio del viaggio la compagine partenopea ha dovuto far fronte a numerosi infortuni e per questa sfida, oltre a Buongiorno, mancheranno pure il Capitano e l’Anguilla nera.
Mazzocchi, Juan Jesus e Gilmour i sostituti che cercheranno di non far rimpiangere i titoli.
La forza di questo meraviglioso gruppo sta proprio in questo ritrovato spirito di sacrificio.
Mister Conte non cerca alibi e, fin dal primo minuto, sprona i suoi a dare il massimo.
L’Empoli però non ci sta a fare la vittima sacrificale e inizia la battaglia con un coraggioso pressing a tutto campo.
Per la storia di questo faticosissimo torneo è arrivato il momento di santificare nuovi eroi e lo Scozzese, arrivato in punta di piedi nell’ultimo giorno utile di mercato, sente puzza di solennità quando, al minuto XVIII, Spartaco protegge palla al centro del campo e gliela serve.
Scott Francis Mc Tominay da Lancaster, avanza palla al piede per oltre XXX metri e lascia partire un missile che non lascia scampo al portiere avversario.
Le cicatrici di un eroe sono segni di fatica ma anche promessa di gloria. Si trasformano in stimmate quando il sacrificio che hai fatto per averle non è solo per te stesso ma per un intero popolo.
Il gol dello Scozzese manda in visibilio i numerosissimi tifosi partenopei che affollano le tribune: Partenope ha un nuovo semidio da idolatrare.
L’Empoli accusa il colpo e lascia l’iniziativa agli azzurri che sfiorano più volte il raddoppio.
Si torna negli apogei con il minimo vantaggio a favore dei partenopei.
Alla ripresa delle ostilità i ritmi sono più bassi con i gladiatori azzurri che cercano di trovare nuove falle nello schieramento difensivo degli avversari soprattutto con Neres e lo Scozzese.
Al minuto LVI l’Empoli capitola ancora.
Gran affondo centrale di Olivera che serve Spartaco che, a due passi dalla porta, non sbaglia.
La compagine toscana cerca di reagire ma, dopo V minuti, lo Scozzese porta al III le marcature dei partenopei.
Ancora un assist di Spartaco e ancora un gol dello Scozzese che porta a VIII il suo bottino personale.
Scena che si ripete al minuto LXVIII ma il palo nega allo Scozzese la tripletta che lo avrebbe consacrato nell’Olimpo degli Dei del calcio.
Il fischio finale decreta la convincente vittoria che consente ai partenopei di restare in scia all’Internazionale di Milano.
Il viaggio epico di Mister Conte riparte con la scoperta di un nuovo eroe.
La rubrica “Le gesta di Mister Conte” è a cura di Gianluca Papadia
[…] dal pantano del decimo posto, salì glorioso
fino ai fasti d’un tricolore sudato,
guidando dieci prodi e un portiere mezzo zoppo,
tra VAR infami e arbitri ciechi,
contro il fato, le squalifiche e i molteplici infortuni